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Banche venete cedute a Intesa Sanpaolo, ma se salta il decreto salta tutto. Nominati i commissari, per entrambe c’è Viola

“Nessuna conseguenza per i clienti” di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza già da oggi

La Banca d’Italia ha nominato i commissari liquidatori della Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e dà notizia dell’avvenuta cessione delle due banche venete a Intesa Sanpaolo, assicurando che dall’operazione che porta i due istituti nella pancia di Ca’ de Sass non ci sarà nessuna conseguenza per i clienti, che già dalla mattina di oggi potranno effettuare le consuete operazioni senza variazioni, ma sotto responsabilità di Intesa Sanpaolo.

L’operazione di salvataggio delle due banche venete viene accolta con il segno positivo da Piazza Affari. Segno più per il Ftse Mib, in rialzo appena sotto l’1% in apertura. Intesa Sanpaolo corre (+3,5 a 2,7 euro) dopo la firma dell’operazione.

I TERMINI DELL’ACCORDO – Intesa Sanpaolo paga 1 euro per rilevare gli asset “buoni” di Bpvi e Veneto Banca. L’acquisto riguarda un perimetro segregato che esclude i crediti deteriorati (sofferenze, inadempienze probabili e esposizioni scadute), le obbligazioni subordinate emesse, nonchè partecipazioni e altri rapporti giuridici considerati non funzionali all’acquisizione. Peraltro, a titolo di ristoro per i piccoli risparmiatori detentori di obbligazioni subordinate emesse dalle due banche, intesa sanpaolo stanzierà complessivamente 60 milioni di euro, che includono un importo come proprio intervento in aggiunta alla quota parte prevista del contributo del sistema bancario. Come conseguenza dell’operazione, è previsto l’apporto di fondi statali per 1,285 miliardi di euro, “a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione, che riguardano tra gli altri la chiusura di circa 600 filiali e l’applicazione del fondo di solidarietà in relazione all’uscita, su base volontaria, di circa 3.900 persone del gruppo risultante dall’acquisizione, nonché altre misure a salvaguardia dei posti di lavoro, quali il ricorso alla mobilità territoriale e iniziative di formazione per la riqualificazione delle persone”.

“TUTELATI LAVORO E RISPARMIO” – L’intervento di Intesa Sanpaolo “permette di evitare i gravi riflessi sociali che sarebbero altrimenti derivati dalla procedura di liquidazione coatta amministrativa delle due banche, salvaguardando l’occupazione, i risparmi di 2 milioni di famiglie e l’attività di circa 200 mila imprese finanziate” si legge in un comunicato di Intesa SanPaolo. Il contratto di cessione “include una clausola risolutiva, che prevede l’inefficacia del contratto e la retrocessione alle banche in liquidazione coatta amministrativa del perimetro oggetto di acquisizione, in particolare nel caso in cui il Decreto Legge non fosse convertito in legge, ovvero fosse convertito con modifiche e/o integrazioni tali da rendere più onerosa per Intesa Sanpaolo l’operazione, e non fosse pienamente in vigore entro i termini di legge”.

“INTESA SI FA CARICO DI CIRCA 30 MILIARDI” – Parla Gian Maria Gros Pietro, presidente di Intesa SanPaolo, sottolineando che la banca “prende a suo carico depositi e obbligazioni senior delle due banche venete, parliamo di circa 20-30 miliardi. Il prezzo di un euro è un prezzo simbolico. In realtà, le attività che noi riceviamo non sono in grado di coprire l’impegno che prendiamo”. A fronte di questo “i debiti che queste due banche hanno non vanno a carico dei contribuenti. Se ci fosse stata una risoluzione in qualche modo i costi si sarebbero potuti ribaltare o sulle banche sane, quindi di nuovo sul sistema economico, o sui contribuenti”. Dunque, ha sostenuto il manager, i piccoli contribuenti “possono stare tranquilli”. Quanto al tema degli esuberi Gros Pietro afferma che l’obiettivo è quello di giungere a uscite volontarie. “Siamo convinti che sia possibile ricondurre l’organico a una situazione che si raggiunge senza licenziamenti imposti”, ha concluso.

NOMINATI I COMMISSARI, C’È VIOLA – La Banca d’Italia ha nominato i commissari liquidatori della Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Per entrambi gli istituti di credito c’è l’ex amministratore delegato di Popolare Vicenza, Fabrizio Viola. Nel dettaglio, per Bpvi i commissari sono Claudio Ferrario, Giustino Di Cecco e Fabrizio Viola. Per Veneto Banca sono Alessandro Leproux, Giuliana Scognamiglio e Fabrizio Viola. Per le due banche venete sono stati nominati anche i componenti dei rispettivi comitati di sorveglianza. Per Popolare di Vicenza si tratta di Maria Elisabetta Contino, Francesco De Santis e Raffaele Lener mentre per Veneto Banca sono Franco Benassi, Giuseppe Vidau e Andrea Guaccero.

NESSUNA CONSEGUENZA OPERATIVA, SPORTELLI APERTI – I due istituti di credito evidenziano che “i clienti non subiscono alcuna conseguenza. Gli uffici e gli sportelli saranno regolarmente aperti e pienamente funzionanti; tutte le operazioni bancarie potranno essere effettuate senza variazioni, ma sotto la responsabilità di Intesa Sanpaolo”. Popolare di Vicenza evidenzia inoltre che “Farbanca, che è non stata acquisita da Intesa Sanpaolo, continua la sua operatività in maniera ordinata, assicurando la continuità dei rapporti con la clientela”. Veneto Banca afferma che “Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni, che è non stata acquisita da Intesa Sanpaolo, continua la sua operatività in maniera ordinata, assicurando la continuità dei rapporti con la clientela”.

Sorgente: Banche venete cedute a Intesa Sanpaolo, ma se salta il decreto salta tutto. Nominati i commissari, per entrambe c’è Viola

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