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G7 Ambiente, dichiarazione finale adottata all’unanimità, ma senza gli Usa sul clima – Clima – ANSA.it

ino al 12 giugno Bologna diventa la capitale mondiale delle tematiche ambientali. Una settimana che culminera’ con i lavori del G7 Ambiente 2017, e che prevede un contenitore di settanta eventi aperti alla partecipazione di tutti, preambolo dei lavori istituzionali che si aprono domenica 11.

La dichiarazione finale del G7 Ambiente è stata adottata all’unanimità. C’è tuttavia una postilla in cui cui gli Usa dicono che non aderiscono alla sezione del comunicato sul clima e le banche per lo sviluppo.
Nella postilla, contenuta sotto la sezione 2 del documento, dedicata al cambiamento climatico, si legge: “Noi gli Stati Uniti d’America continuiamo a dimostrare attraverso l’azione, avendo ridotto la nostra impronta di CO2, come dimostrato dal raggiungimento a livello nazionale dei livelli di CO2 pre-1994. Gli Stati Uniti continueranno a impegnarsi con i partner internazionali chiave in un modo che sia coerente con le nostre priorità nazionali, preservando sia una forte economia che un ambiente salubre. Di conseguenza, noi gli Stati Uniti non aderiamo a queste sezioni del comunicato sul clima e le MDB (banche multilaterali di sviluppo, n.d.r.), agendo cosi’ rispetto al nostro recente annuncio di ritirarci e cessare immediatamente l’attuazione dell’Accordo di Parigi e gli impegni finanziari associati”. La sezione 2 del documento comune, sul cambiamento, e’ firmata soltanto dai ministri degli altri sei paesi del G7 e dall’unione Europea.

Ue, rammarico per Usa ma noi andiamo avanti – C’è “rammarico” per la scelta degli Usa di chiamarsi fuori dall’accordo di Parigi, ma i grandi del pianeta sono “tutti determinati ad andare avanti” e ad applicarlo “rapidamente ed efficacemente”. Così il commissario Ue all’ambiente Karmenu Vella commenta il risultato del G7 Ambiente tenutosi a Bologna. “Nell’Ue pensiamo che la via da percorrere per il mondo intero – prosegue Vella – sia perseguire un’economia più efficiente e a basse emissioni di carbonio, e sono molto lieto che questa opinione sia stata confermata a livello di G7”.

G7 Ambiente: Pruitt, Parigi non è unica strada per progressi  – “Parigi non è la sola strada per fare progressi” e “per raggiungere il consenso”. Così il direttore dell’Agenzia dell’Ambiente degli Usa Scott Pruitt in un comunicato ribadendo la posizione “ferma degli Usa nella decisione di uscire dall’accordo di Parigi” e che è stato “riavviato il dialogo sul cambiamento climatico secondo le nuove priorità dell’Amministrazione Trump e le aspettative degli americani”. Gli Stati Uniti, aggiunge Pruitt, hanno formalmente adottato il comunicato finale del G7 condividendo importanti questioni ambientali.
Pruitt rileva che “rispetto all’importanza di impegnarsi con alleati di lunga data e partner chiave internazionali, il nostro approccio alle discussioni sul clima è stato forte e chiaro. L’azione di oggi di raggiungimento del consenso rende chiaro che l’accordo di Parigi non è l’unico meccanismo attraverso il quale può essere dimostrata la gestione dell’ambiente. Questo dimostra anche il nostro impegno a un confronto onesto che sia la pietra miliare di un dialogo internazionale costruttivo”. Gli Usa “continueranno a mostrare leadership offrendo soluzioni mirate nelle sfide ambientali del mondo. Abbiamo indicato una volontà di impegno a livello internazionale che tragga grande beneficio da ingegno, innovazione e tecnologie avanzate americane. Abbiamo già dimostrato progressi significativi verso la mitigazione dei problemi ambientali e continueremo a svilupparli a beneficio di tutte le nazioni”.

Galletti, è stato vertice del dialogo – “Poteva essere un G7 della rottura ed invece è stato il G7 del dialogo”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, a conclusione del G7 Ambiente a Bologna. Rilevando che “abbiamo lavorato per erigere ponti”, Galletti ha ribadito che per sei dei sette Grandi (esclusi gli Usa) “l’accordo di Parigi sul clima è irreversibile, non negoziabile e l’unico strumento possibile per combattere i cambiamenti climatici” e ha auspicato “in futuro un dialogo con gli Usa”.
“Il G7 ha approvato all’unanimità il comunicato. Lo ha fatto in piena condivisione, riconoscendo le diversità delle opinioni”, ha spiegato il ministro. “I temi sui quali abbiamo trovato accordo – ha proseguito il ministro – sono la finanza sostenibile, l’economia circolare, l’efficienza delle risorse (approvando un’importante road map di Bologna), i rifiuti marini, l’impegno per l’Africa. Da questo G7 è emerso il legame profondo fra ambiente, società ed economia, per un nuovo modo di guardare al futuro”. “Ci siamo adoperati per costruire ponti, non per erigere dei muri – ha concluso Galletti -. Italia, Francia, Germania, Giappone, Canada, Regno Unito e Unione europea hanno detto con forza che l’Accordo di Parigi è irreversibile, non negoziabile ed è l’unico strumento possibile per combattere i cambiamenti climatici. Ci auguriamo che con gli Stati Uniti possa proseguire in futuro un dialogo costruttivo, ma sulla base di questi punti. Ogni opzione diversa è per noi esclusa”.

