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Europa in rosso nonostante recupero petrolio. A Milano giù Ferragamo

Prevalgono i segni meno, nonostante una parziale correzione del prezzo del greggio dai minimi di 10 mesi. A Piazza Affari occhi puntati sugli istituti di credito in attesa degli sviluppi politici sul dossier banche venete

Chiusura negativa per i principali listini europei nell’ultima seduta della settimana, nonostante il recupero del prezzo del petrolio. Piazza Affari ha terminato la giornata in calo dello 0,46% sul FTSE MIB, appesantita dalle vendite sui titoli delle banche (Mediobanca-1,61% e Ubi -1,46%). Gli investitori aspettano certezze sul dossier banche venete e in particolare sulla concreta percorribilità dell’opzione Intesa Sanpaolo, che comunque continua a essere premiata dal mercato (+0,08%). Le vendite hanno colpito anche Salvatore Ferragamo (-2,67%), penalizzata da alcuni report, mentre hanno guadagnato terreno Prysmian (+2,47%) e Azimut (+1,35%).

L’azionario resta quindi debole, anche se il petrolio che aveva pesato nei giorni scorsi sui listini sta recuperando dai minimi. Il greggio si avvia comunque a chiudere il semestre più pesante da 20 anni. Il Brent ha recuperato la soglia dei 45 dollari al barile (segui qui l’andamento di Brent e Wti), mentre restano le preoccupazioni per l’eccesso di offerta sul mercato.

In rosso le banche a Milano, male Ferragamo

Tutti in calo quindi gli indici europei (segui qui l’andamento delle Borse), con Londra in flessione a un anno dal referendum sulla Brexit e con l’incertezza che permane sull’iter di uscita dall’Europa. A Piazza Affari sono rimasti sempre sotto i riflettori i titoli del comparto bancario, mentre Ue e Governo valutano le condizioni poste da Intesa Sanpaolo per l’acquisto delle banche venete. Gli acquisti hanno premiato Prysmian e hanno preso con decisione la via del rialzo le Azimut che beneficiano del giudizio positivo di Macquarie che ha avviato la copertura con outperform e fair value a 20 euro. Bene anche le Stmicroelectronics penalizzata ieri dal lancio di convertibili per 1,5 mld di dollari, prezzato a un punto intermedio del range preliminare. Fuori dal listino principale, in netto calo Hera dopo la conclusione del collocamento di un pacchetto dell’1,7% da parte dei soci pubblici a 2,79 euro, con uno sconto del 3,33% rispetto al prezzo di chiusura di ieri. Bene Axelero che ha concluso l’accordo per l’acquisto della multinazionale Atex per 6,7 mln di euro. Debutto col botto per B.F., holding di controllo di Bonifiche Ferraresi, proprietaria di una delle più grandi aziende agricole d’Europa attiva nella coltivazione e commercializzazione di prodotti agricoli, sull’Mta. In netto rialzo anche Diasorin che ha annunciato ieri a Borsa chiusa un accordo con Qiagen, considerato molto positivo dagli analisti nel medio termine, e stamattina un’intesa con la svizzera Tencan per una nuova piattaforma molecolare.

E19: Pmi manifatturiero sale a 57,3 a giugno da 57, sui massimi da aprile 2011

Nonostante il rallentamento della crescita di giugno, l’eurozona segna il migliore trimestre di espansione economica degli ultimi sei anni, secondo i dati flash dell’indagine Markit. L’indice Pmi manifatturiero è salito a 57,3 da 57 a maggio, attestandosi sul valore massimo in 74 mesi mentre quello dei Servizi è sceso a 54,7 (da 56,3 a maggio), ai minimi in 5 mesi. La stima flash dell’indice Composito indica un valore a 55,7 da 56,8 a maggio. Anche se il tasso di crescita è sceso ai minimi in cinque mesi, osserva Markit, l’alto afflusso di nuovi ordini e l’elevato livello di fiducia hanno mantenuto il livello di creazione occupazionale su uno dei valori più forti nell’arco di un decennio. La lettura media del Pmi del secondo trimestre di 56,4, è stata superiore a 55,6 dei primi tre mesi dell’anno ed ha toccato il valore più alto dal primo trimestre 2011.

Il petrolio recupera, euro/dollaro a 1,12

Sul mercato dei cambi, l’euro si rafforza a 1,1199 dollari (1,1157 ieri) e a 124,57 yen (124,25), mentre il rapporto dollaro/yen è a 111,23 (111,32). A un anno dal referendum sulla Brexit la sterlina è a 0,8792 per un euro (in linea con ieri) e a 1,2736 dollari (1,2684). Guadagna circa mezzo punto, infine, il prezzo del petrolio: il future agosto sul Wti sale dello 0,84% a 43,11 dollari al barile, mentre l’analoga consegna sul Brent fa segnare +0,91% a 45,63 dollari. Il greggio si appresta a chiudere il primo semestre con un calo di oltre il 20%, il peggiore da vent’anni nonostante i tagli alla produzione decisi dall’Opec.

Seduta senza scosse per i titoli di Stato, spread stabile

Per quanto riguarda i titoli di Stato, chiusura su livelli invariati per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il decennale italiano benchmark e il pari scadenza tedesco ha concluso la seduta a 166 punti base, stabile rispetto al riferimento di ieri. Il rendimento dei titoli a dieci anni italiani resta anch’esso invariato all’1,92% registrato nella seduta precedente.

Sorgente: Il Sole 24 ORE

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