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Amministrative – Le principali sfide dei ballottaggi del 25 giugno | l’Unità TV

unita.tv – Le principali sfide dei ballottaggi del 25 giugno. 111 comuni al voto, tra cui 22 capoluoghi. Ecco tutte le sfide più importanti dei ballottaggi del prossimo 25 giugno.

Si torna al voto. Questa volta per eleggere i primi cittadini di 111 comuni della Penisola. Tra questi ci sono 22 comuni capoluogo di provincia dove avranno luogo le sfide principali.

Da Nord a Sud, l’esito dei duelli in alcuni casi saranno in mano alle liste civiche, in altri ai partiti rimasti fuori dalla contesa come il M5s.

In un caso particolare e bizzarro, come quello di Trapani, il candidato a sindaco non dovrà nemmeno sfidare un avversario ma per essere eletto dovrà comunque conquistare il 25% dei consensi. Su tutti i pronostici rimane l’incognita più imprevedibile: l’affluenza.

Ecco le sfide nei principali comuni capoluogo:

Alessandria

Nella città piemontese la sfida è tra la sindaca uscente Maria Rita Rossa, che al primo turno ha ottenuto il 31,94% dei consensi, e il candidato del centrodestra Cuttica Di Revigliasco, che nel primo test si è messo alle costole dell’avversaria, ottenendo il 30,25%, e che al secondo turno potrebbe raccogliere tutti voti dispersi dalle forze di centrodestra.

Bacino su cui non potrà contare la sindaca uscente, su il cui destino peserà l’abilità nell’attirare a sé il voto delle liste civiche e quello dei pentastellati.

Asti

Qui lo scontro è stato tra i più surreali. Dopo ripetuti riconteggi sarà il candidato del M5s, Massimo Cerruti, ad andare al ballottaggio con Maurizio Rasero del centrodestra. Dopo l’ennesima verifica Cerruti ha ottenuto 6 voti in più rispetto ad Angela Motta, la candidata del centrosinistra che alla chiusura delle urne del primo turno sembrava aver agguantato il ballottaggio con uno scarto di 13 voti.

Vantaggio che è stato poi ribaltato dal riconteggio e annunciato dalla presidente della commissione elettorale centrale, Maria Teresa Francioso.

Belluno

Il candidato di sinistra uscente, Jacopo Massaro, dovrebbe dormire sonni tranquilli. Un po’ perché al primo turno aveva già ottenuto il 46,19% dei voti e un po’ perché il suo avversario, Paolo Gamba, con il centrodestra che è andato diviso potrà contare sulla piccola dote di voti leghisti che difficilmente potranno cambiare le carte in tavola.

Come non ci riuscirà il M5S che al primo giro si è fermato poco al di sopra del 3%. Più determinante, in in questo caso, l’astensionismo.

Como

Qui la partita è incerta e l’ago della bilancia è in mano al nutrito bottino di voti portato dalle liste civiche. L’amministrazione uscente di centrosinistra parte in leggero affanno con il 26,89% dei voti conquistati al primo turno con Maurizio Traglio, mentre Mario Landriscina, sostenuto dal centrodestra, ha ottenuto il 34,77% dei consensi.

Genova

Sul capoluogo ligure aleggia lo spettro del Movimento 5 stelle che, seppur uscito decimato dopo il caso Cassimatis,
potrebbe essere determinante per l’esito della disputa che vede da un parte Marco Bucci, che ha staccato di oltre 5 punti il suo avversario unendo tutto il centrodestra, e dall’altra Gianni Crivello per il Pd.

Per ora l’unico dato certo è quello che vede i cinquestelle fare da arbitro in una sfida in cui, nella città di Grillo, avrebbero potuto essere protagonisti.

Gorizia

Nella città friulana l’esito sembra di facile pronostico. Rodolfo Ziberna non ha ottenuto l’elezione al primo turno per un pugno di voti, 49,88%, e difficilmente il candidato sostenuto dal Pd, Roberto Collini, riuscirà a ribaltare la situazione con il 22,68% dei consensi. Il bottino di voti delle liste civiche, intorno al 20%, potrebbe, però, riservare qualche sorpresa.