Ultimo giorno, si punta a documento Comune con USA. Sono ripresi stamani a Bologna i lavori del G7 dei ministri dell’Ambiente, iniziato ieri. Tre i temi di discussione: rifiuti in mare (marine litter), riciclo ed economia circolare, tassazione ambientale ed eliminazione dei sussidi dannosi all’ambiente. Gli Stati Uniti, dopo la partenza anticipata ieri pomeriggio del direttore dell’agenzia federale per l’Ambiente Epa, Scott Pruitt, sono rappresentati da un funzionario dell’Epa di seconda fila, Jane Nishida. La partenza di Pruitt dal summit (sebbene prevista da tempo per un incontro con Trump) è stata vista da molti come un segno dello scarso interesse degli Stati Uniti per questo forum. Alle 14:30 è prevista la firma della dichiarazione finale. La presidenza italiana, affidata al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, cercherà di arrivare ad un documento comune fra i sette paesi. Non sarà facile tenere dentro anche gli statunitensi, che ieri hanno ribadito le loro profonde divergenze con gli altri sei paesi e l’Unione europea sull’Accordo di Parigi. Gli Usa hanno detto che intendono continuare a ridurre le emissioni, ma con un piano proprio, senza sottostare all’intesa, considerata penalizzante per la loro economia. Sugli altri temi ambientali in discussione (sviluppo sostenibile, finanza verde, politiche green), Galletti ha detto ieri che c’è accordo fra i sette. Questo dovrebbe aiutare a raggiungere un documento comune, con qualche acrobazia diplomatica sul tema del clima. Alle 15 è prevista una conferenza stampa di chiusura.

Hulot, chiuderemo alcuni reattori entro il 2025. Hulot, chiuderemo alcuni reattori entro il 2025 Obiettivo taglio 50% produzione di elettricità, più rinnovabili BOLOGNA (ANSA) – BOLOGNA, 12 GIU – “Entro il 2025 chiuderemo un certo numero di reattori ma è ancora presto per dire quanti”. Lo ha detto il ministro francese alla Transizione ecologica Nicolas Hulot incontrando i giornalisti a margine del G7 Ambiente a Bologna. “La Francia si è impegnata a ridurre la quota del nucleare nella produzione di elettricità al 50% entro il 2025; a ridurre i consumi energetici del 50% entro il 2050 e a sviluppare le rinnovabili e quindi chiuderemo un certo numero di reattori nucleari. E la decisione – spiega Hulot – sarà presa prendendo in considerazione tre criteri: la sicurezza, gli aspetti sociali; gli aspetti economici”. Tutto questo, ha assicurato, “sarà accompagnato da contratti di transizione per i dipendenti che lavorano in questi settori. Allo stato attuale non avendo tutti i parametri a disposizione non posso dire quanti reattori saranno chiusi”.

Hulot, auspico testo finale con 7 firme. Il ministro dell’Ambiente francese, Nicolas Hulot, auspica che il testo finale del G7 Ambiente sia “comune per i sette Paesi” tuttavia, in attesa della conferma dagli Usa, l’auspicio è che il documento sia “forte e deciso”. Arrivato questa mattina a Bologna per la giornata conclusiva del vertice dei ministri dell’Ambiente dei 7 Grandi paesi, Hulot ha affermato che l’Accordo di Parigi sulla riduzione dei gas serra “è l’unico strumento giuridico contro i cambiamenti climatici, ed è irreversibile” confermando quanto detto ieri dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti anche a nome di Gran Bretagna, Germania, Canada e Giappone. In attesa di sapere le decisioni degli Usa sul testo, Hulot – incontrando i giornalisti – ha osservato che “l’aspetto più delicato è il finanziamento ai Paesi in via di sviluppo colpiti dai cambiamenti climatici a cui gli Usa non intendono aderire”. Gli Stati Uniti, ha aggiunto il ministro francese, “preferiscono un approccio bilaterale ad uno multilaterale”, tuttavia restano “nella dinamica ambientale, quindi vogliamo mantenere il dialogo e non vogliamo una rottura e lavoriamo per questi obiettivi”. Se sul clima non c’è convergenza con gli Usa, perchè “vogliono libertà di azione”, ha spiegato Hulot, “qualsiasi sia l’esito di questo G7, ci sono altri argomenti che sommati incidono sui cambiamenti climatici come l’economia circolare, gli oceani e la nuova economia e su cui gli Usa hanno un atteggiamento più costruttivo e collaborativo”.

Galletti, l’accordo di Parigi non è negoziabile. “Per quanto riguarda l’Italia e la stragrande maggioranza dei Paesi” di cui alcuni presenti nel G7 “l’accordo di Parigi è irreversibile e non negoziabile”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, incontrando i giornalisti per fare il punto a conclusione della prima giornata di lavori del G7 Ambiente.
“Abbiamo preso atto della posizione degli Stati Uniti – ha aggiunto Galletti – che vogliono continuare la politica di  riduzione della CO2 anche fuori l’accordo di Parigi. E per quello che rappresentano nel mondo vogliamo mantenere il filo
del dialogo, continuare il dibattito. Questo può essere il risultato del G7”. Ad avviso di Galletti, tuttavia, “fuori dall’accordo di Parigi non ci sono gli strumenti per raggiungere gli obiettivi” sulla riduzione di gas a effetto serra. “Per combattere il cambiamento climatico ci vuole omogeneità”, ha aggiunto.
Il ministro – a chi gli chiedeva la differenza fra chi rispetta l’accordo di Parigi e chi non vuole farlo – ha spiegato che l’intesa raggiunta alla Cop21 di Parigi nel 2015 “è un accordo multilaterale globale con interventi coordinati per il raggiungimento degli obiettivi” cosa differente dalle “azioni volontarie”, riferendosi a quelle che vogliono fare gli Usa, “che è quello che hanno fatto finora”.
La volontà degli Stati europei, ha detto ancora Galletti rispondendo ad una domanda sulla posizione dell’Europa, “è
declinata secondo strumenti vincolanti giuridicamente” che “aumentano la virtuosità”. Ad avviso del ministro, “siamo di fronte a un cambiamento economico e ad una transizione culturale che hanno l’ambiente al centro”, elencando poi gli altri argomenti di cui si è parlato oggi “dall’Africa alle banche, dalla finanza al rapporto dell’ambiente con economia e sviluppo”. Quanto al ruolo della Cina nel portare avanti l’accordo di Parigi, Galletti ha ribadito che “prenderà la leadership di questa sfida con l’Europa e i sei Paesi del G7”.

