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Per cortesia, mi faresti due stragi?-Di Rita Pani

Ieri leggevo nauseata i vari articoli dei giornali che riportavano stralci di intercettazione in carcere del mafioso Graviano. Nauseata, certo, pure se leggevo come fosse un già sentito, una vecchia e squallida storia. “Il berlusca che chiede il favore”, o “il traditore che pagava le puttane” ma non saldava il suo debito con chi il favore, poi, glielo aveva fatto.Una nausea crescente, man mano che arrivavano alla mente le tristi deduzioni sul fatto che, in fondo, chi alla nostra storia recente ha sempre prestato attenzione e ne conserva memoria, sa bene che a nulla servirà una nuova indagine, e nemmeno una nuova incriminazione. Ha ormai ottant’anni il vecchio e putrido berlusca; troppi per pagare il suo debito verso ognuno di noi.Confesso che stamattina mi aspettavo di trovare, tra un gattino e un buongiornokaffè l’inizio dello sdegno social/collettivo. Quelle cose che ormai ci hanno abituato a saltare l’indignazione a piè pari, ma che comunque è pur sempre una sorta di protesta formale.Invece no. Il borsino dell’indignazione odierna oscilla ancora tra antivaccinismo e la mamma d’Arezzo. Della cortesia chiesta dal berlusca (che scriverlo così mi nausea forse più di scriverlo maiuscolo) non vi è traccia. Nemmeno una “meme” divertente.Sarà colpa dei titoli più o meno tutti uguali: “Graviano, il berlusca mi ha chiesto questa cortesia”. E si sa che è raro che l’attento lettore in cerca d’indignazione vada oltre il neretto del titolo, a faticare nella lettura dei caratteri più piccoli, che a volte nemmeno entrano tutti nel piccolo schermo di uno smartphone. Che senso avrebbe quindi, rilanciare la notizia dell’ennesimo vecchio scempio? Poi, che c’è di strano a chiedere un favore ad un boss della mafia? Ormai anche l’ultimo degli imbecilli ha imparato che “tanto son tutti uguali, e son tutti mafiosi”, quelli che “occupano abusivamente il Parlamento”. Sarebbe stato diverso se a chiare lettere fosse stato scritto che la cortesia richiesta pare essere la stagione di stragi che colpì l’Italia tra il 1992 e il 1993? Sarebbe stato diverso dire forte che il sospetto è che la nostra storia di devastazione arriva proprio da quella cortesia che di fatto consegnò il paese alle mafie, che le sdoganò, che ne fece quasi qualcosa di “normale”, e di accettabile, di imbattibile?Non lo so. Forse no. Chi come me, per più di vent’anni ha gridato alla luna, stancandosi fino a perdere la voce, chi ha cercato di bastonare mentre veniva pesantemente bastonato, chi ha sempre saputo da dove arrivava la potenza economica del vecchio criminale, chi ha cercato di non arrendersi fino a quando non c’è più stato nulla da dire oggi è qua a far i conti con la propria nausea. Chi ha poco più di vent’anni sicuramente starà pensando ad altro, o se è impegnato lo è malamente, in una setta apolitica che a volte pare molto simile se non figlia del sistema che in troppi hanno garantito, fingendo di ignorare che proprio a partire da quelle cortesie richieste e soddisfatte, la nostra vita è diventata quella che è. Più che povera, miserabile.

Rita Pani (APOLIDE)

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