La Spezia

Anche qui, come a Genova, il centrodestra unito è riuscito a posizionarsi in prima persona a scapito del centrosinistra, che in entrambi in casi amministrava già le due città. Qui però, rispetto al caso genovese, la distanza tra i due candidati si allarga di 2 punti. Pierluigi Perracchini ha ottenuto il 32,61% dei consensi contro il 25,07% dell’avversario democratico Paolo Manfredini.

Nonostante questo però Manfredini potrà contare su una buona quantità di voti alla sua sinistra, intorno al 15%, e sulla capacità di conquistare anche il bottino delle liste civiche, assestato oltre il 18%.

Lodi

Nella sfida lodigiana tra Sara Casanova e Carlo Gendarini l’esito è tra più incerti. Qui, come altrove, il M5s non ha brillato, fermandosi al 9,58%, saranno piuttosto gli altri candidati che insieme hanno raccolto il 26,66% dei voti a tenere in mano l’esito del ballottaggio.

Monza

Solo uno 0,1% divide i due candidati in lizza per diventare primo cittadino della città lombarda. Da una parte Roberto Scanagatti, per il centrosinistra, e dall’altra Dario Allevi per il centrodestra. Vista la vicinanza tra i due anche i voti del M5s, che pure si è fermato ad un misero 7,6%, potrebbe fare la differenza. Anche se il bottino di voti degli altri candidati è ancora più ricco, oltre l’11%, ma piuttosto eterogeneo.

Padova

Il buon risultato del candidato del centrodestra Massimo Bitonci, al 40,2%, dovrà fare i conti con Sergio Giordani che si è fermato al 29,2% ma potrà contare sull’ottimo risultato della lista di sinistra che ha ottenuto il 22,8% al primo turno.

Verona

La partita nella città veneta è tutta a destra. Da una parte Federico Sboarina, con il 29,3% del primo turno, e dall’altra la senatrice e moglie di Flavio Tosi, Patrizia Bisinella, che di voti ne ha ottenuto 23,5%.

Lucca

Nella città toscana il candidato appoggiato dal Pd, Alessandro Tambellini, parte con un vantaggio di oltre tre punti rispetto all’avversario Remo Santini. Ma i voti lasciati sul campo dagli avversari del primo turno sono variegati. Ci sono quelli di Casapound, con il 7,8%, quelli del M5S, con il 7,5%, e poi il resto dei candidati che hanno ottenuto insieme circa il 9%.

Parma

La città che aveva incorniciato una delle prime vittorie pentastellate vedrà il M5s fuori dai giochi. Il candidato grillino al primo turno si è fermato poco al di sopra del 3%. Al suo posto il sindaco uscente ed ex grillino Federico Pizzarotti che ha guidato il primo turno con il 34,8%. Poco dietro il candidato del Pd Paolo Scarpa, con il 32,7%.

Qui le forze a destra saranno determinanti visto che la candidata sostenuta da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, Laura Cavandoli, al primo turno ha portato a casa il 19,3% dei consensi.

Piacenza

Anche qui il centrodestra formato da Lega, Fi e FdI sfida il Pd con Patrizia Barbieri che già al primo turno aveva ottenuto il 34,8%. Per il candidato sostenuto dal Pd e da due liste civiche, Paolo Rizzi, invece, è andato il 28,2% dei voti.

Qui le liste civiche saranno determinanti con oltre il 22% dei voti, di cui buona parte afferenti alla sinistra. Sullo sfondo il M5s con un non irrilevante 9%.

Pistoia

Qui il candidato di centrosinistra, Samuele Bertinelli, guida con un largo vantaggio la sfida. Per lui sono andati il 37,52% dei consensi, mentre Alessandro Tomasi insegue con il 26,68%. Anche qui il M5s si ferma intorno al 9%. Più determinanti saranno i voti messi in palio dalle liste civiche.

