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Corteo del 30 giugno, l’assemblea in piazza: “Dalle grandi opere ai decreti Minniti-Orlando, ecco il nuovo fascismo” – Genova 24

Genova. Sarà un corteo senza bandiere di partito, dietro un unico striscione ‘Genova antifascista’ quello che il 30 giugno attraverserà la città da piazza

Alimonda sino a piazza De Ferrari, che fu la piazza di quel 30 giugno del 1960 in cui Genova riuscì a impedire che si svolgesse il congresso dell’Msi autorizzato dal governo Tambroni.

Oggi in vista del corteo le realtà che da oltre due mesi si vedono per preparare la manifestazione ma soprattutto per riempirla di contenuti attuali, si sono dati appuntamento in piazza de Ferrari in un’assemblea aperta alla cittadinanza per raccontare le ragioni di quella manifestazione.

Se Bruno Rossi, ex portuale di 77 anni, ha portato la sua storia personale di quegli scontri in piazza di 57 anni fa, i giovani delle associazioni, centri sociali, sindacati e partiti della sinistra più radicali hanno parlato delle nuove forme di ‘fascismo’, da quello dettato dall’imposizione delle grandi opere’ hanno spiegato gli esponenti del movimento no tav, a quello dei decreti “neofascisti”, come li ha definiti un’operatrice sociale, quello sull’immigrazione e quello sulla sicurezza, ai neofascisti in senso stretto come Casapound che volantina davanti alle scuole, situazione impensabile a Genova fino a pochi anni fa.

La manifestazione del 30 giugno partirà alle 19 da piazza Alimonda per concludersi in piazza De Ferrari con una festa-concerto.

Sorgente: Corteo del 30 giugno, l’assemblea in piazza: “Dalle grandi opere ai decreti Minniti-Orlando, ecco il nuovo fascismo” – Genova 24

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