Allarme a Roma: dopo le capre e i cinghiali arrivano i renziani

13 Maggio 2017 0 Di luna_rossa

Ramazza in mano, il Pd si prepara a una maldestra prova di demagogia populista. Ma da che pulpito, dopo la defenestrazione di Marino?

Dopo le capre, i cinghiali, i gabbiani e i topi, sui romani sta per abbattersi una nuova fastidiosa invasione: quella dei renziani. Non paghi di aver fatto fuori il sindaco Marino e di aver consegnato la città nelle mani non proprio espertissime di Virginia Raggi, i renziani si sguinzaglieranno domenica mattina per le strade di Roma con la ramazza in mano e con indosso la maglietta gialla (colore dei 5 Stelle, ma vabbè) per dar vita a una clamorosa e maldestra prova di demagogia populista. Speculando su una crisi molto seria che riguarda il sistema di smaltimento dei rifiuti, prossimo al collasso, le truppe renziane si sparpaglieranno per la città e inonderanno i social di selfie con cassonetto sullo sfondo, nel tentativo di mettere in mora la sindaca.

Ma con quale utilità, con quale autorità e, soprattutto, da che pulpito? Utilità ovviamente zero, perché il problema dei rifiuti che ancora appestano le strade di Roma non ha nulla a che vedere con la raccolta. Il problema sono gli impianti di smaltimento, che non riescono ad assorbire la domanda. “Dove porterete i rifiuti che raccoglierete a Roma?”, chiedeva l’altra sera Lilli Gruber ad un imbarazzato Dario Nardella. E Nardella non sapeva cosa rispondere, perché il punto è quello: la spazzatura resta nei cassonetti perché i camion non sanno dove portarla. E non sanno dove portarla perché gli impianti di smaltimento o sono rotti, o in manutenzione, o stanno lavorando la spazzatura arretrata. Quindi invadere Roma con ramazza e maglietta gialla, non risolvendo affatto il problema, diventa inevitabilmente una carnevalata propagandistica, fra l’altro sulla pelle dei romani.

C’è poi il problema di “da quale pulpito”. Se Roma si trova in questa situazione è colpa in buona parte proprio di Matteo Renzi, che ordinò al Pd romano, guidato dal commissario Orfini, di fare fuori il sindaco del Pd in carica, Ignazio Marino, nell’ottobre 2015. Marino aveva avviato un piano per la realizzazione di quattro ecodistretti dove smaltire in modo razionale una parte della colossale produzione di rifuti della capitale. La maldestra defenestrazione del sindaco del Pd ebbe l’effetto deleterio di bloccare quel piano. Il che, associato alla (sacrosanta) chiusura della discarica di Malagrotta, ha portato alla situazione attuale. Che siano adesso gli stessi che hanno provocato tutto questo a proporsi come i salvatori della città, anche per dei cittadini pazienti come i romani, sembra francamente troppo.

Sorgente: Allarme a Roma: dopo le capre e i cinghiali arrivano i renziani

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