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Crollo della torre piloti – Jolly Nero, l’ora della verità dopo gli ultimi veleni | Liguria | Genova | Il Secolo XIX

 

Genova – Dopo quattro anni, Genova avrà una prima verità processuale. Domani il tribunale si pronuncerà sulla sentenza per il disastro della Jolly Nero . In un clima che difficilmente avrebbe potuto essere peggiore. Persino la cerimonia di commemorazione, celebrata il 7 maggio scorso, è stata foriera di polemiche, sollevate da alcuni familiari delle vittime, che si sono opposti alla prima celebrazione privata di un rito che, fino all’anno prima, era stato aperto alla città.

Sul processo principale incombe il pesante fantasma d’una seconda indagine: quella che riguarda i report ammorbiditi sulle navi pericolose eseguiti dagli enti che avevano la funzione di controllo, il Rina (Registro navale italiano) e la capitaneria di porto. Un’inchiesta in cui il giudice per le indagini preliminari Ferdinando Baldini definisce «evanescente» la possibilità d’una prevenzione concreta degli incidenti, in un contesto di accertamenti falsificati proprio sulla Jolly Nero, all’indomani della strage della Torre Piloti.

| Crollo della Torre Piloti: lo speciale del Secolo XIX |

L’indagine coordinata dall’allora procuratore capo Michele Di Lecce e dal sostituto Walter Cotugno, arriva a due conclusioni: a bordo hanno sbagliato manovra e il cargo non aveva le condizioni di sicurezza necessarie per salpare. I principali imputati, accusati di omicidio colposo plurimo e disastro, sono l’allora comandante Roberto Paoloni, il primo ufficiale Lorenzo Repetto, il direttore di macchina Franco Giammoro e il pilota del porto Antonio Anfossi. I primi tre sapevano che il contagiri, fondamentale per controllare la “tenuta” del motore, non funzionava, ma partirono lo stesso.

Nei loro confronti la Procura ha chiesto pene durissime: 20 anni e 7 mesi per Paoloni, 10 anni per Anfossi. Per l’accusa il comportamento dell’ex comandante è stato più grave dell’inchino di Schettino, condannato a 16 anni per l’apocalisse della Costa Concordia all’Isola del Giglio. Per Giampaolo Olmetti, comandante della flotta Messina, sono stati chiesti 17 anni di carcere: agli occhi del pm sottovalutò e coprì una serie di incidenti identici anteriori a quello di Molo Giano. Nei confronti della compagnia Messina, a processo per responsabilità amministrativa, l’accusa ha chiesto il commissariamento e una multa da 2 milioni e 250mila euro. Le vittime chiedono 12 milioni, il Ministero 32.

Sorgente: Crollo della torre piloti – Jolly Nero, l’ora della verità dopo gli ultimi veleni | Liguria | Genova | Il Secolo XIX

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