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Dalla tenda di Prodi spunta Corbin: «È la ricetta vincente, ha conquistato i giovani» – ilmanifesto.it

ilmanifesto.it – Dalla tenda di Prodi spunta Corbyn: «È la ricetta vincente, ha conquistato i giovani». DemoCrack.

Il professore bolognese al congresso della Cisl: «Ha conquistato i giovani parlando di scuola, i suoi consensi sotto i trent’anni fanno impressione». «Ormai faccio il predicatore». «Contro le diseguaglianze nel lavoro»

Dalla tenda di Romano Prodi ieri è spuntato Jeremy Corbyn. In un intervento applaudito al XVIII Congresso confederale della Cisl a Roma, il professore bolognese ha celebrato «il vecchietto che prende il voto dei giovani dicendo «la scuola è un vostro diritto.

Parlando di scuola ha avuto un numero di consensi sotto i trent’anni che fa impressione. Temi semplici ma portati avanti con forza e determinazione».

Più che un inciso, un’indicazione programmatica per il partito democratico alle prese con la polemica sulle coalizioni e il revival dell’idea di centro-sinistra. Lo stesso che, sotto il primo governo Prodi vent’anni fa, avviò i lavori della riforma Berlinguer-Zecchino, quella che introdusse la governance neoliberale nell’istruzione.

La stessa che ha trovato nella «Buona Scuola» di Renzi e del Pd un altro approdo. Grazie al centro-sinistra l’Italia ha applicato per prima un processo di aziendalizzazione che ha spinto le università inglesi ad alzare le tasse a 9 mila sterline all’anno.

Corbyn vuole ribaltare un’impostazione da «terza via» blairiana che ispira le politiche del lavoro e sociali delle socialdemocrazie. Per questo ha successo tra i ventenni, non perché «è un vecchietto».

«ORMAI FACCIO sostanzialmente il predicatore…». Davanti alla platea cislina, la precisazionedi Prodi non manca d’ironia. La sua «predicazione» è più che una testimonianza.

Oggi detta il tempo del conflitto dentro e fuori il Pd a partire da una generica agenda che parla di lotta contro le diseguaglianze : «Contro la disuguaglianza nel lavoro, serve la necessità della rinascita della politica – ha detto Prodi – E bisogna parlare anche di cose scomode.

Nel nostro Paese è totalmente accettata l’enormità delle disuguaglianza: non reagisce più nessuno al fatto che un operaio guadagni 300 volte in meno di un alto dirigente. Ricordo che 35 anni fa, quando parlai di un divario salariare di 30 a 1, ricevetti tantissime lettere di approvazione». Contro la «diseguaglianza del lavoro» è necessaria «una rinascita della politica».

Nella visione di Prodi al centro di questa «rinascita» c’è il ruolo dei corpi intermedi, e in particolare del sindacato. «Il sindacato sia protagonista della lotta per l’equità: senza il sindacato la centralità del mondo del lavoro non esiste» ha aggiunto nel suo intervento. Un messaggio alla Cgil che si è scontrata con l’esecutivo a maggioranza Pd guidato da Renzi e poi da Gentiloni, in particolare sui voucher.

Segnale apprezzato dal segretario generale di Corso Italia Susanna Camusso, che ha stretto la mano a Prodi al termine dell’intervento. Una rinnovata centralità del sindacalismo confederale è stata apprezzata anche dalla segretaria Cisl Anna Maria Furlan, in apertura dell’intervento di Prodi.

L’EX PRESIDENTE del Consiglio e della Commissione Ue è tornato anche a criticare la proposta della «flat tax», sostenuta in Italia dalla Lega Nord. «Sento parlare di aliquota unica – ha detto – allora abbiamo perduto l’anima. Facciamo pagare la stessa aliquota a chi guadagna 20mila euro come a chi guadagna 20 milioni. Dove andiamo a finire?

Chiunque parla di imposte perde le elezioni e vi assicuro che ne ho una certa esperienza. Poi non mantengono la promessa. Tutto è fatto per l’oggi e questo consegna un’enorme superiorità a paesi come la Cina che hanno un respiro lungo»».

Prodi ha ribadito la centralità dell’Euro: «È l’unico strumento che abbiamo in mano, per costruire il nostro futuro, ma ora è diventato il discorso dei banchieri». Invece di un ripensamento critico di un percorso che lo ha visto protagonista, a Prodi va bene anche «l’Europa a due velocità. Non è quella che sognavo, l’importante è che si vada avanti».

Infine un giudizio positivo per la «democrazia» della legge elettorale francese che ha permesso a Macron di prendere una maggioranza del 70% con il 20% dei voti e il 50% di astensione: «Il sistema elettorale, fatto per raggruppare, gli ha permesso di vincere» ha detto Prodi.

Sorgente: Dalla tenda di Prodi spunta Corbin: «È la ricetta vincente, ha conquistato i giovani»

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