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Elezioni amministrative 2017, risultati dei ballottaggi – Renzi resuscita Berlusconi: la destra trionfa da Genova a Pistoia – Il Fatto Quotidiano

LA CRONACA ORA PER ORA – Centrosinistra ko ai ballottaggi: perde a Pistoia, La Spezia, Lodi, Monza, Como, Asti, Piacenza e nella rossa Sesto San Giovanni. Unico colpo a Padova: Bitonci battuto. Trapani, affluenza al 26%: commissariata

Genova sarà ricordata come Bologna (1999, Guazzaloca). Ma le elezioni amministrative del 2017 potrebbero avere la stessa faccia delle Regionali del 2000, dopo le quali Massimo D’Alema rassegnò le dimissioni da presidente del Consiglio. Il Partito democratico al primo turno aveva derubricato i risultati un po’ melensi come un sintomo passeggero, molti dirigenti si erano affrettati a mettere in evidenza i successi qua e là. Ora il Pd si sveglia e si scopre sconfitto in città che governa da decenni: in Emilia, a Piacenza, la città “della Ditta”; in Toscana, a Pistoia, nei luoghi in cui Benigni diceva di voler bene a Berlinguer; in Liguria, a La Spezia, città portuale e operaia; fino in Lombardia, a Sesto San Giovanni, la Stalingrado d’Italia. Il centrodestra conquista 12 città che fino a ieri avevano un sindaco di centrosinistra, di varia estrazione: oltre a Genova, la coalizione Forza Italia-Lega Nord-Fratelli d’Italia trionfa ad Alessandria, Asti, Como, Lodi, Monza, La Spezia, Piacenza, Pistoia, Rieti, L’Aquila e Oristano. A queste si aggiungono i tre capoluoghi che restano di centrodestra: a parte Frosinone (già riconquistata al primo turno), il polo delle destre ha vinto di nuovo a Verona (dove ha resistito alla scissione di Tosi con una faccia nuova, Federico Sboarina) e a Catanzaro e Gorizia dove ha riconfermato i sindaci Sergio Abramo e Rodolfo Ziberna.

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Genova è il simbolo della “formula perfetta”, quella della ricomposizione del centrodestra, che aveva portato Giovanni Toti alla presidenza della Regione Liguria. E infatti è lo schema che Toti non si stanca di riproporre, ora agevolato dai risultati che nel centrodestra tutti si aspettano faranno capitolare Silvio Berlusconi, finora un po’ restio a rifare il centrodestra vecchio stampo con una Lega più “anti” di quanto fosse quella di Bossi dei bei tempi che furono. Marco Bucci, il nuovo sindaco di Genova, aveva poi l’identikit che Matteo Salvini da qualche tempo predilige: non è un politico di professione, ma un manager del settore della tecnologia. Una personalità della “società civile”, come si sarebbe detto una decina di anni fa per il centrosinistra. Una scelta che il centrodestra ha fatto per esempio anche ad Alessandria (dove lo storico dell’arte Gianfranco Cuttica di Revigliasco ha battuto la sindaca uscente Maria Rita Rossa del Pd) o a Verona, dove Federico Sboarina – un avvocato – ha battuto la senatrice Patrizia Bisinella, candidata e compagna di Flavio Tosi, che aveva ricevuto l’appoggio esplicito del Pd per bocca diretta della dirigenza del Nazareno. O ancora alla Spezia, dove il primo cittadino da oggi è Pierluigi Peracchini, un ex sindacalista della Cisl, settore trasporti. Ma a destra c’è ancora l’altra opzione, cioè “scegliere bene” il candidato tra i giovani emergenti, che ispirano rinnovamento, rottura. Lo fanno sempre più spesso i Fratelli d’Italia che esprimeranno – sostenuti dalla coalizione – i sindaci di due grandi città e per giunta simboliche: Alessandro Tomasi a Pistoia e Pierluigi Biondi all’Aquila (qui il Pd locale di Massimo Cialente e Stefania Pezzopane è sotto shock).