Catanzaro

9 punti dividono Sergio Abramo, candidato di FI e civiche, e Vincenzo Ciconte. Ma qui un ruolo importante è giocato da Nicola Fiorita, il candidato appoggiato da liste civiche di sinistra che al primo turno ha ottenuto il 23,36% di consensi.

L’Aquila

Nel comune abruzzese Americo Di Benedetto, appoggiato da Pd, Mdp e diverse civiche, parte fortemente in vantaggio con oltre il 47% del primo turno. Il candidato del centrodestra Pierluigi Biondi è costretto a colmare il gap di circa 12 punti che lo divide dall’avversario. I voti disponibili sono però pochi.

Il bottino più ricco è quello di Carla Cimoroni con il suo 6%, ma è stata appoggiata da alcune liste civiche più vicine alla sinistra. Subito dopo viene il candidato del M5s che però pesa solo per il 4,83%.

Lecce

A parti inverse invece la partita di Lecce dove il grande vantaggio è tutto a favore di Mauro Giliberti, il candidato sostenuto dal centrodestra. Il candidato dem, Carlo Maria Salvemini, al primo turno ha ottenuto il 28,9% (contro i 45,29 dell’avversario) e i voti più importanti sono quelli conquistati dal candidato dell’Udc, Alessandro Delli Noci, che al primo turno ha ottenuto il 16,90%.

Oristano

La città sarda dovrà scegliere tra il candidato di Forza Italia e Fdi, Andrea Lutzu, e quello del Pd e Psi, Pierluigi Biondi. Il primo parte in vantaggio con il 29,60% dei consensi, mentre il secondo insegue con il 21,84%. Anche qui la parte da leone lo fanno le liste civiche che mettono in palio oltre il 30% dei voti, mentre il M5s, con il 7,18, rimarrà sostanzialmente irrilevante.

Rieti

Mentre a Oristano l’Udc esprimeva un suo candidato, a Rieti il partito di centro appoggia il candidato di Fi e FdI. Insieme ad alcune civiche tutti e tre i partiti hanno portato Antonio Cicchetti al 47,29%. Più indietro il candidato dem, Simone Petrangeli, che si è fermato al 41,29%. Importanti, dunque, saranno i voti presi da Giosué Calabrese (civico, 5,28%) e Giuseppina Rando (M5s, 5,27%9.

Taranto

Il duello Fi – Pd va in scena anche nella seconda città più grande della Puglia. Qui troviamo da un lato Stefania Baldassarri per Fi e Rinaldo Melucci per Pd, Psi, centristi e liste civiche. Molti i voti in palio, in particolare quelli di di Mario Cito (Lega d’azione meridionale) con il 12,46%, e di Francesco Nevoli (M5s) e 12,43%. A questi vanno aggiunti i voti conquistati dai candidati delle liste civiche che insieme raggruppano oltre il 30% dei voti del primo turno.

Trapani

Se Asti aveva fatto notizia per i continui riconteggi, Trapani non è da meno. Il candidato dell’Udc, Girolamo Fazio, è infatti decaduto dal ballottaggio del 25 giugno perché non ha presentato entro il termine previsto la lista degli assessori.

Il suo avversario del Pd, Pietro Savona, non ha uno sfidante ma per essere eletto avrà bisogno del 25% di consensi del corpo elettorale e di un’affluenza alle urne che superi il 50%.

A Trapani gli iscritti nelle liste elettorali sono 60.023 e per essere eletto Savona dovrà ottenere 15.006 preferenze. Al primo turno il candidato del Pd ottenne 8.714 voti, quando alle urne si recarono 35.377 elettori.

Lo strano caso di Trapani, dove vincere potrebbe non bastare

In caso di mancata elezione del sindaco, il Consiglio comunale resterebbe in carica. L’amministrazione, invece, sarebbe guidata da un commissario.

Sorgente: Amministrative – Le principali sfide dei ballottaggi del 25 giugno | l’Unità TV

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