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Aler, 500 case occupate in due anni Via al piano da 80 milioni di euro – milano.corriere.it

milano.corriere.itAler, 500 case occupate in due anni Via al piano da 80 milioni di euro. Metropolitana milanese rispetto a due anni fa ha recuperato 400 case in mano agli abusivi storici.

Dei 38 mila appartamenti gestiti da Aler sono più di tremila quelli occupati da inquilini fuorilegge   di Gianni Santucci

Le case popolari del Comune occupate da abusivi sono poco meno di mille (su 28 mila). Dei 38 mila alloggi dell’Aler, invece, quelli in mano a inquilini illegali sono 3.344. L’aspetto chiave però è il confronto con la fine del 2014, anno più critico per la crisi delle periferie: rispetto a due anni fa, Metropolitana milanese (che gestisce i caseggiati di Palazzo Marino) ha recuperato circa 400 alloggi in mano ad abusivi «storici».

L’Aler, al contrario, conta circa 500 occupazioni «consolidate» in più.

I dati dei primi 4 mesi del 2017 spiegano il motivo dell’aumento: l’azienda regionale dell’edilizia pubblica ha migliorato molto, negli ultimi anni, l’efficacia degli interventi in flagranza, ma nonostante questo, tra gennaio e aprile, ci sono state 103 nuove occupazioni, mentre gli alloggi recuperati con sgomberi programmati sono stati 43. Ecco, quella differenza tra «persi» e recuperati, mese dopo mese, continua a far aumentare le occupazioni.

La prevenzione

Metropolitana milanese riesce a recuperare appartamenti perché ha alzato la percentuale delle occupazioni sventate fino al 90 per cento: e così, ogni mese, gli alloggi strappati agli abusivi sono più di quelli «persi».

Non è solo un fatto di sicurezza: perché il recupero delle case occupate, a cui si aggiungono i 450-500 alloggi liberati ogni anno da persone decedute o che trovano un’altra sistemazione, possono rientrare nel giro delle assegnazioni regolari.

Che quest’anno, prevede Mm, saranno oltre 1.100. Con un investimento di 6 milioni di manutenzione ordinaria e 71 di straordinaria.

Le denunce

I dati di Mm raccontano di 94 nuovi alloggi occupati nel 2015, scesi a 46 nel 2016, arrivati a soltanto 11 nei primi quattro mesi del 2017. Calano anche i tentativi di occupazione: da 177 del 2015, a 80 nel 2016, a 19 fino ad aprile 2017.

Quel subappalto sospetto a San Siro

Proprio la divisione che s’è occupata di sicurezza ha però attraversato un periodo di crisi negli ultimi mesi, come rivelato ieri dal Corriere: un ispettore ha denunciato il dirigente che aveva elaborato e coordinava la strategia contro le occupazioni; il dirigente, indagato, è stato spostato ad altro incarico; l’ispettore/testimone, al di fuori del suo lavoro (ma usando la qualifica di dipendente Mm), ha però avuto una lite con un’inquilina delle case popolari, che l’ha accusato di averla picchiata: e per questo è stato licenziato. Per il momento però queste vicende non sembrano aver influito sul lavoro della security.

Stanze vuote

Da anni, a Milano, ci sono migliaia di case popolari vuote, «sfitte». Perché prima dell’assegnazione a una famiglia regolare, gli alloggi vanno ristrutturati. E questa è la missione prioritaria che il Comune ha dato a Mm: l’efficacia del «piano periferie» della giunta Sala dipenderà soprattutto da questo.

A fine 2015 il Comune aveva circa 3 mila appartamenti non abitati.

Alcuni sono state ristrutturati e assegnati, circa 560 nel 2015 e 330 nel 2016; il lavoro fatto da Mm nei due anni passati, sia con la sicurezza sia con la gestione degli appalti, dovrebbe portare ad assegnare una media di mille alloggi popolari all’anno, dal 2017 al 2020.

Sorgente: Aler, 500 case occupate in due anni Via al piano da 80 milioni di euro – Corriere.it

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