Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

.

SOSTANZIALE O APPARENTE?

 

 

Di giandiego

Vi è una grandissima differenza fra la democrazia sostanziale e quella apparente. Nel nostro paese ed in Europa, sull’esempio tristanzuolo e strumentale di quello che viene definito blocco occidentale ed in ultima analisi delle pseudo-democrazie anglo-sassoni-calviniste ormai al potere nel primo mondo da sin troppi anni, esiste tragicamente evidente un problema di democrazia negata.

È imbarazzante e grottesco come questo avvenga in un substrato di liberalismo vincente, muri crollati e ricostruiti. In un’oggettiva situazione di mancanza di reali oppositori, in assenza di qualsiasi proposta o visione alternativa, che non venga liquidata e trattata come “stato carogna”. Eppure avviene la Democrazia Liberale novecentesca, si avviluppa su se sé stessa, come un grumo verminoso che si cannibalizza.

La democrazia, tanto decantata e svenduta su tutte le piazze a prezzi stracciati, esportata in kit di montaggio, quasi fosse un prodotto di grande successo, rinnega sé stessa, travestendosi con i propri stessi vestiti indossati a casaccio, mantenendo rituali ed apparenze, ma svuotandosi della propria caratteristica fondamentale e cioè della partecipazione e del controllo dal basso.

Si badi non si sta parlando di socialismo, che lo scrivente predilige nettamente, ma di democrazia liberale, di illuminismo.

Di quella Liberte, Egalite, Fraternite con cui ci hanno riempito la testa nella scuola dell’obbligo, mitigata e correta, a parer loro, da un conservatorismo bonario in stile Old London.

Quella cosa su cui tutti pare convergano in una gara spasmodica alla conquista del centro.

Democrazia Apparente!

Che chiama periodicamente i popoli alle elezioni, privandole però, al medesimo tempo con complessi ed alchemici sistemi elettorali, di qualsiasi influenza reale.

Che elabora complicati meccanismi di democrazia diretta di cui non ha alcun rispetto.

Che esporta in armi una idea stereotipata di libertà, ma usa l’ipnosi per controllare i propri popoli. Che affida i governi delle proprie nazioni o peggio delle federazioni di stati a banchieri e cooptati … o peggio imbandisce un gigantesco, inutile, costosissimo happening per affidare il potere ad uomo voluto, nutrito e creato dalle major e dai poteri più occulti e terribili di questo pianeta. Democrazia apparente, ci circonda, come i vestiti a festa e le grosse auto potenti da esibire come status symbol la domenica andando alla messa.

Venendo dalle nostre parti di questa fenomenologia fanno parte i partiti di proprietà siano essi palesi come Forza Italia o travestiti ed occultati, d’alternativa e “nuovi contenuti” come M5S, ma egualmente negazione evidente e palese di qualsiasi forma accettabile di democrazia interna.

Legati a regole d’apparenza, anche molto complesse a costruzioni vuote che portano i fruitori del prodotto a girare eternamente su sé stessi, fra regolamenti arbitrari, ostacoli oggettivi, e regole proprietarie indiscutibili ma di seconda fila, specchietti per allodole e falsi richiami.

Non solo loro sono la conseguenza di questo stato di cose.

Esistono i vecchi partiti, quelli nati più o meno in modo diretto dalla Resistenza.

Anche se ormai di quei partiti non vi è più traccia da tempo, essi vengono però, costantemente richiamati ad attestazione di autenticità (spesso con strafalcioni e grossolanità storiche da brividi).

Quelli che vengono definiti, un poco arbitrariamente, i partiti storici, costituzionali, ma che asarebbe più corretto definire i loro derivati degenerati.

Questi ultimi, costantemente alla ricerca di nuove sigle, sostanzialmente il PD ed i suoi derivati più o meno di sinistra, sono oggi foderati di cooptati, chiamati direttamente dai leader interni.

Formati da segreterie precostituite, con elaborate alchimie, fatte di tessere false e clientele verissime,

Senza regole reali, senza statuti che non siano carta vecchia e sgualcita, scritta e rielaborata da avvocati specializzati in furberie e trangugia e divora.

La Democrazia Sostanziale è altro, essa è composta e di regole certe, condivise e rispettate. Di garanzie precise e forti per le minoranze interne e del reciproco rispetto fra maggioranze e minoranze.

Non è oggetto di competizione, ma territorio di controllo e di realizzazione.

Il controllo dal basso è una sua regola ferrea. La partecipazione un obbiettivo perseguito con tenacia e dichiarato. La realizzazione di momenti di democrazia diretta, garantita e tutelata, ma soprattutto realizzata e posta a fondamento.

Ed ancora non sto parlando di Socialismo, dove esiste anche la coscienza di una differenza classista da appianare, di un egalitarismo sostanziale da raggiungere, di una circolarità ed orizzontalità poste a fondamento … sin qui ho descritto la democrazia liberale, lo ribadisco.

Muoversi però nel senso della realizzazione della Democrazia Sostanziale è utile all’affermazione del Socialismo e ne è tappa fondamentale.

In questo senso è importante sgombrare il campo da illusioni e falsi richiami, da inganni perpetrati con astuzia e malevolenza. Da inutili e dannose negazioni della struttura democratica e della sua organizzazione sugli altari di una pretesa “liberazione dalla dittatura della politica e dei politici”, dai falsi obbiettivi che conseguono da questa affermazione.

Essi sono finalità strumentali, che accarezzando il luogo comune e il qualunquismo naturale dell’ignoranza e della supponenza, nutrendo l’ego ed impossessandosi di linguaggi d’alternativa in un equilibrismo da esperti di marketing portano le grandi masse verso un “consenso di fatto” al sistema ed a quella che il potere chiama “democrazia occidentale”.

La Democrazia Sostanziale è, per sua natura, fortemente partecipata e quindi complessa, composita e faticosa, ma il premio che promette è la Libertà, quella vera, che libera il pensiero, l’opinione,la stampa e l’informazione, che realizza la legge uguale per tutti. Che ci consegna la certezza della pena e la misericordia nella punizione. Che allontana l’arbitrio e l’abuso di potere, mitigando il ruolo degli eserciti e delle polizie. Che tende per sua natura alla ridistribuzione, all’equità, che premette il vivente alle regole di mercato. Che parte in buona sostanza dall’uomo.

In quello spirito illuminista e neo classico che ne caratterizza lesue radici storico filosofiche

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

adv