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“Dobbiamo recuperare il rapporto con la città” – lastampa.it/torino

lastampa.it/torino – “Dobbiamo recuperare il rapporto con la città”Il neo assessore Unia: ascoltiamo chi ci critica. La sindaca: il rimpasto slegato da piazza San Carlo.

«Ribadisco che il processo di revisione delle deleghe risale a due mesi fa e non c’entra nulla con i fatti di piazza San Carlo». La sindaca lo ha ripetuto almeno tre volte –  andrea rossi

torino – La tempistica ha destato inevitabili sospetti, come se la gestione della finale di Champions League avesse messo a nudo fragilità cui rimediare in fretta, senza indugio. Sospetti che Chiara Appendino, annunciando al Consiglio comunale il mini rimpasto nella sua giunta, è decisa a fugare: «Ribadisco che il processo di revisione delle deleghe risale a due mesi fa e non c’entra nulla con i fatti di piazza San Carlo», ripete almeno tre volte.

Eppure, proprio perché cade a pochi giorni da quei fatti, la sindaca si muove su un crinale scosceso, a maggior ragione quando – motivando l’sucita di scena di Stefania Giannuzzi, assessore all’Ambiente – spiega che «ha fatto un buon lavoro, anche coraggioso in fatto di lotta allo smog.

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Non c’ è assolutamente sfiducia nei suoi confronti, e sono certa che le sue competenze potranno essere ancora preziose per la Città». Dai banchi delle opposizioni si levano battute e freddure: e allora perché l’hai cacciata, se era così brava?

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La risposta, indiretta, è nella scelte della sindaca. Da oggi la casella lasciata vuota da Giannuzzi appartiene ad Alberto Unia, cinquant’anni, storico attivista del Movimento 5 Stelle e capogruppo in questo primo anno di amministrazione.

Non ha competenze dirette in campo ambientale, mugugnano le opposizioni, malignando sull’assenza in Sala Rossa di Federico Mensio, lui sì esperto in materia. Già, ma il rimpasto ha un’altra ragione, Appendino l’ha già indirettamente spiegata, parlando della volontà di alleggerirsi di alcune deleghe per poter riacquistare un maggior contatto con la città.

L’ingresso di Unia corrisponde alla stessa logica: «Sì, forse è vero, nell’ultimo anno siamo stati percepiti come chiusi, arroccati», ammette. «Non siamo diventati sordi alle istanze della città, ma la mole di dossier di cui occuparci ci ha assorbiti completamente. Ora è tempo di cambiare marcia».

Sarà, pare di capire, assessore di lotta e di governo. Non solo perché dovrà fare da raccordo tra la giunta e un Movimento che adesso vuole pesare e contare di più, ma anche perché si muoverà dentro e fuori il palazzo. «Seguo da anni il problema dei campi rom e dei fumi. Ho fondato un comitato ambientalista, effettuato decine di sopralluoghi.

Ora la questione diventa di mia stretta competenza e continuerò ad andare sul posto, a partecipare a commissioni e incontri con cittadini e comitati.

In questo senso il mio approccio non cambia: l’unico modo per capire come affrontare un problema è conoscerlo dal vivo.

Anche a costo di subire critiche e accuse. Sarebbe sbagliato rinchiudersi. Anzi, le critiche devono spingerci ad ascoltare ancora di più».

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Il profilo di lotta e di governo emerge qui. In questo anno i consiglieri Cinquestelle hanno partecipato a decine di riunioni indette da comitati e associazioni, ascoltato suggerimenti e rimproveri, sempre con l’aria di chi dice «vorrei ma non posso». Ora una cinghia di trasmissione con la giunta c’è.

E c’è su uno dei temi più importanti per la base grillina, l’ambiente, cosa che rafforza il valore politico della nomina di Unia.

Il resto spetterà a lui: «Spero di esserne all’altezza. Ma sia chiaro: chi tenta di dividere giunta e consiglieri perde tempo». Un altro modo per rivendicare la figura di collante che gli è stato chiesto di interpretare.

Sorgente: “Dobbiamo recuperare il rapporto con la città” – La Stampa

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