Matteo Renzi – che parla di risultati “a macchia di leopardo” – sembra accontentarsi dei successi di Sergio Giordani a Padova (dove governava il leghista Massimo Bitonci) e di Carlo Maria Salvemini a Lecce (tradizionalmente di centrodestra) che si aggiungono a quelli di Cuneo, Palermo e Taranto (con candidati non di diretta promanazione del Pd) e Lucca (dove il successo è arrivato con un distacco di misura e con fatica). L’arretramento sul territorio che si faceva già sentire nel 2016 (e fu ignorato dai vertici del Pd) diventa ora quasi a tappeto e lo si vedrà anche con l’analisi dei risultati degli altri Comuni superiori andati al ballottaggio: si diceva Sesto San Giovanni, ma c’è anche Carrara, dove il nuovo sindaco sarà dei Cinquestelle, per la prima volta non di sinistra. Risultati che arrivano dopo tre anni e mezzo di segreteria di Renzi. Qualcuno dei suoi ora parla della difficoltà dei rapporti di coalizione, qualcun altro dei danni della scissione di Mdp, altri ancora sottolineano che i candidati perdenti non erano del Pd (neanche la maggioranza di quelli vincenti, peraltro). E’ vero che l’elettorato è sempre più fluido e libero da ideologie e senso di appartenenza. Ma difficilmente potranno essere definiti semplici incidenti di percorso disastri in città come Genova, La Spezia, Pistoia, Piacenza, la retromarcia ingranata nelle grandi città della Lombardia (comprese la Lodi di Lorenzo GueriniMonzaSesto), la fragilità quasi sorprendente in varie zone del Centro Italia, soprattutto nelle Regioni ormai sempre meno rosse, Toscana, Emilia Romagna e Marche. Tutto questo aggravato da un’affluenza in crollo verticale (46 per cento) in un turno elettorale che vedeva il Pd impegnato in quasi tutte le sfide principali, sia pure in posizione di svantaggio in gran parte di queste. Per il momento tuttavia l’analisi del Pd è quella del suo responsabile Enti locali Matteo Ricci al quale basta ricordare – come faceva già al primo turno – che 42 sindaci sono andati al centrosinistra e 24 al centrodestra.

Il M5s, quasi una comparsa a queste elezioni comunali, uscita da tutte le sfide più importanti già al primo turno, raccoglie qualche frutto qua e là. Vince – come rivendicano alcuni dei suoi più importanti parlamentari – 8 ballottaggi sui 10 conhe aveva acciuffato quindici giorni fa. Tra questi ci sono Guidonia Montecelio, alle porte di Roma, che è la terza città più popolosa del Lazio, e ancora cittadine più piccole come Ardea sempre nel Lazio, Fabriano nelle Marche, Mottola o Canosa in Puglia e Acqui Terme in Piemonte, dove i Cinquestelle ce l’hanno fatta per 5 voti. Per Di Maio ad ogni modo già questo rappresenta una “crescita inesorabile”.

CRONACA ORA PER ORA

00.13 – L’Aquila, quarta proiezione Ipr: davanti Biondi (Centrodestra)
In base alla quarta proiezione Ipr Marketing per la Rai a L’Aquila il candidato sindaco Pierluigi Biondi (centrodestra) è al 53,5% mentre Americo Di Benedetto (centrosinistra) è al 46,5%. La copertura del campione è al 60%.

00.12 – Rosato: “Abbiamo perso”
“Le elezioni sono andate male, abbiamo perso. Noi non ci inscriviamo alla lista di chi vince sempre. La destra ha vinto e il M5s si dimostra influente nella capacità di spostare il risultato, non di aggregare i consensi. Si riparte con maggiore forza”. Lo dice Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera, a Porta a porta. “Lecce, Taranto e Padova sono però tre risultati straordinari”, aggiunge.

23.57 – Gorizia, Ziberna (centrodestra) verso la vittoria
A Gorizia si profila una vittoria di Rodolfo Ziberna (Forza Italia), sostenuto dal centrodestra. A circa metà dello spoglio (15 sezioni su 37) Ziberna ha raccolto 3.218 voti, pari al 60,64%, e ha già ricevuto la telefonata di congratulazioni e “buon lavoro” dal suo avversario, Roberto Collini, che è sostenuto da Pd e da alcune liste civiche.

23.55 – Trapani: ufficiale, affluenza al 26,75. Arriva il commissario
La bassa affluenza alle urne, che si attesta al 26,75%, “sconfigge” l’unico candidato in corsa per fare il sindaco, Piero Savona (Pd), la cui unica speranza era un’affluenza almeno del 50% e la conquista del 25% delle preferenze. Gli elettori hanno disertato le urne: la città non ha né sindaco né consiglio comunale: decadono infatti anche i consiglieri eletti al primo turno in quanto non è possibile ripartire i seggi.

23.53 – Taranto, seconda proiezione Ipr: Melucci (centrosinistra) in vantaggio al 51

23.50 – Pistoia, scrutinio 50 sezioni su 100: centrodestra in vantaggio
A Pistoia, un’altra roccaforte rossa, con metà sezioni scrutinate, il candidato del centrosinistra e sindaco uscente Samuele Bertinelli è dietro a quello del centrodestra Alessandro Tomasi: tra i due ci sono circa 8 punti di distacco.

