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Gb l’8 giugno al voto, sfida tra May e Corbyn. 4 milioni gli elettori – ANSA.it

Quattro milioni di elettori saranno chiamati l’8 giugno a decidere del futuro della Gran Bretagna. Sul voto pesa come un macigno l’incognita terrorismo. Il momento è “critico”, ammette la premier conservatrice Theresa May. Stando agli ultimi sondaggi, i conservatori mantengono i favori del pronostico, ma il Labour é in rimonta e il trionfo che la May pregustava giocandosi la carta del voto anticipato potrebbe ridursi a una vittoria stiracchiata. O persino peggio. Ecco i programmi in 5 punti dei conservatori della premier Theresa May e del Labour di Jeremy Corbyn che si sfideranno alle urne.* IL PROGRAMMA DEI TORY 1. Il punto centrale del programma conservatore è offrire al Paese “una leadership forte e stabile” nei negoziati sulla Brexit e oltre per affrontare le sfide che il Regno Unito ha di fronte nei prossimi dieci anni. I conservatori vogliono uscire dal mercato unico europeo e dalla Corte europea di giustizia, e controllare direttamente l’immigrazione in Gran Bretagna al fine di ridurre gli ingressi al di sotto dei 100 mila l’anno.2. Dopo gli attacchi terroristici di Londra e Manchester è stato promesso un inasprimento delle misure di sicurezza riguardanti i potenziali terroristi e gli estremisti. Potrebbero essere riviste anche le leggi riguardanti i diritti umani.3. Nell’ambito del welfare è stato promesso un investimento di 8 miliardi l’anno in più per il settore sanitario e di 4 miliardi nell’istruzione. Il governo è stato criticato per la proposta di far pagare l’assistenza a domicilio agli anziani in base al loro reddito, con quella che è stata ribattezzata dai critici come ‘dementia tax’, e ha in parte rivisto l’iniziativa.4. In ambito fiscale è previsto entro il 2020 un aumento della quota di reddito non imponibile da 11.500 a 12.500 sterline e l’innalzamento dell’aliquota massima del 40% dalla soglia di 45 mila a quella di 50 mila sterline. 5. In ambito economico resta l’impegno a ridurre la corporation tax al 17% entro il 2020. Si vuole inoltre semplificare il sistema fiscale per le imprese e renderlo più efficiente. L’idea è quella di attirare imprese dopo la Brexit con una bassa tassazione e una burocrazia efficiente.* IL PROGRAMMA DEL LABOUR 1. Lo slogan del manifesto laburista è “ai tanti, non ai pochi”. L’intento è di chiudere con l’austerità dei conservatori e inaugurare un nuovo corso con forti investimenti nel settore pubblico, in particolare sanità e scuola, per ridurre il divario fra la fascia più ricca e quella più povera della popolazione.2. Sulla Brexit i laburisti rispettano il risultato del referendum e intendono condurre trattative costruttive con Bruxelles per arrivare ad un accordo che salvaguardi in primo luogo i posti di lavoro e l’economia britannica. Inoltre si punta a tutelare fin da subito i diritti dei residenti Ue nel Regno Unito.3. In ambito fiscale oltre all’introduzione di una ‘Robin Hood tax’ sulle transazioni finanziarie, si punta all’ampliamento della platea soggetta all’aliquota più elevata a chi guadagna oltre 330 mila sterline l’anno. In generale l’incremento della pressione fiscale dovrebbe riguardare solo il 5% della popolazione, la fascia più ricca.4. Si punta alla nazionalizzazione completa o parziale di diversi settori, fra cui ferrovie, società elettriche e idriche, Royal Mail. 5. Sul fronte immigrazione i laburisti vogliono introdurre forme di controllo ma non hanno definito dei tetti massimi agli ingressi come invece hanno fatto i conservatori.

Sorgente: Gb l’8 giugno al voto, sfida tra May e Corbyn. 4 milioni gli elettori – Speciali – ANSA.it

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