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Renzi e la telefonata con il padre «Gli disse: “Non dire bugie, hai visto Romeo una o due volte?”»

Secondo quanto riportato da un brano del libro di Marco Lillo, riportato dal «Fatto Quotidiano», nel marzo 2017 Matteo Renzi avrebbe chiesto al padre, sotto indagine e intercettato, di «non dire bugie» ai magistrati

«Il 2 marzo 2017 alle 9.45 di mattina Tiziano Renzi parla al telefono con il figlio Matteo. I magistrati lo stanno intercettando nell’ambito dell’inchiesta Consip nella quale il padre dell’ex premier è in quel momento indagato per traffico di influenze con il “facilitatore” e amico carlo Russo». Inizia così il brano del libro del giornalista Marco Lillo — «Di padre in figlio» — riportato oggi dal «Fatto quotidiano», nel quale viene riferito il contenuto di una telefonata che sarebbe avvenuta tra l’allora ex presidente del Consiglio e segretario uscente del Partito democratico e suo padre.

Nel corso della telefonata, Matteo Renzi avrebbe fatto riferimento all’inchiesta nella quale suo padre è implicato: «un presunto caso di corruzione, traffico illecito di influenze e soffiate istituzionali», scrive Lillo, «in cui sono coinvolti un imprenditore napoletano, Alfredo Romeo; alcuni dirigenti della Consip che si occupa di gran parte degli acquisti della Pubblica amministrazione», Tiziano Renzi e Luca Lotti.

Secondo quanto riportato da Lillo, Renzi avrebbe più volte, e con decisione, chiesto conto al padre di un incontro con Romeo «nel periodo in cui l’ amico Carlo Russo contrattava un pagamento di 30 mila euro al mese per Tiziano con lo stesso Romeo». L’ex premier sa, scrive Lillo, «che rischia di essere intercettato». Ma fa trasparire ugualmente quella che il «Fatto» definisce la «sfiducia» nei confronti del padre, e l’esigenza che sulla vicenda venga fatta chiarezza, una volta per tutte. «Devi dire nomi e cognomi» ai magistrati, avrebbe detto l’ex premier, chiedendo poi esplicitamente: «È vero che hai fatto una cena con Romeo?».

La risposta di Tiziano Renzi, riportata dai carabinieri nel brogliaccio dell’intercettazione ottenuta da Lillo, è «sibillina: Tiziano dice di no e che le cene se le ricorda ma i bar no». «Non me lo ricordo», aggiunge il padre di Renzi, per poi aggiungere «l’unico può essere stato…». Nel seguito della conversazione, Tiziano Renzi allude a a un incontro avvenuto al Four Seasons con esponenti del mondo delle imprese ai tempio delle primarie di fine 2012.

«Devi immaginarti cosa può pensare il magistrato: non è credibile che non ricordi di avere incontrato uno come Romeo, noto a tutti e legato a Rutelli e Bocchino», avrebbe detto l’ex premier al padre, di nuovo sottolineando l’esigenza di trasparenza su una vicenda «grave». «Se non me lo ricordo non posso farci nulla», la risposta del padre di Renzi. L’ex premier a quel punto, prima di chiudere la telefonata, torna a dire al padre di «dire la verità, in quanto in passato la verità non l’hai detta a Luca (Lotti) e non farmi aggiungere altro. Devi dire se hai incontrato Romeo una o più volte e riferire tutto quello che vi siete detti». «Andrai a processo, ci vorranno tre anni, e io lascerò le primarie», avrebbe detto Renzi al padre.

Sorgente: Corriere della Sera

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