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Community – Le divisioni a sinistra hanno portato tanti elettori nell’area dell’astensionismo | l’Unità TV

unita.tv – Le divisioni a sinistra hanno portato tanti elettori nell’area dell’astensionismo. Riunire il centrosinistra è impresa molto difficile

C’è poco da girarci intorno: quest’ultima tornata amministrativa è andata davvero male. Ed il turno di ballottaggio si può definire disastroso. E non è sufficiente dire che nei Comuni con oltre 15000 abitanti il centrosinistra è avanti sul centrodestra.

Basta confrontare i risultati, per avere cognizione che decine di amministrazioni comunali sono state perse a vantaggio del centrodestra.

Avere perso i sindaci di città come Genova, La Spezia, L’Aquila, Pistoia e di tante altre città prima amministrate dal centrosinistra rappresenta certamente una dolorosa sconfitta. E non ci si può consolare con Lecce o Padova strappate al centrodestra o con Taranto a stento confermata.

E, per una volta, sono parzialmente in disaccordo con l’analisi del segretario, che sembra ridurre tutto ad una dimensione locale (o localistica). Perché, se è certamente vero che le dinamiche locali hanno il loro peso, più forte nei Comuni più piccoli, anche l’espressione del voto amministrativo va spesso ricondotto a dinamiche di valenza più generale.

E, quindi, occorre, a mio avviso, effettuare un’analisi approfondita, politica e non politicista, depurata da inutili polemiche. E, nel mio piccolo, vorrei offrire il mio contributo.

Una prima chiave di lettura, ad esempio, l’ha offerta lunedì scorso ad Agorà, su Raitre, Marcello Sorgi, che considero uno dei più lucidi analisti politici. Sorgi ha legato la sconfitta del centrosinistra con la larghissima astensione, attribuendo entrambe alla “guerra” interna al centrosinistra.

Il ragionamento, che anch’io avevo già fatto per conto mio, è abbastanza semplice. Dal 2014 Bersani, Speranza, D’Alema, Gotor, etc. sparano ad alzo zero contro Renzi e contro il Pd: prima come minoranza (o opposizione?) dentro il partito, poi con la rottura sul referendum del 4 dicembre e con la seguente scissione.

Ed anche oggi, non sento o leggo mai nessuno di loro attaccare il centrodestra (Bersani si limita a dire che vede “la mucca nel corridoio”) o il Movimento 5 Stelle. Il loro bersaglio è sempre e solo il Pd, sempre e solo Renzi o le politiche del Governo Gentiloni (“serve discontinuità” è il mantra di Speranza).

E’ ovvio che ciò ha disorientato e disorienta gli elettori di centrosinistra più tiepidi, che preferiscono disertare le urne. Anche perché, l’alleanza, quasi ovunque raggiunta, per le amministrative, sembra essere più tattica che strategica.

Perché, mentre sei alleato nel tentativo di eleggere un Sindaco, contemporaneamente continuano gli attacchi (gli esponenti Mdp, ad esempio, erano presenti in massa al Brancaccio alla manifestazione organizzata dal Prof. Montanari).

Ed agli elettori non possono piacere un partito o un’alleanza che litiga su tutto. Del resto, la stessa cosa è successa, nel campo opposto, a Padova, dove gli elettori hanno punito il centrodestra che aveva causato la caduta anticipata di Bitonci.

Io non so come si possa rimediare. Prodi, Pisapia stanno cercando una strada, ma la vedo davvero difficile. Quando due parti si dividono, temo che nè il vinavil nè l’attack riescano a tenere insieme i cocci.

Provate ad incollare una tazzina rotta: se il lavoro è fatto bene, per un po’ regge, ma dura poco, basta un ulteriore piccolo urto perchè si rompa definitivamente e si sia costretti a buttarla.

Altro elemento, di valenza nazionale che pesa sulle amministrative, è certamente la questione migranti. Se la Liguria, tradizionalmente “rossa”, passa per intero al centrodestra trainato dalla Lega, se perfino a Vignola (nella “rossa” Emilia) viene eletto un Sindaco della Lega, io credo che le parole d’ordine del centrodestra sull’immigrazione abbiano avuto un peso fondamentale.

Certo, il centrosinistra non può certo snaturarsi ed inseguire la destra sull’argomento. E bene secondo me ha fatto Renzi a dire che sullo Ius Soli il PD non si lascia condizionare da un sondaggio. Ma, sulla questione Migranti credo che occorra un atteggiamento pragmatico.

Penso occorra valorizzare ed enfatizzare (sui media) il lavoro del Ministro Minniti. E sbaglia la sinistra-sinistra ad attaccare i provvedimenti adottati su proposta di Minniti. E penso che sia fondamentale ribadire in tutte le occasioni che le soluzioni proposte dal centrodestra, e dalla Lega in particolare, siano “aria fritta”, impraticabili sia sul piano umano e morale, che sul piano giuridico ed internazionale.

Ulteriore elemento di valenza nazionale che continua a penalizzare il Pd è la questione delle banche. Dopo l’immonda speculazione politica su Mps e su Banca Etruria, Lega e 5 stelle, con l’accompagnamento di Trefiletti, stanno già partendo all’attacco su Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Credo che su questo serva una forte campagna mediatica per tamponare la prevedibile “vulgata” di PD- Partito delle banche.

Credo che occorra gridare ai 4 venti che salvare le banche non significa salvare i banchieri, che la vigilanza sulle banche non compete al governo, che altri paesi hanno speso molto di più per i loro istituti di credito, che azionisti ed obbligazionisti sono investitori, che non è possibile privatizzare i guadagni e pubblicizzare le perdite, che chi non ha le competenze e non vuole rischiare non deve acquistare prodotti a rischio ma dovrebbe accontentarsi dei magri interessi di titoli di stato e buoni postali, che gli Amministratori responsabili dei disastri delle banche ne devono rispondere. Insomma, credo che occorra su questo una fortissima campagna mediatica, perché questo argomento sarà un cavallo di battaglia delle opposizioni fino alle prossime elezioni politiche.

Ulteriore materia che penalizza il centrosinistra credo che sia, il non valorizzare a sufficienza i risultati che dal 2014 ad oggi si sono raggiunti, con la consapevolezza, tuttavia,che ancora molto c’è da fare e che solo una continuità di governo può garantirlo. Renzi lo fa e da molti viene rimproverato per questo.

Ma l’ex corrente bersaniana ed ora Mdp sono stati e sono ciechi su questi argomenti, come se loro fossero altro rispetto al partito (quando ancora ne facevano parte) ed al governo (che ancora a parole sostengono).

Non vorrei che Andrea Orlando cominciasse una battaglia interna in stile bersaniano. Mi auguro sinceramente che non avvenga, perché solo la massima coesione può fare progredire il Partito.

Probabilmente anche altri argomenti di valenza nazionale hanno pesato sul voto amministrativo (penso alla disoccupazione ancora troppo alta, ai ritardi nelle zone colpite dal terremoto, etc.), ma certamente non mancherà agli Organi dirigenti del Partito esaminarli e valutarli.

Sorgente: Community – Le divisioni a sinistra hanno portato tanti elettori nell’area dell’astensionismo | l’Unità TV

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