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Trump, una gaffe navale sulla rotta di collisione con la Nord Corea. Portaerei Usa verso l’Australia

NEW YORK – Era il simbolo della nuova determinazione della Casa Bianca contro la Corea del Nord. Una squadra navale capitanata dalla portaerei Carl Vinson che faceva senza indugi rotta verso la penisola per chiarire a Pyongyang che Donald Trump fa sul

serio, un deterrente contro la minaccia degli arsenali nucleari del regime pronta se necessario a colpire. Peccato per un piccolo errore, di rotta: la squadra navale sbandierata dall’Amministrazione come in arrivo fin dalla scorsa settimana aveva in realtà la prua rivolta in direzione esattamente opposta, viaggiava a pieni giri non verso il Mar del Giappone e la Corea bensì verso… l’Australia.

Il grave errore e conseguente altrettanto grave imbarazzo è stato portato alla luce dal New York Times. Risultato di un misto di fretta, scarsa esperienza, parziali e incomprese informazioni, canali di comunicazione poco fluidi tra Pentagono e Casa Bianca. Ma le ripercussioni sono pesanti: l’azione faceva parte integrante di una escalation di pressioni su Pyongyang dopo i recenti test missilistici. E non si riflette positivamente sulla credibilità dell’Amministrazione quando in gioco sono decisioni militari o di grande influenza geopolitica.

La Vinson e gli altri quattro vascelli, tutt’altro che sotto ordine di far rotta verso la Corea, si stavano dirigendo verso un appuntamento a ben 3.500 miglia di distanza. La loro missione: esercitazioni con la flotta australiana.

Prova: una foto diramata lunedì dallo stesso Pentagono che le mostrava tranquillamente passare tra Giava e Sumatra sabato, ovvero ben quattro giorni dopo che il portavoce di Trump aveva dato conto della sua urgente missione nel Mar del Giappone come già effettiva e in corso. Ora la Vinson e la sua squadra stanno facendo rotta per davvero sulla Corea, ma ci arriveranno con assai più calma, solo la prossima settimana.

Trump nei giorni scorsi era già incorso in un’altra gaffe bellica. In una intervista televisiva aveva detto di aver lanciato decine di missili verso l’Iraq, anziché in Siria.

Sorgente: Il Sole 24 ORE

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