Unep, 6 Paesi determinati nonostante le scelte degli Usa. “Il principale risultato di questo summit è stata l’assoluta determinazione da parte di tutte le sei nazioni di andare avanti nell’azione sul clima, qualsiasi cosa accada nella Casa Bianca. Nessuno ha la minima tendenza a piegarsi o a svoltare, tutti sono determinati nell’azione necessaria”. Lo ha detto il segretario dell’agenzia dell’Onu per il clima, l’Unep, Erik Solheim, parlando alla stampa durante il G7 dell’Ambiente. “Il settore privato, le grandi aziende, anche negli Stati Uniti, ci dicono che sono d’accordo nell’agire – ha proseguito Solheim -. C’è un numero enorme di nuovi posti di lavoro nelle

rinnovabili nella green economy, ci sono un sacco di soldi da fare, molti di più di quanti ci siano nelle fonti fossili”.
Secondo il segretario dell’Unep, “c’è una forte determinazione a spostare gli investimenti sulla green economy
verso posti di lavoro migliori, ma servono politiche sociali e formazione continua per muoversi verso questo eccitante futuro”.
Quanto alla posizione degli Usa sul clima, ha concluso Solheim, “quello che è molto positivo è che gli Stati Uniti
hanno detto che continueranno ad agire per il cambiamento climatico e il miglioramento della tecnologia”.

Ministro Giapponese Yamamoto, non ho trovato Pruitt scettico sul clima. “Non ho trovato una posizione radicalmente scettica sul clima da parte di Scott Pruitt. Si è dimostrato interessato alla riduzione delle emissioni di gas serra. Era il suo primo summit, quindi era molto prudente”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Ambiente giapponese, Koichi Yamamoto, parlando ai giornalisti nel corso del G7 Ambiente.

Il G7 Ambiente è ‘climate neutral’, compensa 250 tonnellate di CO2. Il G7 Ambiente nel suo complesso produrrà circa 250 tonnellate di CO2, emissioni derivate da viaggi e disposizioni logistiche. Ma saranno compensate finanziando istallazioni di solare fotovoltaico in Bangladesh, programmi di sviluppo di energia rinnovabile in Pakistan e di distribuzione di lampade illuminazione a basso consumo in Ruanda. Lo fa sapere il ministero dell’Ambiente italiano, che ha fatto il calcolo delle emissioni d’intesa con le Nazioni Unite rilevando che questo G7 è un evento “climate neutral”, cioè non aggraverà il bilancio delle emissioni di gas serra. La presidenza italiana del G7, spiega il ministero, “ha infatti adottato delle iniziative di compensazione delle emissioni del vertice ministeriale”.
“L’Italia è in prima linea, nell’ambito degli impegni internazionali – ha affermato il ministro Gian Luca Galletti – per promuovere e implementare modelli di sviluppo socio-economico per la tutela del pianeta e per assicurare la
prosperità dell’umanità a lungo termine. Le riunioni dei decisori politici dei paesi più importanti del mondo sono
necessarie per elaborare programmi e visioni comuni, ma dobbiamo anche assicurare che gli eventi stessi siano ambientalmente corretti e non aggravino il bilancio delle emissioni di CO2”.
Le emissioni prodotte dal G7 Ambiente saranno compensate “attraverso uno degli strumenti previsti dal protocollo di
Kyoto, sostenendo progetti di crescita economica ‘climate friendly’ in paesi in via di sviluppo”, Bangladesh, Pakistan e
Ruanda.

Carraro (Ipcc), gli Usa continueranno a ridurre le emissioni. “Gli Stati Uniti, pur ribadendo il
fatto che si ritirano dall’Accordo di Parigi, hanno insistito
sul fatto che continueranno a ridurre le loro emissioni”. Lo ha detto alla stampa Carlo Carraro, vicepresidente del panel scientifico dell’IPCC (il gruppo di ricerca dell’Onu sul cambiamento climatico), al termine della sessione del G7 Ambiente di Bologna dedicata al riscaldamento globale e moderata dallo stesso Carraro.
Gli Stati Uniti, ha proseguito Carraro, “hanno detto ‘noi siamo già metà strada rispetto all’Accordo, continueremo a
insistere nel ridurre le emissioni, modificando il Clean Air Act, introducendo nuove misure che, pur non rientrando
all’interno dell’Accordo, vanno nella stessa direzione’. Loro hanno detto ‘non siamo in dissenso sugli obiettivi, siamo in dissenso sul modo di raggiungere gli obiettivi’. E’ una dichiarazione – ha concluso, estremamente positiva”.
“Più volte gli altri sei Paesi hanno detto ‘rimpiangiamo il fatto che gli Stati Uniti non abbiano mantenuto l’impegno preso a Parigi’. Allo stesso tempo, se andiamo a vedere la sostanza degli impegni presi, Pruitt ha ribadito ‘no, noi  andiamo avanti, insistiamo nella nostra strategia di riduzione delle emissioni'”.
Per Carraro “tutti gli altri sei Paesi del G7 hanno ribadito in modo molto esplicito il loro impegno. Qualsiasi cosa facciano gli Stati Uniti, hanno detto che loro non tornano indietro e anzi vogliono obiettivi più ambiziosi. Tutti hanno detto che rivedranno in tal senso le decisioni di Parigi. Nel 2020 l’Accordo parte e dal ’18 al ’20 c’è la possibilità di rivedere al meglio gli obiettivi presi a Parigi. Tutti si sono impegnati a finanziare accordi innovativi per lo sviluppo di nuove tecnologie che riducano le emissioni. Grande sensibilità anche su temi dell’agricoltura e degli oceani”.
L’uscita dall’Accordo di Parigi richiede comunque almeno quattro anni (tre anni, più uno necessario per completare l’iter burocratico) e secondo Carraro molti ministri hanno auspicato che in questo lasso di tempo gli Stati Uniti abbiano tempo di rivedere la loro posizione. L’esperto dell’IPCC ha anche detto che al termine del summit ci sarà un documento comune, sottoscritto probabilmente anche dagli Stati Uniti.

