E, dunque, può scattare la corsa alla conquista dell’anticipo gratuito (fino a 3 anni e sette mesi) dell’assegno o dell’uscita anticipata come «precoci» (con 41 anni di contributi), presentando la domanda (ma solo online) entro il 15 luglio prossimo.

Una corsa che, come spiega il ministro Giuliano Poletti, dovrebbe riguardare circa 60mila persone quest’anno e altri 45mila nel 2018: le prime erogazioni, comunque, arriveranno solo a novembre prossimo.

I decreti sul pensionamento anticipato dei lavoratori precoci e sull’Ape sociale sono stati pubblicati ieri in Gazzetta e da oggi, dunque, potranno essere inviate le domande all’Inps.

VEDIAMO le istruzioni per l’uso. L’anticipo spetta ai lavoratori pubblici e privati con almeno 63 anni di età purché siano disoccupati che hanno esaurito gli ammortizzatori da almeno tre mesi; persone che assistono il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave; invalidi civili almeno al 74 per cento; dipendenti che svolgono da almeno sei anni (negli ultimi sette) in via continuativa un lavoro particolarmente difficoltoso o rischioso (operai edili, maestre d’asilo, infermiere, autisti di mezzi pesanti e altri).

L’indennità è corrisposta per 12 mensilità all’anno, fino all’età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia o comunque fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata.

Nel caso in cui le risorse finanziarie stanziate siano insufficienti rispetto al numero degli aventi diritto, la decorrenza dell’indennità è differita dando priorità ai richiedenti più anziani.

L’indennità è pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro se la pensione è pari o maggiore di questo importo. L’importo non è rivalutato.

PER L’APE le domande per il 2017 andranno accolte entro una spesa di 300 milioni. L’Inps metterà a punto una graduatoria entro il 15 ottobre.

In caso di risorse insufficienti avranno la priorità coloro che sono più vicini all’età per la pensione di vecchiaia. A loro volta, i lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno lavorato almeno un anno prima dei 19 anni, potranno andare in pensione anticipata con 41 anni di contributi, anche prima dei 63 anni di età.

Potranno fare richiesta i lavoratori precoci disoccupati che hanno esaurito gli ammortizzatori da almeno tre mesi, invalidi con un grado di almeno il 74% o coloro che svolgono da almeno sei anni in via continuativa un’attività gravosa (uguali a quelle indicate prima).

La domanda va presentata all’Inps entro il 15 luglio in caso di requisiti raggiunti entro il 2017, ed entro il 1 marzo degli anni successivi per i requisiti che si raggiungono entro l’anno.