I conti dei bagni. E dei bagnanti – CorriereFiorentino.it

22 Maggio 2017 0 Di uboot96

corrierefiorentino.corriere.it – Dossier – I conti dei bagni. E dei bagnanti. Spiagge: dalla Versilia alla Maremma, quanto costa la concessione . «In alcuni casi la tassa è irrisoria». Il rapporto col prezzo degli ombrelloni di Simone Dinelli, Antonio Passanese

Quasi dieci milioni. Che significa il 10 % di quanto annualmente lo Stato incassa dagli stabilimenti balneari. Sembrerebbe una cifra considerevole, ma se si fa il raffronto con quanto incassano gli stabilimenti allora la bilancia non sembra più stare in equilibrio.

«È vero, in alcuni casi — ammette il presidente di Cna Balneatori Lorenzo Marchetti — vengono versate da parte di noi balneari delle cifre irrisorie. Certo dobbiamo anche tenere presente che ci sono altri costi fissi che devono essere considerati: sorveglianza, bagnini e pulizie anche nei mesi di chiusura».

Ma se i costi di gestione seguono il mercato, non così si può dire della tassa demaniale, ferma a 1 un euro per metro quadrato.

In Toscana, secondo l’ultimo censimento, risultano 926 i bagni in attività per un giro d’affari di circa 100 milioni di euro. Quasi la metà dei gestori si è poi avvalsa della legge toscana varata lo scorso anno che consente di prolungare fino a 20 anni la propria concessione dietro la garanzia di investimenti sulle strutture e sui posti di lavoro.

Una mossa che li ha messi al riparo dalla spada di Damocle della Bolkestein (la direttiva europea del 2006 sulla concorrenza e sull’assegnazione delle concessione demaniali) nonostante il governo italiano abbia impugnato quel provvedimento regionale per un presunto conflitto di competenze su cui a giugno si pronuncerà la Corte Costituzionale.

«Noi — rassicura l’assessore al Turismo Ciuoffo — siamo abbastanza tranquilli. Anzi sarebbe bene che i balneari toscani accedessero tutti alla proroga di vent’anni.

La nostra regione con questo regolamento ha anticipato un orientamento. Lo dimostra il fatto che molte delle nostre indicazioni siano state replicate nella legge delega».

Ma qual è il rapporto tra i costi sostenuti dai balneari e quello dei bagnanti? In Toscana i prezzi degli ombrelloni sono abbastanza omogenei, non però quelli delle concessioni. Che cambiano di zona in zona.

Partendo da Viareggio, lo stabilimento balneare che paga la concessione più alta (dati relativi all’anno 2016) è il Principe di Piemonte (di proprietà del Comune): poco più di 46 mila euro, cui ne vanno sommati altri 11 mila e spiccioli dovuti alla Regione Toscana.

Una cifra che viene però compensata dal «pacchetto giornaliero» di 60 euro che comprende ombrellone, cabina, piscina, due sdraio e un lettino. Scorrendo l’elenco si trova poi il bagno Alhambra, nella Darsena viareggina, che se la «cava» con poco più di 24 mila euro. «Da noi — dice il titolare — un ombrellone con 2 lettini costa 25 euro.

Per chi prenota un ombrellone a luglio o agosto il costo mensile è di 450 euro, cui ne vanno aggiunti altri 120 se si richiedere un lettino». Spostandoci a Lido di Camaiore il Bagno Venusta, ad esempio, spende poco meno di 4 mila euro l’anno per concessioni demaniali e imposta regionale: qua un ombrellone con 2 sdraio e un lettino costa 15 euro al giorno.

Cioé in due mesi con soli 4 ombrelloni la tassa è ripagata. Il Bagno Alberto si attesta invece su una somma di poco superiore ai 6 mila euro.

«È vero — commenta Luca Petrucci, titolare dello stabilimento e presidente della locale associazione dei balneari —, i costi delle concessioni sono irrisori, inutile negarlo». Il prezzo per un ombrellone con due sdraio e un lettino qua è di 25 euro.

Restando in Versilia impossibile poi non citare il Twiga, Beach Club, divenuto celebre dopo l’avvento di Flavio Briatore: il bagno spende circa 20 mila euro di canone demaniale (ma Briatore è in subaffitto e paga 300 mila euro l’anno) e offre tende che possono arrivare — per un gruppo di 7 persone — fino a 400 euro al giorno.

Infine, Forte dei Marmi, dove il primato della concessione demaniale più onerosa spetta al Bagno Piero, con oltre 46 mila euro pagati a Stato e Regione Toscana, seguito dal Bagno Costanza che si ferma poco sotto la soglia dei 40 mila euro.

Scendendo nella costa degli Etruschi il rapporto tra costo demaniale e prezzo al cliente cambi sensibilmente.

Se a Piombino, ad esempio, al bagno La Capannina il gestore spende 47 mila euro l’anno, facendo pagare un ombrellone e due sdraio 22 euro al giorno, pochi chilometri più a sud, a Follonica al bagno Ausonia, il prezzo del servizio resta pressoché invariato (20 euro) ma il costo della concessione è quasi irrisorio visto che non supera i 3500 euro l’anno.

Anche a Marina di Grosseto la forbice tra quanto speso dal gestore e quanto dal cliente resta ampia: il bagno Moreno spende 14 mila euro l’anno e incassa fino a 30 euro per un ombrellone e due sdraio. Più coerente il rapporto fra costi e prezzi all’Argentario. I

n Feniglia per esempio, il bagno Braccio spende ogni anno 5000 euro (che versa al Comune di Orbetello e non direttamente all’erario) mentre un ombrellone e due sdraio non arriva a superare i 18 euro. Tutta un’altra cosa rispetto a qualche chilometro più a sud, a Capalbio, allo storico dei salotti romani, l’Ultima Spiaggia.

Qui a fronte di 6.098 euro l’anno di concessione, si paga 50 euro per un ombrellone e due lettini. Quando si dice che il gioco vale la candela. Anzi la spiaggia.

Sorgente: I conti dei bagni. E dei bagnanti – CorriereFiorentino.it

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