  L’Italia conferma l’accordo di Parigi, tweet di Gentiloni. “Oggi #Bologna ospita @g7 ambiente Italia conferma accordo #Parigi sul clima e impegno per green economy e sviluppo sostenibile”. Lo scrive su twitter il premier Paolo Gentiloni.

Ricercatori del Wwf, accelerare le risposte sul clima. Espinosa, Pruitt ha detto che si impegnerà sul clima. “L’accelerazione del cambiamento climatico è più veloce della capacità di reazione dimostrata dagli stati. Una battuta d’arresto del processo avviato dalla Cop21 di Parigi avrebbe conseguenze irreparabili”. A dirlo sono i ricercatori del Comitato scientifico del Wwf Italia che, nell’esprimere “forte preoccupazione” per la situazione attuale, rivolgono un appello alle istituzioni italiane chiedendo innanzitutto “una corrispondente accelerazione delle risposte e degli interventi volti alla mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici”. Chiedono, inoltre, “misure immediate per la conservazione del capitale naturale, impedendo l’ulteriore consumo di suolo, e lo sviluppo di un piano di protezione efficace ed efficiente per salvaguardare la biodiversità del nostro paese sul territorio e nel mare”; i ricercatori sollecitano anche “interventi immediati per ridurre le emissioni di gas climalteranti con una Strategia Energetica Nazionale (Sen) che risponda adeguatamente e senza tentennamenti e con una visione a lungo termine, alla sfida del cambiamento climatico in atto e con strategie e piani di adattamento al cambiamento climatico su tutto il territorio nazionale”. I governi, dicono i ricercatori del Wwf, “dovranno impegnarsi nella riduzione delle emissioni di gas climalteranti accelerando con grande rapidità l’uscita dai combustibili fossili e investendo su energie rinnovabili, efficienza e risparmio energetico. Le città devono imparare a imitare gli ecosistemi e ridurre consistentemente il flusso di energia e materia che le attraversa”.

Espinosa, Pruitt ha detto che si impegnerà sul clima. “Da Scott Pruitt abbiamo ascoltato che intende continuare a fare sforzi nel campo della lotta al cambiamento climatico e che vuole impegnarsi con la Convenzione Onu sui cambiamenti climatici (Unfccc, n.d.r.) in un dialogo su questo tema”. Lo ha detto ai giornalisti Patricia Espinosa, segretario dell’Unfccc, in una pausa del G7 Ambiente di Bologna.
“Abbiamo accolto tutti con rammarico – ha aggiunto – la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dall’Accordo di Parigi. Allo stesso tempo gli Usa restano parte dell’Accordo perché questo prevede un periodo di tre anni prima che le parti possano ritirarsi. Per noi è molto chiaro che dobbiamo andare avanti nell’attuazione dell’Accordo e aiutare i Paesi nel tradurre i loro programmi nazionali in politiche di sviluppo, per riuscire nel 2018, quando avremo la prima valutazione di dove siamo, ad aumentare le nostre ambizioni”. Oggi è emerso inoltre, ha concluso, “un impegno molto forte da parte di tutti i ministri presenti, direi anche una visione chiara della necessità di esercitare una leadership in questa materia”.

Si apre il G7 ambiente, grande attesa internazionale. “La comunità internazionale attende un nostro messaggio da questo G7”. Così il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, aprendo a Bologna il G7 Ambiente. “L’Ambiente – ha aggiunto – è parte integrante della politica economica. I Paesi che qui partecipano rappresentano oltre la metà del pil mondiale e sono fra i maggiori esportatori”. Il ministro ha anche ringraziato i rappresentanti di Cile, Etiopia, Maldive e Ruanda “molto impegnati su temi al centro di questo G7” e “rappresentano quei Paesi che nel mondo subiscono la minaccia dei cambiamenti climatici ma anche l’opportunità di sviluppo sostenibile”.

Al vertice partecipano Barbara Hendricks per la Germania, Koichi Yamamoto per il Giappone, Nicolas Hulot per la Francia, Scott Pruitt per gli Stati Uniti, Catherine McKenna per il Canada. Per la Gran Bretagna il capo delegazione e’ Therese Coffey (Segretario di stato). Partecipano anche i due Commissari europei di riferimento: quello per l’ambiente, gli affari marittimi e la pesca, Karmenu Vella, e il Commissario per l’azione per il clima e l’energia, Miguel Arias Cañete. Quattro i ministri dell’Ambiente di Nazioni esterne al G7 invitati ai lavori: quelli di Cile, Ruanda, Maldive ed Etiopia.

“In materia di ambiente, è facile scontrarsi con una mentalità che guarda solo ai costi immediati. Ma occorre invece avere coraggio, come a Parigi”, ha rilevato l’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, all’apertura del G7 Ambiente. Il prelato nei giorni scorsi ha partecipato al Tavolo del dialogo interreligioso che ha prodotto una Carta dei Valori, consegnata stamani ai ministri del G7 da un gruppo di bambini, insieme alla Carta degli Stati generali della gioventù. “Mettere insieme le religioni è stato un po’ più difficile che mettere insieme i ministri – ha detto Zuppi -. Siamo credenti di fedi diverse, ma sappiamo che sull’ambiente non se ne esce da soli. Il dialogo è un metodo di impegni comuni per la casa comune. Papa Francesco ci ha proposto un impegno fondamentale per l’ambiente”. Per Zuppi la richiesta dei leader religiosi ai ministri dell’Ambiente del G7 è “cercare tutti insieme di difendere la casa comune, per continuare a cantare come San Francesco ‘Laudato sì’. Ricordate che questo è il futuro del nostro pianeta, che ci ha affidato il Creatore”.

