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Scoperta cellula neonazista a La Spezia, Perquisizioni dall’alba e sei arresti | Il Secolo XIX

La Spezia – Dalle prime ore di questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di La Spezia stanno eseguendo perquisizioni dalle prime ore del mattino e per tre indagati è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza con il divieto di allontanamento dall’abitazione nelle ore notturne.

Tutti di nazionalità italiana, sono ritenuti responsabili dei reati di «associazione finalizzata all’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici e nazionali» ed a vario titolo anche per reati di danneggiamento e danneggiamento seguito da incendio aggravati.

Il gruppo, secondo i carabinieri, organizzava ronde illegali “punitive”, nei confronti di cittadini extracomunitari, e in alcune circostanze ha appiccato il fuoco a raccoglitori di indumenti usati della Caritas diocesana della Spezia e a un macchinario di una cava.

Il gruppo aveva anche una base logistica: una roulotte parcheggiata in una zona boschiva di Follo (La Spezia), dove i carabinieri hanno trovato istruzioni per fabbricare ordigni rudimentali, realizzabili con componenti di uso comune normalmente in vendita.

Le indagini hanno consentito di individuare l’esistenza e l’attività di un gruppo clandestino, denominato “Autonomi NS La Spezia” composto da militanti della frangia più oltranzista dell’estrema destra riconducibili all’area naziskin. Per farsi propaganda affiggevano nelle vie cittadine simboli nazisti e imbrattavano targhe e iscrizioni commemorative della Resistenza e della lotta antifascista

L’indagine, denominata “Aurora” e coordinata dal Procuratore capo Antonio Patrono, ha preso avvio nel maggio dello scorso anno, a seguito delle denunce presentate ai carabinieri per l’imbrattamento con svastiche e simboli nazisti, all’esterno della locale sede del Partito democratico.

Una prima perquisizione a distanza di pochi giorni a carico di noti militanti dell’ultradestra locale aveva portato al ritrovamento di armi bianche, materiale documentale e informatico di chiara ispirazione nazista.

I messaggi: «Si va a caccia di negri»

«Si va a caccia di negri e antifa». Così i militanti del gruppo neonazista sgominato dai carabinieri della Spezia si incitavano nel gruppo WhatsApp creato ad hoc per attirare proseliti e pianificare i blitz. È quanto si legge nell’ordinanza con cui il giudice ha indagato sei persone, tre delle quali sottoposte a obbligo di dimora nel comune di residenza. «È giunto il momento delle spedizioni punitive in questa città», scrive un militante, mentre uno degli indagati va oltre, spiegando che «bisogna costruire il terreno per un colpo di stato». Nel mirino anche la Caritas, colpevole secondo i militanti di non aiutare più gli italiani per dedicarsi al sostegno degli immigrati, da qui gli incendi ai raccoglitori di indumenti dell’associazione ecclesiale.

Paita: «Episodio allarmante»

Una cosa del genere “sarebbe grave ovunque fosse accaduto – ha scritto in una nota Raffaella Paita, capogruppo pd in Consiglio regionale commentando l’aggregazione di neonazisti -. Ma che questo gruppo aggregato sulla base di intolleranza e violenza si sia organizzato fino a spingersi all’azione in una città insignita della medaglia d’argento per la Resistenza che fa parte di una Provincia medaglia d’oro per la Resistenza, rende tutto ancora più allarmante”. Paita invita alla riflessione “sul fatto che quando una certa politica continua a esasperare il clima attaccando minoranze, immigrati, stranieri extracomunitari è molto più facile dimenticare il passato creando le condizioni perfette per fare crescere paura e intolleranza. Con responsabilità occorre abbassare i toni della discussione e isolare le frange pericolose”. Il candidato sindaco alla Spezia per il Pd Paolo Manfredini ha annunciato per sabato prossimo “una grande manifestazione aperta a tutte le forze del Centrosinistra, movimenti e associazioni”.

guarda il video cliccando il link sotto riportato

Sorgente: Perquisizioni all’alba – Scoperta cellula neonazista a La Spezia, Perquisizioni dall’alba e sei arresti | Liguria | La Spezia | Il Secolo XIX

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