Ancora scontri in piazza a Caracas Maduro vuole rifare la Costituzione – Corriere.it

2 Maggio 2017 0 Di luna_rossa

Il presidente ha annunciato di voler convocare una «Assemblea Costituente del popolo» per riformare la struttura giuridica dello Stato. La denuncia dell’opposizione: è un golpe. Intanto nella capitale duro scontro tra le forze dell’ordine e i manifestanti

CARACAS Nuova protesta contro il governo di Nicolas Maduro a Caracas, nel giorno in cui il presidente venezuelano annuncia la volontà di una ampia «riforma» costituzionale. Le unità antisommossa della polizia e la Guardia Nazionale sono già intervenute con gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Sulla stampa online e i social network si moltiplicano testimonianze, foto e video dell’intervento delle forze dell’ordine nella zona di El Paraiso e sulla Avenida Victoria, nell’ovest della capitale. In tutta la città la polizia è molto presente, e le autorità hanno chiuso oltre 30 stazioni della metro, oltre ad avere organizzato numerosi posti di blocco. Il percorso della marcia di protesta si conclude accanto alla sede della Corte Suprema e del Consiglio Nazionale Elettorale (Cne). Le manifestazioni antigovernative si susseguono dall’ inizio di aprile, con un bilancio di almeno 30 morti.

«Costituzione truffa»

Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha annunciato oggi che ha deciso di convocare una «Assemblea Costituente del popolo», per riformare la struttura giuridica dello stato e «portare la pace al nostro Paese», una mossa già denunciata come golpista dall’opposizione. «Non sto parlando di una Costituente dei partiti o delle elite, intendo dire una Costituente femminista, giovanile, studentesca, una Costituente indigena, ma anzitutto una Costituente profondamente operaia, decisamente operaia, che appartenga profondamente alle comune», ha annunciato Maduro in un comizio in occasione della tradizionale sfilata della Festa dei Lavoratori. Julio Borges, presidente del Parlamento – in mano all’opposizione – ha già denunciato che questa iniziativa equivarrebbe a «una Costituente truffa, inventata solo per distruggere la Costituzione attuale e cercare di fuggire così all’inesorabile verdetto delle elezioni» che il governo chavista ha ritardato o sospeso da quando ha perso la maggioranza nel Potere Legislativo, nel dicembre del 2015.

Un mese di violenze

Le forze di sicurezza venezuelane hanno fatto ricorso all’uso massiccio di lacrimogeni contro 300 manifestanti che, in occasione della festa del Primo Maggio, hanno sfilato per le strade di Caracas tentando di arrivare, oltre i blocchi della polizia, all’ufficio delle commissione elettorale nazionale ed alla sede della Corte Suprema. Ad un mese esatto dall’inizio delle violenze che stanno sconvolgendo il paese sudamericano, le opposizioni sono tornate a chiedere a gran voce che si celebrino libere elezioni che segnino la fine del sistema politico rappresentato dal presidente Nicolas Maduro. Uno dei leader della protesta, Freddy Guevara, ha chiesto ai cittadini di «non abbassare la guardia perché la scommessa del regime si basa sull’idea che ad un certo punto la stanchezza avrà il sopravvento». Dimostrazioni a favore di Maduro si sono contemporaneamente verificate nel centro di Caracas, su Piazza Bolivar. Il ministro degli esteri, Delcy Rodriguez, ha accusato sempre oggi otto governi della regione di «fomentare un colpo di Stato». Si tratta di Argentina, Cile, Colombia, Costa Rica, Perù, Paraguay, Uruguay e Brasile. In questi giorni sono stati tra quanti hanno chiesto la liberazione degli arrestati nel corso delle manifestazioni, la restituzione al Parlamento dei suoi poteri e un calendario che porti a libere elezioni.

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