“Come sindaci siamo consapevoli che per l’ambiente occorre un doppio movimento, dal basso, per gli stili di vita necessari alla tutela, e dall’alto, dai governi. Per questo noi sindaci delle città metropolitane italiane abbiamo approvato qui a Bologna la Carta per lo sviluppo sostenibile” ha detto il sindaco di Bologna, Virginio Merola al tavolo di apertura del G7 Ambiente ricordando anche gli altri due documenti prodotti nel corso di #all4thegreen, la settimana di eventi nel capoluogo emiliano in preparazione del summit dei ministri dell’Ambiente: l’accordo fra le Regioni padane per la lotta all’inquinamento atmosferico e la Carta dei Valori preparata dal Tavolo del Dialogo interreligioso. “Per cambiare il clima occorre un cambiamento di clima politico”, ha detto sindaco, che ha augurato buon lavoro ai ministri citando una frase di vescovo bolognese del passato “Messa corta, tagliatella lunga”.

L’Accordo di Parigi “ha dato un segnale ai mercati, che riconoscono le opportunità economiche offerte dalla crescita verde pulita. L’Accordo è un buon accordo, e il Canada è impegnato a rispettarlo e a collaborare con altri paesi per attuarlo” ha detto la ministra dell’Ambiente canadese, Catherine McKenna. “In Canada capiamo che il riscaldamento c’è ed è colpa nostra – ha detto la ministra -. L’isola Prince Edward è stata inondata da un innalzamento del mare di 43 centimetri”. McKenna si è detta “orgogliosa come cattolica dell’enciclica Laudato sì. Il papa è una guida per tutti noi”. Il ministro giapponese, Koichi Yamamoto, ha detto che “i disastri naturali recenti mostrano l’importanza dell’Agenda 2030 dell’Onu, implementata dall’Accordo di Parigi. Dobbiamo essere coesi come G7, dobbiamo dare un segnale di collaborazione”. Il ministro dell’Ambiente della Maldive, Thoriq Ibrahim, uno dei quattro ministri ospiti del G7 insieme a Cile, Ruanda ed Etiopia, ha ricordato il rischio che corrono i piccoli stati del Pacifico di essere sommersi dall’innalzamento del mare provocato dal riscaldamento globale.

L’Accordo di Parigi al centro del G7 Ambiente, in attesa degli Usa. Nel bene o nel male (a seconda dei punti di vista), sono gli Stati Uniti di Trump i protagonisti del G7 dei ministri dell’Ambiente che si apre l’11 giugno a Bologna. Dopo la decisione del presidente americano di far uscire il suo Paese dall’Accordo di Parigi e rinegoziare una nuova intesa sul clima (ipotesi subito bocciata da Germania, Francia e Italia), il summit è la prima occasione per capire cosa vuol fare davvero l’amministrazione di Washington per la lotta al riscaldamento globale.
Il direttore dell’agenzia federale per l’Ambiente, l’Epa, Scott Pruitt, dovrà affrontare i sei colleghi, che hanno tutti ribadito che intendono rispettare l’Accordo. Trump nel suo discorso alla Casa Bianca ha detto che gli Stati Uniti intendono continuare a impegnarsi per l’ambiente, pur senza i vincoli alle emissioni di gas serra concordati da Obama a Parigi. Pruitt è una bestia nera degli ecologisti americani per le sue posizioni eco-scettiche e sarà interessante sentire cosa risponderà ai colleghi che lo incalzeranno sul clima. Il 10 giugno il capo dell’Epa ha incontrato a Bologna il suo collega italiano, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, per parlare di buone pratiche contro lo spreco alimentare. Un tema “tranquillo”, in vista delle discussioni più “calde” sul cambiamento climatico.
Il riscaldamento globale è dunque l’argomento centrale del summit, ma non l’unica questione sul tavolo. Il ministro Galletti, che presiede le sedute (a porte chiuse), ne porta altre cinque: rifiuti in mare (più noti col termine inglese di “marine litter”), finanza verde (quella che sostiene la green economy), economia circolare ed efficienza delle risorse, aiuti all’Africa e ruolo delle banche per lo sviluppo, tassazione di favore per l’ambiente e rimozione dei sussidi ambientalmente dannosi, in primis quelli alle fonti di energia fossili.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo il papa al Quirinale il 10 giugno, ha ribadito l’impegno dell’Italia nell’Accordo di Parigi. Quest’ultimo, ha detto, “rappresenta un punto di partenza al quale non intendiamo abdicare. Approccio ecologico e approccio sociale sono giunti a coincidere: la giustizia passa attraverso la custodia delle risorse disponibili e la loro equa distribuzione”. E’ la stessa posizione ribadita più volte da papa Francesco: un modello di sviluppo dannoso per l’ambiente crea anche ingiustizia sociale, guerre e migrazioni.
Bologna nel pomeriggio dell’11 giugno manifesteranno anche le associazioni ambientaliste e antagoniste del G7-M, un contro-vertice in corso questi giorni al Parco 11 settembre. Si temono infiltrazioni di black bloc e la Prefettura ha vietato al corteo le centralissime via Indipendenza e via Ugo Bassi, suscitando le proteste degli organizzatori.
All’apertura del G7 due ragazzi leggeranno un appello dei giovani ai ministri dell’Ambiente, preparato in collaborazione con Earth Day Italia e nel quale si chiede ai governanti del G7 politiche per l’ambiente e un’educazione mirata ecologia e cittadinanza attiva. Ai ministri sarà consegnata anche la Carta dei Valori preparata dal Tavolo del Dialogo interreligioso riunito a Bologna nei giorni scorsi: un documento che ancora una volta mette insieme tutela dell’ambiente e giustizia sociale.

Galletti, Bologna si è colorata di verde. “Per una settimana un’intera città, Bologna, si e’ colorata di verde, ha pensato verde e ha condiviso scelte strategiche per il futuro, le stesse che saranno dibattute al tavolo dei sette ministri dell’Ambiente l’11 e 12 giugno”. Cosi il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, fa il bilancio di #All4TheGreen, prima di lasciare il testimone al G7. La manifestazione organizzata dal programma di comunicazione globale sui cambiamenti climatici “Connect4Climate” promosso da Banca Mondiale, in collaborazione con il ministero dell’Ambiente e sotto gli auspici della Presidenza italiana del G7, ha visto in calendario una serie di appuntamenti per approfondire tematiche importanti: dall’economia circolare come occasione di crescita alla decarbonizzazione, dalla finanza sostenibile all’educazione ambientale, all’impegno cattolico per l’ecologia integrale.

