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Il futuro delle Baby Boomers: “Invecchiare? È una ricerca” – La Stampa-torino

lastampa.it/torino – Il futuro delle Baby Boomers: “Invecchiare? È una ricerca” Bignardi, Costa, Ravera e il loro dialogo con il passato e il futuro 

miriam massone
torino – Marcel Proust al tempo (perduto) ha dedicato 7 volumi, 3724 pagine: una «recherche» durata 13 anni e diventata pietra miliare della letteratura mondiale.Quasi un secolo dopo, una sua connazionale, la francese Annie Ernaux, 76 anni, regina del genere autobiografico, intraprende una ricerca altrettanto profonda nel passato e dentro se stessa.

In «Memorie di ragazza» (titolo che, per restare in Francia, ricorda le «Memorie di una ragazza per bene», altra straordinaria autobiografia, di Simone de Beauvoir) Annie ritrova una sua fototessera del 1958, estate durante la quale scoprì la sessualità e che la segnò.

Per sempre. Da lì parte il viaggio con cui l’autrice affastella i segni di una passione. «È scritta per me» dice Daria Bignardi che oggi con Ernaux dialogherà, per la prima volta, (Sala Azzurra, alle 14,30). «Ho scoperto che è un effetto che ha fatto anche al suo traduttore, che poi è anche l’editore», Lorenzo Flabbi.

È un libro per scrittori, più che per lettori, dice, per via di quella «straordinaria prosa: cruda, potente, spietata. In genere chi scrive di sé eccede nell’ironia o nella compassione, lei no, la sua è una cronaca scarnificata, che mi inchioda».

Per la Ernaux – e Daria, quindi – il tempo è da «indagare, disseppellire, da raccontare, in un continuo confronto con la verità, ma riuscendo a stare sempre un passo indietro da se stessi».

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 Del tempo parlerà oggi anche chi, come la scrittrice torinese Lidia Ravera, lo tratta e lo studia da una vita: «Da quando a 11 anni ho avuto la consapevolezza della morte». Fatica ancora ad accettare questo limite, ammette, ma ora lo affronta «da combattente».

Ci ha dedicato un blog e un libro, «Il terzo tempo», appunto. Un titolo che si ispira «al rugby: è quello in cui,, dopo essersi presi a botte durante il match, si va a bere tutti assieme: è il momento della conciliazione, quando si ri-appianano i conflitti».

Per la scrittrice significa «pagare pegno per aver enfatizzato la giovinezza».

E non si riferisce ai suoi 24 anni, quando divenne famosa con «Porci con le ali», piuttosto «agli anni prima, al 68’, quando di anni ne avevo 17 e e me ne andai di casa costruendo una caricatura degli adulti che poi mi sono ritrovata in faccia». Oggi Lidia si sente vicina a Costanza, la «young senior» protagonista del suo «Terzo tempo».

Un romanzo dedicato agli uomini e alle donne che hanno paura di invecchiare: «A loro dico: “Parlatene, non vergognatevi, siamo i Baby Boomers, eravamo la maggioranza e lo siamo ancora». Aspettando il «Quarto tempo»?: «Certo, esiste anche lui, comprende chi ha tra gli 85 e i 90 anni: sarà un periodo più difficile, ma non impossibile».

Arguta, ironica, e profonda: così è Lidia Ravera, secondo Lella Costa, che ha recitato anche in una pièce tratta da un suo romanzo e con la quale oggi (Sala Rossa, alle 13) si confronterà spingendosi – perché no – a parlare anche di morte: «Non dobbiamo rimuoverla o averne paura: fa parte della vita e va accettata, col sorriso leggendo Lidia magari».

L’attrice – che si definisce «soubrette: sarà per questo che sono un po’ cicala e incosciente, e ogni volta che leggo: “Se hai meno di 30 anni ecco cosa puoi fare” io vado sempre a vedere» – sull’invecchiare avverte: «Diffidiamo delle regole che tendono a dirci come dev’essere il nostro terzo tempo: è diverso per ognuno, dipende da cosa si è costruito, dalla capacità che si è avuta di cogliere le occasioni.

Cerchiamo di invecchiare da protagoniste, non esiste una ricetta, la vita è meravigliosa e anche dura, come il Monopoli: piena di probabilità e imprevisti».

Sorgente: Il futuro delle Baby Boomers: “Invecchiare? È una ricerca” – La Stampa

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