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Gb, il terrorismo pesa sulla campagna elettorale. Corbyn chiede le dimissioni di May – Repubblica.it

repubblica.it- Gb, il terrorismo pesa sulla campagna elettorale. Corbyn chiede le dimissioni di May.

Il leader labourista: “I tagli alla polizia hanno aperto falle nella sicurezza”. La replica della premier: “Le risorse non sono state toccate”.

Ma non risponde quando le ricordano che da ministro degli Interni alla polizia che protestava per i tagli diceva: “Gridate al lupo, al lupo” dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

LONDRAL’attacco terroristico al Borough Market colpisce la campagna elettorale. Il leader labourista Jeremy Corbyn accusa Theresa May: “I tagli alla polizia hanno aperto falle nella sicurezza”.

E chiede un passo indietro del primo ministro: dovrebbe “dimettersi per aver presieduto ai tagli” imposti alle forze di polizia mentre era ministro dell’Interno. È un’opinione – ha insistito – condivisa da “persone molto responsabili” che sono “molto preoccupate”.

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Accusa che la chiama in causa non solo come premier, ma appunto per il suo incarico precedente: sei anni come ministro degli Interni, fino al luglio scorso quando entrò a Downing Street al posto di David Cameron, dunque principale responsabile della sicurezza nazionale.

La premier risponde con un comizio in cui nega le sue responsabilità: “Le risorse all’antiterrorismo non sono state tagliate e io ho aumentato i poteri della polizia”.

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Ma è chiaramente in imbarazzo, e non risponde, quando i giornalisti le ricordano cosa diceva quando era ministro degli Interni e la polizia protestava per i tagli: “Gridate al lupo, al lupo”. Il lupo, ora, è arrivato.

Nel suo discorso di ieri, la premier aveva chiesto misure speciali contro il terrore dichiarando: “Quando è troppo, è troppo”, una frase ripetuta stamane sulle prime pagine di tutti i giornali inglesi.

Si profilano così due posizioni diverse da parte dei maggiori partiti: i conservatori chiedono leggi più severe; i laburisti danno la colpa ai fondi insufficienti e alla politica dei Tories.

Per il governo, ci vuole meno tolleranza verso chi professa idee inaccettabili, anche se non usa la violenza; per l’opposizione servono soltanto più soldi, più uomini, affinché la polizia possa fare il proprio mestiere.

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A tre giorni dal voto è difficile prevedere come reagirà l’elettorato. Dopo l’attentato di Manchester, due settimane fa, molti si aspettavano che Theresa May avrebbe guadagnato consensi nei sondaggi: in genere, quando un paese è sotto attacco e la gente si sente in pericolo per qualche oscura minaccia, si stringe attorno al partito “law and order”, della legge e dell’ordine, che è solitamente rappresentato dalla destra.

Ma non è accaduto. Anzi, è avvenuto il contrario: Corbyn ha continuato a rimontare, riducendo ulteriormente il suo distacco nei confronti della leader conservatrice, fino ad arrivare, come è ora, a 3-4 punti, una possibile quasi parità, considerato il margine di errore statistico.

Ora bisogna vedere se l’opinione pubblica riterrà che davanti a tre attentati in tre mesi è meglio non cambiare governo, oppure è giusto prendersela con chi è al governo e appunto cambiarlo.

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“Non si può proteggere il paese con i tagli alla sicurezza”, ha detto il capo del Labour ieri sera in un comizio. “La polizia e i servizi segreti devono avere le risorse di cui hanno bisogno, non subire tagli di 20 mila uomini.

Theresa May era stata avvertita dalla Police Federation (il sindacato di polizia, ndr.), ma li accusò di gridare al lupo, al lupo”.

Un video pubblicato sul sito di “Momentum”, il movimento giovanile che sostiene Corbyn, mostra un ex-capo della polizia che due anni fa, a un incontro pubblico con May, allora ministro degli Interni, la ammonì che i tagli alle forze dell’ordine avrebbero compromesso il lavoro dell’antiterrorismo.

Nel suo discorso Corbyn ha anche ricordato l’importanza di mantenere unita la società e difendere il multiculturalismo, criticando l’attacco di Donald Trump, con uno dei suoi tweet, al sindaco di Londra Sadiq Khan, la cui famiglia è di origine pakistana, accusato dal presidente americano di non dare sufficiente importanza alla minaccia terroristica.

E il leader laburista ha protestato anche contro la decisione del governo May di non pubblicare un rapporto riservato dell’intelligence britannica sui finanziamenti dell’Arabia Saudita a gruppi jihadisti.

Anche il leader liberaldemocratico Tim Farron critica la premier per questa decisione. Sono le ultime mosse della campagna elettorale, più o meno sospesa domenica per un giorno di tregua in seguito all’attentato al Borough Market londinese, ma ripresa in pieno oggi. Giovedì si vota e sapremo se e quanto il terrorismo ha influito sui risultati.

Sorgente: Gb, il terrorismo pesa sulla campagna elettorale. Corbyn chiede le dimissioni di May – Repubblica.it

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