23.47 – Genova, proiezione Emg: Bucci 55, Crivello 45

23.44 – Trapani, Savona (Pd): “A perdere è la città”
“A perdere è la città, perché col commissario non ci sarà molto da sorridere. Tante persone hanno remato contro il ballottaggio, come Beppe Grillo e il senatore Antonio D’Alì che hanno assunto la stessa posizione”. Lo dice il candidato sindaco a Trapani, Piero Savona (Pd), l’unico in corsa, mentre nel suo comitato elettorale aspetta il dato definitivo sull’affluenza. Per essere valido il voto del ballottaggio l’affluenza deve superare il 50%, circa 31 mila voti, e Savona per essere eletto deve ottenere almeno il 25% delle preferenze.

23.38 – Taranto, proiezione Ipr: Melucci 50.5, Baldassari 59.5

23.36 – L’Aquila, proiezione Ipr: Biondi 52, Di Benedetto 48

23.35 – Catanzaro, proiezione Ipr: Abramo 65, Ciconte 35

23.35 – Parma, proiezione Ipr: Pizzarotti 59, Scarpa 41

23.34 – Verona, proiezione Ipr: Sboarina 55, Bisinella 45

23.34 – Genova, proiezione Ipr: Bucci 54, Crivello 46
In base alla prima proiezione di Ipr Marketing per la Rai, a Genova il candidato sindaco Marco Bucci (centrodestra) è al 54% , Gianni Crivello (centrosinistra) è al 46%. La copertura del campione è al 10%.

23.30 – Genova, 2° exit poll Emg: Bucci 51-55, Crivello 45-49

23.29 – Parma, 2° exit poll Emg: Pizzarotti 56.5-60.5, Scarpa 39,5, 44.5

23.29 – Verona, 2° exit poll Emg: Sboarina 54-58, Bisinella 42-46

23.11 – Genova, Brunetta: “Appare una tranquilla straordinaria vittoria”
“Al momento appare una tranquilla, straordinaria, vittoria del centrodestra. Vincere a Genova è eclatante, Verona lo è altrettanto ma per motivi diversi”. Lo dice Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera, a Porta a porta.

23.10 – Genova, Rosato: “Simbolica saldatura M5s-Lega”
“A Genova c’è stata una simbolica saldatura tra il M5s e il voto della Lega, vedremo gli effetti sul voto finale. Certo, usciamo da un’amministrazione che ha fatto fatica e lo diciamo da tempo”. Lo dice Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera, a Porta a porta, commentando i primi exit poll dei ballottaggi.

23.04 – L’Aquila, exit poll Piepoli: testa a testa centrosinistra-centrodestra
In base al primo exit poll dell’ Istituto Piepoli per la Rai, a L’Aquila i candidati sindaco Americo Di Benedetto (centrosinistra) e Pieluigi Biondi (centrodestra) sono in parità, al 48-52%.

23.02 – Taranto, exit poll Piepoli: Melucci (centrosinistra) in vantaggio
In base al primo exit poll dell’Istituto Piepoli per la Rai, a Taranto il candidato sindaco Rinaldo Melucci (centrosinistra) è al 49-53%, Stefania Baldassarri (centrodestra) al 47-51%.

23.01 – Catanzaro, exit poll Piepoli: Abramo (centrodestra) in vantaggio
In base al primo exit poll dell’Istituto Piepoli per la Rai, a Catanzaro il sindaco uscente Sergio Abramo (centrodestra) è al 56-60% , Vincenzo Antonio Ciconte (centrsinistra) al 40-44%.

23.01 – Genova, exit poll Piepoli: Bucci 52-56, Crivello 44-48
In base al primo exit poll dell’Istituto Piepoli per la Rai, a Genova il candidato sindaco Marco Bucci (centrodestra) è al 52-56%%, Gianni Crivello (centrosinistra) è al 44-48%.

23.00 – Genova, exit poll Emg: Bucci 50.5-54.5, Crivello 45.5-49.5
Il centrodestra è in vantaggio nel primo exit poll sul ballottaggio alle Comunali di Genova.

23.00 – Parma, exit poll Emg: Pizzarotti 56.5-60.5, Scarpa 39.5-43.5
Pizzarotti, sindaco uscente, è in ampio vantaggio sul candidato Pd.

23.00 – Verona, exit poll Emg: Sboarina 54-58, Bisinella 42-46
La candidata (e compagna) di Flavio Tosi, sindaco uscente, è in ritardo sensibile rispetto al candidato del centrodestra Sboarina.

Sorgente: Elezioni amministrative 2017, risultati dei ballottaggi – Renzi resuscita Berlusconi: la destra trionfa da Genova a Pistoia – Il Fatto Quotidiano

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