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“L’albero delle bugie”: il femminismo spiegato ai ragazzi – artspecialday.com

artspecialday.com/ – L’albero delle bugie: il femminismo spiegato ai ragazzi. – Federica Caricilli per MIfacciodiCultura

Femminismo, perdita, la difficoltà di essere donna in una società maschilista, l’eterno dibattito tra scienza e religione, il coraggio di essere se stessi: tutto questo è L’albero delle bugie di Frances Hardinge. Ed è un libro per ragazzi.

Siamo nell’Inghilterra Vittoriana, Faith è una ragazzina di quattordici anni ambiziosa, brillante, ma soprattutto coraggiosa. Il padre, un reverendo esperto studioso di fossili, l’ha sempre tenuta a distanza da lui, ma soprattutto dai suoi studi.

La madre le ha sempre insegnato che le brave fanciulle devono occuparsi di pizzi e crinoline senza ficcare il naso negli affari degli uomini.

Ma queste imposizioni a Faith vanno strette e quando la vita della sua famiglia subisce una svolta, lei ne approfitta per attuare una ribellione clandestina fatta di fughe notturne per studiare i diari del padre, fino alla scoperta di un albero che si nutre di bugie per generare frutti che donano a chi li mangia visioni sulle verità più nascoste.

Ci sono tutti gli ingredienti per dar vita a un fantasy ricco di mistero, e le aspettative non vengono disattese. Il ritmo è incalzante, ad ogni pagina un colpo di scena capovolge tutte le teorie elaborate fino a quel momento dal lettore. Basterebbe questo a rendere L’albero delle bugie un romanzo straordinario. Eppure il suo valore è ancor più grande, specie se pensiamo al pubblico cui è destinato.

È a questo punto che ci rendiamo conto di star leggendo non tanto un fantasy dalle atmosfere dark, quanto un romanzo di formazione – per la protagonista, ma anche e soprattutto per il lettore.

Tra un mistero e l’altro infatti, siamo invitati a riflettere sulla condizione della protagonista e di tutti gli altri personaggi femminili che le gravitano intorno.

Impariamo che sua mamma – la civettuola Myrtle che sembra interessata solo alla pregevole fattura dei suoi nuovi abiti – di cui Faith tanto critica gli atteggiamenti da smorfiosa gattamorta, detesta le moine che è costretta a fare, ma ha imparato a sorridere sbattendo gli occhi senza disprezzarsi, perché sa che quella è l’unica arma che ha per proteggere i suoi figli.

Myrtle ha capito che per difendersi dagli uomini non può alzare la testa e farsi valere, può solo cercare di manovrarli subdolamente, anche a scapito della sua felicità. Impariamo che Faith non è la sola donna ambiziosa di questa storia: ce ne sono altre, che si nascondono perché vivono in una società che non è pronta ad accettare – né tantomeno a riconoscere – che le donne sono in gamba tanto quanto gli uomini, e che ad entrambi dovrebbero essere riconosciuti gli stessi diritti. Dà i brividi pensare quanto ancora – dopo più di cento anni – questa problematica sia attuale.

Frances Hardinge

Nonostante L’albero delle bugie sia un romanzo scritto in terza persona, riusciamo perfettamente a respirare l’angoscia di Faith, a cogliere ogni sfumatura del suo umore e a desiderare la sua rivalsa. Frances Hardinge ha dato vita ad un’opera straordinaria, tanto da valerle il Costa Book Award nel 2015. È la seconda volta dalla sua istituzione nel 1985 che il prestigioso premio letterario inglese viene assegnato ad un libro per ragazzi: la prima fu nel 2001, anno in cui se lo aggiudicò La bussola d’oro di Philip Pullman. Un riconoscimento di grande prestigio, che non fa che confermare il valore del romanzo della Hardinge.

L’albero delle bugie è un testo di cui ci si auspica la divulgazione, soprattutto tra i ragazzi. Per insegnare alle giovani donne ad avere maggior stima di sé e consapevolezza delle loro capacità, per insegnare ai ragazzi a trattarle col rispetto che meritano e non come oggetti sessuali. Una cosa di cui ancora oggi, purtroppo, si ha grande bisogno.

Federica Caricilli per MIfacciodiCultura

Sorgente: “L’albero delle bugie”: il femminismo spiegato ai ragazzi

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