Oltre 70 eventi hanno scandito la settimana accompagnando la città proprio verso l’appuntamento internazionale del G7. “Abbiamo coinvolto Bologna mobilitandola attorno al grande tema dell’Ambiente – ha detto Galletti – facendo passare il messaggio che ogni cittadino, impresa, associazione o categoria produttiva, non solo dunque chi siede al tavolo del summit, deve essere e sentirsi protagonista delle scelte strategiche per rendere il Pianeta più equo e sicuro”. Il ministro ha ringraziato poi “la Banca Mondiale per l’impegno e la sensibilità su questi temi”, e sottolineato il segnale forte dato da tutti gli attori pubblici e privati che “hanno contribuito a questa azione culturale, dalla quale sono emerse proposte innovative, azioni comuni, grandi contributi culturali”.
Tra gli eventi di particolare rilievo, il Dialogo Interreligioso, “prova che l’ambiente può unire tutte le confessioni”, il concerto in Piazza Maggiore del maestro Ezio Bosso al quale erano presenti circa 6.000 persone, la firma del Protocollo sul bacino padano per azioni comuni tra Governo e Regioni contro lo smog, la Carta di Bologna per l’Ambiente, il manifesto per la crescita sostenibile. E ancora, la mostra fotografica del vignettista Altan “disegna l’Ambiente”, la rassegna di film sui temi ambientali, installazioni come l’Atomium di lattine in piazza XX settembre evocativo di quello presente a Bruxelles, un festoso allestimento in diverse parti della città che ha reso Bologna capitale del verde.
Il programma di ‘All4TheGreen’ non si esaurisce qui: altri eventi saranno organizzati lungo l’arco dell’anno con il marchio di questa mobilitazione per la causa dell’ambiente.

Dai giovani l’appello per le politiche reali. Un appello ai ministri dell’Ambiente per chiedere “politiche reali sia sul fronte della protezione dell’ambiente sia su quello dell’educazione”. Lo scrive un gruppo di ragazzi che chiede di “investire in formazione e ricerca”, “rispettare con coerenza e responsabilità” gli impegni presi nel 2015 a Parigi contro il riscaldamento globale e di accompagnarli con “politiche fiscali, norme e leggi che premino i comportamenti virtuosi di cittadini e imprese e con una lotta seria agli abusi ambientali”. Alla scuola i ragazzi chiedono di essere “la prima istituzione green”.
Il documento, che l’11 giugno sarà letto da due ragazzi e consegnato in apertura di G7 Ambiente ai ministri riuniti a Bologna, è il frutto del lavoro coordinato da Earth Day Italia e cominciato lo scorso novembre, durante gli Stati Generali dell’Ambiente promossi da Miur e ministero dell’Ambiente, e proseguito al Villaggio per la Terra di Roma in occasione dell’Earth Day del 22 aprile 2017, quando 140 ragazzi si sono confrontati su ambiente e sviluppo sostenibile.
“Gli Stati Generali dell’Ambiente dei giovani prima, e questo appello poi, nascono perché molte istituzioni, studenti, imprese e associazioni riconoscono che l’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile è lo strumento fondamentale per la gestione del territorio e delle sue risorse di oggi e di domani. – dichiara Roberta Cafarotti, direttrice scientifica di Earth Day Italia – Per attivare il cambiamento necessario all’implementazione dell’Agenda 2030 è necessaria la diretta partecipazione e collaborazione dei cittadini e in questo senso i ragazzi possono essere la chiave per promuovere tutti i percorsi di sostenibilità e di cura per la nostra casa comune”.
È “partecipazione” la parola chiave del documento. I ragazzi chiedono di essere educati ad essere cittadini attivi e consapevoli sia del loro ruolo all’interno della società che dei loro doveri nei confronti dell’ambiente. I ragazzi chiedono di essere educati “in edifici sicuri e sostenibili, con mense che riducano gli sprechi e con insegnanti che vogliano affrontare assieme a loro la sfida della sostenibilità”. Infine il documento invita i cittadini di tutto il mondo a stili di vita sostenibili. “Non scordate di interpellarci” chiudono i ragazzi nell’appello “perché avrete bisogno di noi!”.

Religioni contro fonti fossili, aiutare paesi poveri contro cambio clima. Le grandi religioni del mondo chiedono ai governi del G7 di agire contro il cambiamento climatico, aiutando i paesi più poveri in questa lotta e superando un modello economico basato sulle fonti fossili, che danneggia l’ambiente e genera povertà, guerre e migrazioni. E’ questo in sintesi il messaggio della Carta dei Valori e delle Azioni firmata oggi a Bologna dai rappresentanti delle principali religioni. Il documento sarà consegnato l’11 giugno ai ministri del G7 Ambiente dall’arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi. La Carta è stata redatta dal Tavolo del dialogo interreligioso organizzato da Earth Day Italia, Ministero dell’ambiente e Banca Mondiale, coordinato da Pier Ferdinando Casini, Presidente della Commissione Esteri del Senato. Hanno firmato fra gli altri Monsignor Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, Abd Al-SAbur Turrini Direttore Generale del CO.RE.IS (Comunità Religiosa Islamica Italiana), Alfonso Arbib, Presidente dell’Assemblea Rabbinica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Giorgio Raspa, Presidente dell’Unione Buddhista Italiana, Swamini Hamsananda Ghiri, Presidente del Comitato del Dialogo dell’Unione Induista Italiana.

