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Corte Giustizia Ue boccia gli aiuti fiscali alla Chiesa cattolica in Spagna – lastampa.it/vaticaninsider

lastampa.it/vaticaninsider – Corte Giustizia Ue boccia gli aiuti fiscali alla Chiesa cattolica in Spagna

emanuele bonini
Bruxelles – Le esenzioni fiscali di cui gode la Chiesa possono costituire un aiuto di Stato contrario alle regole comunitarie, se concesse per attività economiche.
Bisogna quindi che i governi facciano attenzione nel momento in cui garantiscono regimi di tassazione agevolati, e le autorità nazionali competenti verifichino se e dove si verifica l’irregolarità.Lo ha stabilito la Corte di giustizia dell’Ue, in una sentenza che fissa un principio che aiuta a fare chiarezza in una questione sempre oggetto di dibattito.

 Agevolazioni sì, ma a certe condizioni

I giudici di Lussemburgo hanno chiarito che le agevolazioni fiscali a favore della Chiesa non sono vietate, ma non sono neppure sempre consentite. Se si distorcono concorrenza e mercato allora si violano le norme comunitarie.

In sintesi, l’esenzione può costituire un aiuto di Stato vietato se e nella misura in cui le attività esercitate nei locali in questione sono attività economiche, circostanza che spetta al giudice nazionale verificare.

Che significa per l’Italia  

Il pronunciamento della Corte Ue non si riferisce all’Italia ma ad una causa sollevata in Spagna, dove un accordo concluso tra la il governo di Madrid e la Santa sede prima dell’adesione spagnola all’Ue prevede diverse esenzioni fiscali a favore della Chiesa cattolica.

La sentenza ha chiaramente delle ricadute sul Belpaese, anche se nella pratica sembra cambiare poco.

A settembre dello scorso anno il Tribunale dell’Ue ha respinto il ricorso presentato contro il mancato versamento dell’Ici ( l’imposta sugli immobili diventata Imu nel 2012) da parte della Chiesa, perché chi ha contestato il regime di esenzione «non è giunto a dimostrare» le distorsioni del mercato e di conseguenza l’incompatibilità con le regole dell’Unione europea.

Di fatto il principio di base è stato ribadito con la sentenza di oggi: le agevolazioni sono vietate solo quando vanno contro le regole del mercato unico, e questo va dimostrato a livello nazionale.

Tetti massimi alle esenzioni

La Corte di giustizia dell’Ue ricorda che in base al diritto dell’Unione gli aiuti che non eccedono il tetto massimo di 200mila euro in tre anni, che non incidono sugli scambi tra gli Stati membri e non falsano o minacciano di falsare la concorrenza sono esclusi dalla nozione di aiuti di Stato.

Anche in questo caso potrebbero non esserci dunque illeciti, né in Spagna né in Italia. Ma lo deve stabilire il giudice nazionale.

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha dichiarato illegali gli aiuti fiscali in Spagna destinati alla Chiesa Cattolica nella misura in cui siano concessi per attività economiche. Nel caso specifico si trattava di esenzione delle imposta comunale su immobili e costruzioni per una scuola.

Secondo la Corte, l’esenzione fiscale controversa può costituire un aiuto di Stato vietato se e nella misura in cui le attività esercitate nei locali in questione sono attività economiche, circostanza che spetta al giudice nazionale verificare.

Per i giudici di Lussemburgo, le attività d’insegnamento non sovvenzionate dallo Stato spagnolo paiono avere carattere economico, poiché sono sostanzialmente finanziate mediante contribuzioni finanziarie private alle spese scolastiche.

La Corte ha stabilito che l’esenzione dall’imposta comunale in questione soddisfa due delle quattro condizioni per poter essere qualificata quale aiuto di Stato vietato, perché conferirebbe alla congregazione che gestisce la scuola un vantaggio economico selettivo e comporterebbe una diminuzione delle entrate del comune.

Sorgente: Corte Giustizia Ue boccia gli aiuti fiscali alla Chiesa cattolica in Spagna – La Stampa

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