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L’incubo di Abdel Aziz? I poeti! – nigrizia.it

nigrizia.it – ALTRE AFRICHE – L’incubo di Abdel Aziz? I poeti!  – di Davide Maggiore  

La notizia è di quelle destinate a far parlare. Se non altro perché coinvolge chi, della parola, ha fatto una ragione di vita: un gruppo di poeti mauritani, protagonisti nelle scorse settimane di un’originale protesta contro il presidente, Mohamed ould Abdel Aziz.

Che per la poesia e le lettere in genere, non sembra avere un grande amore. Tanto da considerarle, in certi casi, un ostacolo alla crescita nazionale. Di qui, il recente invito ai giovani a preferire negli studi le materie scientifiche, perché più utili all’avanzamento tecnico ed economico.

Il capo dello Stato, però, ha dovuto prendere atto che sfidare a parole i professionisti della parola comporta dei rischi. Ad esempio, diventare il bersaglio di un lungo poema satirico collettivo.

A riassumerne lo spirito, Mohamed ould Edoum, autore dei primi versi, che reputa “non necessario” attaccare la poesia, genere amato dai mauritani “fin dalla nascita del Paese” e chiede le scuse del presidente. Non tutti, però, hanno apprezzato l’iniziativa.

Tra gli scettici, il direttore della testata “La Tribune”, Kissima Diagana, che ha dichiarato: “Non vedo, nei fatti o dal punto di vista dello sviluppo immediato, cosa possa rappresentare”, criticando anche l’espressione “sciopero dei poeti” usata da alcuni organi di stampa nel raccontare l’episodio.

In effetti, concentrarsi sui lati più appariscenti della questione – il potere dell’Arte contro quello politico, il dilemma, non solo mauritano e non solo africano, tra le lettere e le scienze – rischia di far passare in secondo piano la portata reale della protesta.

Non va dimenticato, infatti che, umanistica o scientifica, l’istruzione universitaria in Mauritania resta un privilegio di pochi.

Appena il 52% dei cittadini locali sopra i 15 anni sa leggere e scrivere, stimano le Nazioni Unite. E anche chi riceve un’istruzione formale può aspettarsi di frequentare la scuola per poco più di otto anni (in Italia sono il doppio).

Con conseguenze immaginabili su quello sviluppo economico che Abdel Aziz rimprovera ai letterati di frenare.

Un’accusa che però in tanti hanno ritorto contro “il presidente che offende il popolo”: la definizione è di Abdallah ould Bouna, che dagli Emirati Arabi Uniti accusa tra l’altro il capo dello Stato di aver “fatto a pezzi la Costituzione”.

Quella che Abdel Aziz vorrebbe cambiare, abolendo il Senato e anche alcune istituzioni “di garanzia” come l’Alta Corte di Giustizia (che può giudicare, a certe condizioni, il presidente e i componenti dell’esecutivo).

Un altro terreno di scontro tra presidenza e poeti, dunque, persino più sensibile dell’università. In attesa del referendum sul tema, previsto per il 15 luglio, infatti, la campagna elettorale si è fatta anche in versi: celebrando, ad esempio, i senatori che, col loro voto contrario, hanno temporaneamente bloccato la riforma.

Facile immaginare che quest’alleanza tra i suoi critici politici e quelli accademici, ad Abdel Aziz, non sia piaciuta.

Sorgente: L’incubo di Abdel Aziz? I poeti! – nigrizia.it

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