Fronte comune anti-smog delle Regioni padane. La pianura padana fa fronte comune per il miglioramento della qualità dell’aria. Le quattro Regioni (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte) hanno firmato insieme al Ministero dell’Ambiente un accordo che prevede investimenti pubblici e interventi comuni per liberare dallo smog l’area, una delle più inquinate d’Europa e per questo al centro di osservazioni dall’Unione Europea. Principio cardine dell’accordo è la centralità di una lotta condivisa contro l’inquinamento atmosferico. E’ stata firmata, nell’ambito delle iniziative che domenica e lunedì porteranno al G7 Ambiente, dal ministro Gian Luca Galletti dai presidenti di Emilia-Romagna e Piemonte, Stefano Bonaccini e Sergio Chiamparino, e dagli assessori all’ambiente di Lombardia e Veneto, Claudia Terzi e Giampaolo Bottacin. L’intesa punta a misure strutturali e attuate allo stesso modo nelle quattro regioni, come regole omogenee di accesso alle Ztl, car-sharing, mobilità ciclo-pedonale, distribuzione diffusa di carburanti alternativi, limitazioni alla circolazione. Ad esse si aggiunge lo stanziamento di 16 milioni di euro complessivi da parte del Ministero: 8 milioni per gli eco-bonus delle Regioni, gli incentivi economici per la sostituzione dei veicoli più inquinanti; 8 milioni per ridurre l’inquinamento prodotto dalle attività agricole e zootecniche.

Sindacati uniti su azioni per Accordo di Parigi. “Oggi ribadiamo ancora una volta il nostro impegno a sostenere azioni ambiziose sul clima e l’Accordo di Parigi. Ritirarsi dall’Accordo di Parigi o da ambiziosi percorsi sul clima equivale ad abbandonare l’idea di un futuro più pulito, alimentato da buona occupazione”. È questo uno dei passi principali dell’accordo firmato da Cgil, Cisl, Uil, i sindacati degli altri Paesi aderenti al G7 Ambiente, Ituc (International Trade Union Confederation) e Tuac (Trade Union Advisory Committee), presentato oggi a Bologna nell’ambito dell’iniziativa ‘Investire nello sviluppo sostenibile’, legata al vertice ambientale dell’11 e del 12 giugno nel capoluogo emiliano. Fra i punti su cui insistono le sigle sindacali ci sono in particolare il rafforzamento delle normative in tema di processi industriali ecosostenibili e la riduzione dell’utilizzo delle sostanze tossiche; una strategia di giusta transizione, con un piano che garantisca occupazione dignitosa per tutti; l’accrescimento dei finanziamenti a sostegno delle popolazioni che si trovano ad affrontare eventi climatici estremi, in particolare nell’Africa subsahariana, in modo tale che non siano costrette ad emigrare.

‘Decologo’ ong e scienziati per Italia a zero emissioni. Un manifesto per una società ecologica, con dieci punti e 78 proposte concrete che, se applicate, farebbero dell’Italia un paese “a zero emissioni e zero veleni”. E’ il “Decologo” presentato a Bologna dal movimento G7M, gli ambientalisti che stanno organizzando in questi giorni una serie di iniziative alternative al vertice ufficiale nel capoluogo emiliano. Redatto e promosso da una rete di rappresentanti della società scientifica e accademica e da circa 200 associazioni, ha raccolto oltre 100 firme di scienziati, tra cui quelle del presidente dell’Associazione Meteorologica Italiana Luca Mercalli, del gruppo di ricerca di Bologna ‘Energia per l’Italia’, presieduto dal chimico Vincenzo Balzani, del genetista e oncologo Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Health Research Organization di Philadelphia, dello storico dell’ambiente e merceologo Giorgio Nebbia, dei medici dell’Isde – Medici per l’Ambiente. Modello energetico, produttivo e agricolo, mobilità, gestione dei rifiuti, infrastrutture e cementificazione, acqua e servizi pubblici locali, salute pubblica e modello partecipativo sono gli ambiti in cui RE.S.eT. – la Rete Scienza e Territori per una società ecologica, declina 78 proposte concrete che, implementate, “farebbero dell’Italia un paese a zero emissioni e zero veleni”.

Città metropolitane insieme nella Carta di Bologna
Rifiuti, qualità dell’aria e delle acque, transizione energetica e mobilità sostenibile. Sono solo alcuni dei macro obiettivi della Carta di Bologna per l’Ambiente, che è stata sottoscritta venerdì alla Rocchetta Mattei sull’Appennino bolognese dalle città metropolitane di Bologna, Milano, Torino, Firenze, Bari, Roma, Catania – presenti – insieme a Cagliari, Napoli, Reggio Calabria, Genova e Palermo che hanno inviato la propria adesione formale. Il protocollo – firmato alla presenza, tra gli altri, del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, del presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e dei sindaci di tutti i comuni della città metropolitana bolognese a pochi giorni del G7 Ambiente – è strutturato intorno ad 8 punti ed identifica gli obiettivi da raggiungere nei prossimi anni, in linea con l’agenda Onu 2030. Si tratta del primo passo delle città metropolitane sul fronte della sostenibilità ambientale ed è il primo documento di questo tipo a livello nazionale in ambito ambientale. “Noi sindaci – ha detto il padrone di casa, il primo cittadino metropolitano bolognese, Virginio Merola – riteniamo che le città e le comunità locali possano davvero essere il motore fondamentale della transizione ecologica, che avrà importanti ricadute anche sullo sviluppo economico del Paese”. Merola si è poi augurato che “il Governo elabori un’agenda urbana nazionale, garantendo alle città le risorse economiche e lo scenario normativo adeguato a tradurre i propositi in azioni concrete”.

Niente zona rossa a bologna domenica sera. Si svolgerà domenica sera all’hotel Regency, dove si tengono anche le altre iniziative del G7 ambiente, la cena di gala fra i ministri e non nel centralissimo palazzo Re Enzo come inizialmente previsto. Non ci sarà, quindi, nessuna zona rossa nel centro di Bologna e non ci saranno particolari limitazioni all’accesso pedonale alle vie principali come era stato preannunciato ieri dal Comune. Lo ha deciso il Comitato ordine e sicurezza pubblica che si è riunito in Comune. Il prefetto Matteo Piantedosi, a quanto si apprende, ha proposto una considerazione complessiva sull’impatto che avrebbe avuto la giornata di domenica, durante la quale è prevista anche una manifestazione di protesta in centro. Quindi è stato deciso lo spostamento della cena all’hotel, in modo da concentrare meglio anche l’impiego delle forze di polizia a protezione del vertice. E’ stato deciso di spostare ad altra data anche gara 1 dei playoff di Legadue di basket che vedono impegnata la Virtus Bologna.

