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Scontro Merkel-Netanyahu sulle Ong. A Gaza è conflitto aperto Anp-Hamas – nena-news.it

nena-news.it/ – La cancelliera tedesca ha difeso la decisione del suo ministro degli esteri di incontrare le ong pacifiste contestata dal premier israeliano.

Oggi sciopero generale nei Territori a sostegno dei detenuti palestinesi. Domani “Giorno della rabbia”. Intanto l’Anp non pagherà più il costo dell’elettricità che Israele fornisce a Gaza.

ORE 13.30 MASSICCIA ADESIONE ALLO SCIOPERO GENERALE A SOSTEGNO DEI DETENUTI PALESTINESI

Negozi chiusi e attività lavorative ferme in tutte le città palestinesi della Cisgiordania e a Gerusalemme Est per lo sciopero generale proclamato dal partito Fatah a sostegno del digiuno di protesta organizzato da Marwan Barghouti e attuato da dieci giorni da oltre 1500 palestinesi detenuti in Israele. I prigionieri chiedono migliori condizioni di vita e la possibilità di poter incontrare i familiari con maggiore frequenza.

Le immagini trasmesse dalle televisioni locali mostrano centri abitati semideserti e lo stop completo delle attività commerciali. Per domani Fatah chiede ai palestinesi di attuare una “giornata di rabbia” contro l’occupazione israeliana.

ORE 12 DEPUTATO HAMAS: ABU MAZEN MERITA L’IMPICCAGIONE

Un parlamentare di Hamas, Marwan Abu Ras, in un comizio pubblico ha detto che ”(il presidente palestinese) Abu Mazen dovrebbe essere processato a Gaza ed impiccato di fronte al popolo…Si tratta del maggiore traditore della causa palestinese”  Nei giorni scorsi, in dimostrazioni organizzate da Hamas in alcune localita’ della Striscia, i dimostranti hanno dato alle fiamme effigi del presidente palestinese.

ORE 11.

ANP ANNUNCIA CHE NON PAGHERA’ PIU’ A ISRAELE L’ELETTRICITA’ CHE FORNISCE A GAZA

L’Autorità nazionale palestinese (Anp) ha comunicato ad Israele che smetterà di coprire il costo dell’elettricità che lo Stato ebraico fornisce a Gaza sotto il controllo di Hamas. La decisione rientra nello scontro riesploso nelle ultime settimane tra il presidente palestinese Abu Mazen e il movimento islamico. Ieri sera il Comitato centrale di Fatah, il partito di Abu Mazen, riunitosi a Ramallah, ha duramente criticato Hamas che aveva respinto l’ultimo tentativo di raggiungere un’intesa per l’estensione del controllo del governo palestinese su Gaza dal 2007 sotto l’autorità degli islamisti.

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di Michele Giorgio – Il Manifesto

Gerusalemme, 27 aprile 2017, Nena News – L’alleanza e i rapporti diplomatici strettissimi tra la Germania e Israele non hanno impedito ad Angela Merkel di difendere un diritto che il suo Paese ritiene di avere: quello di ascoltare voci diverse su di un conflitto, quello israelo-palestinese, con il quale il Medio Oriente e il resto del mondo fanno i conti da decenni.

Ieri la cancelliera ha espresso rammarico per la cancellazione, due giorni fa, del colloquio con il ministro degli esteri Sigmar Gabriel decisa dal premier Netanyahu in reazione alla decisione del capo della diplomazia tedesca di incontrare i rappresentanti di ong israeliane che condannano l’occupazione militare dei territori palestinesi.

«Siamo dell’idea che in un Paese democratico debba essere possibile, come lo è stato spesso anche in passato, incontrare anche delle ong critiche, senza che ciò abbia simili conseguenze», ha detto il portavoce del governo tedesco ricordando che anche nel programma delle visite all’estero di Merkel ci sono regolarmente dei colloqui con ong e rappresentanti della società civile.

«Tutto ciò non modifica l’enorme importanza delle nostre relazioni con Israele», ha aggiunto il portavoce con il proposito di allentare la tensione e smentire che la vicenda abbia messo in crisi i rapporti tra Germania e Israele.

Netanyahu comunque non fa passi indietro. Il premier, con l’appoggio totale della destra e di buona parte dei suoi ministri, ribadisce che non avrà incontri con quei diplomatici e ministri stranieri che vedranno le ong israeliane che a suo dire rivolgono accuse «infondate» alle forze armate.

«La mia politica è chiara – dice Netanyahu – nessun incontro con chi visita Israele e vede organizzazioni che diffamano i soldati dello Stato ebraico come criminali». Ong che riaffermano la volontà di continuare l’attività di denuncia degli abusi a danno dei civili palestinesi, dei crimini di guerra e delle violazioni dei diritti umani.

Martedì sera a Herzliya, dopo l’incontro con il ministro degli esteri tedesco Gabriel, hanno diffuso un comunicato congiunto. «La società civile – scrivono Breaking the silence, B’Tselem e Peace Now – non accetta ordini nè intende piegarsi alle pressioni. Ci opporremo alle ingiustizie dell’occupazione fino a che questa diventerà una cosa del passato».

Le polemiche tra Israele e la Germania, di fatto sul riconoscimento come interlocutori legittimi dei rappresentanti delle ong non allineate alle posizioni del governo Netanyahu, sono esplose proprio nei giorni in cui nei Territori occupati si vivono fasi di forte intensità politica conseguenti al digiuno che attuano nelle carceri israeliane oltre 1500 prigionieri palestinesi, guidati dal leader di Fatah Marwan Barghouti, per ottenere migliori condizioni di vita.

La protesta è giunta al decimo giorno e nelle strade delle città della Cisgiordania si moltiplicano raduni e manifestazioni a suo sostegno. Oggi, proclamato dal partito Fatah, è previsto uno sciopero generale al quale hanno aderito diverse categorie di lavoratori mentre i commercianti hanno fatto sapere che terranno abbassate le saracinesche dei negozi.

Fatah chiama domani i palestinesi ad una “giornata della rabbia” contro gli occupanti israeliani.

Da parte loro le famiglie degli incarcerati manifestano una crescente preoccupazione con il diffondersi di notizie sullo stato di salute precario di diversi detenuti – tra questi Ibrahim Abu Mustafa,  Riyad al Omur, Kamal Abu Waar, Nael Shahin – ora ricoverati nelle infermerie delle prigioni.

«Mio cugino Rafat fa il digiuno in carcere nella prigione di Nafha e, nonostante sia fisicamente molto debole, gli israeliani lo costringono a spostamenti e a compiere sforzi senza alcun motivo», raccontava altro giorno un giovane palestinese al presidio permanente per i detenuti sulla piazza della Mangiatoia a Betlemme.

Proprio a Nafha, secondo quanto la denuncia delle associazioni a difesa dei prigionieri politici, le guardie carcerarie israeliane avrebbe compiuto due giorni fa un raid nella sezione 14, facendo anche uso dei lacrimogeni.

Oggi aderiranno allo sciopero della fame gruppi di detenuti del Fronte democratico (Fdlp) tra i quali Samer Issawi, noto che qualche anno fa per un lunghissimo digiuno di protesta contro la sua “detenzione amministrativa”, ossia senza processo.

Sorgente: Scontro Merkel-Netanyahu sulle Ong. A Gaza è conflitto aperto Anp-Hamas

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