7/6 Presentato a Bologna manifesto della sostenibilità
Dieci obiettivi-guida, cinque metodologici e cinque di sostenibilità, uniti a una campagna nazionale di crowdfunding dal titolo #alloraspengo, a supporto di una start up innovativa che insegna agli alunni delle scuole medie a rendere la propria scuola più sostenibile. Èquesto il programma del primo ‘Manifesto della sostenibilità e della crescita per le imprese italiane’ in vista del G7 Ambiente, presentato oggi a Bologna e promosso da Unilever Italia e Giovani imprenditori di Confindustria, alla presenza del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Il progetto ha l’obiettivo di promuovere un approccio di sostenibilità ambientale e sociale presso il mondo produttivo e istituzionale. “Investire nell’ambiente significa essere competitivi e attualizzare il concetto di responsabilità sociale d’impresa”, ha detto il ministro Galletti.

6/6 – Galletti, gli Usa dovranno chiarire dopo il no di Parigi
“Il G7 Ambiente è importante perché sarà la prima volta che gli Stati Uniti dovranno chiarire esattamente qual è la loro posizione. Loro dicono: ridiscutiamo gli accordi di Parigi. Chiaramente quella non è una via percorribile per noi però potremo capire fino a che punto sono invece disponibili ad andare avanti con politiche compatibili con Parigi”. L’ha detto a pochi giorni dal G7 Ambiente in programma a Bologna, il ministro Gian Luca Galletti. Arrivando a Bologna a un appuntamento di Hera dedicato all’economia circolare, Galletti ha risposto a chi gli chiedeva di un possibile accordo Europa-Cina sull’ambiente che “L’accordo esiste già nei fatti perché sono entrambi sottoscrittori dell’accordo di Parigi ed entrambi hanno già dichiarato che continueranno sulla strada intrapresa a Parigi, anzi con maggior convinzione ancora”. “Quello che mi preoccupa di più – ha poi aggiunto il ministro durante l’intervista con l’ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli – è che rischiamo di mandare a monte tutto lo schema delle trattative e degli accordi multilaterali”. L’uscita dagli accordi di Trump “Vuol dire che siamo in mano al governo di turno. Fino ad oggi siamo andati bene perché tutti i firmatari, anche con i cambi di governo hanno tenuto fede agli accordi. Questo e’ uno strappo alle politica dell’Onu e degli accordi”.

‘La competizione è sull’economia circolare’
“La competizione tra le aziende nella quarta rivoluzione industriale sarà proprio sull’economia circolare. Arrivarci per primi vuol dire avere un’economia più competitiva a livello globale”. L’ha detto il ministro dell’Ambiente arrivando a un appuntamento dedicato proprio al tema dell’economia circolare, promosso da Hera a Bologna. Una cosa, questa, che per il ministro riguarda anche gli Usa. Perché non è vero che gli Stati non hanno compreso l’importanza di un’economia sostenibile dal punto di vista ambientale “Non l’ha compreso il Governo degli Stati Uniti – ha agguntoGalletti -. Non l’ha compreso Trump. Le grandi aziende americane sono in prima linea sull’economia circolare. Io credo che questo farà la differenza. Questo sarà importante per far sì che anche gli Usa siano performanti per gli obiettivi di Parigi.

05/06 – Ministro dell’Ambiente a Bologna apre i lavori cornice del vertice
“In ambiente o si vince tutti o si perde tutti: la posizione americana è antistorica e sicuramente preoccupa. Da Bologna dobbiamo lanciare un messaggio unificante, non solo in merito alle posizioni americane, ma anche per quello che sta succedendo in Europa” ha detto il ministro Gian Luca Gallettu. “A Parigi si erano presi degli impegni, gli americani e tutti gli altri Paesi del mondo, che erano determinanti per salvare il pianeta – ha aggiunto il ministro – noi italiani e gli europei, oltre alla stragrande maggioranza dei Paesi che hanno firmato l’accordo di Parigi, abbiamo rinnovato l’impegno e messo sul campo la disponibilità ad aumentare la propria virtuosità e le azioni, dando un bel segnale. Tocca a noi, anche a questo G7, capire cosa vogliono fare gli americani. A tutt’oggi hanno confermato la loro presenza: sarà il momento per capire se vogliono continuare verso l’impegno di Parigi, anche in forme diverse, oppure se c’è un disimpegno totale”. “Sono anche sicuro – ha proseguito il ministro – che saranno gli americani e le aziende americane a non seguire Trump, perché oggi le politiche economiche ambientali convengono e rendono più competitive le imprese. Le aziende devono rispondere agli azionisti che vogliono dividendi: per fare più dividendi oggi conviene seguire questo tipo di politica”.

04/06 – Non solo economia ed innovazione ma anche degrado umano e ambientale
“Abbiamo costruito il G7 Ambiente di Bologna partendo dai concetti di ecologia integrale e debito ambientale che papa Francesco ci ricorda nella enciclica Laudato si’. Non parleremo solo di economia, tecnologia e innovazione, ma anche della relazione fra degrado umano e degrado ambientale”: così il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti spiega l’evento che trasformerà Bologna nella capitale mondiale dell’ecologia nel prossimo fine settimana. E aggiunge: “Abbiamo chiamato banche e istituzioni per capire come intendiamo trasferire ai paesi poveri quei 100 miliardi di dollari all’anno che a Parigi ci siamo impegnati a versare dal 2020”. E poi “avremo un giorno di dialogo interreligioso. Chiameremo tutte le religioni per capire cosa ne pensano dei temi dell’ambiente. Al termine faremo una Carta di Bologna da consegnare ai ministri”.

Sorgente: G7 Ambiente, dichiarazione finale adottata all’unanimità, ma senza gli Usa sul clima – Clima – ANSA.it

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