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“I responsabili delle nazioni fermino il dilagare dei conflitti” – lastampa.it/vaticaninsider/ita

lastampa.it/vaticaninsider/ita – “I responsabili delle nazioni fermino il dilagare dei conflitti”. L’Urbi et Orbi pasquale di Papa Francesco: «Il Signore risorto doni loro il coraggio di fermare il traffico delle armi». Il ricordo per la Siria, il Medio Oriente, l’Africa e l’America Latina. Appello per il lavoro dei giovani in Europa – andrea tornielli

città del vaticano – «Nelle complesse talvolta drammatiche vicende dei popoli, il Signore risorto guidi i passi di chi cerca giustizia e pace e doni ai responsabili delle nazioni il coraggio di evitare il dilagare dei conflitti e di fermare il traffico delle armi».
Dalla loggia centrale della basilica di San Pietro Papa Francesco pronuncia il suo messaggio di Pasqua Urbi et Orbi, alla città di Roma e al mondo, in un momento in cui si addensano ulteriori nubi di guerra.

C’è la tensione sempre più alta fra la Corea del Nord e gli Stati Uniti, venti di guerra che si aggiungono alle guerre già dolorosamente combattute, come quella in Siria, dove non si contano più le vittime innocenti. Ma anche i tanti conflitti dimenticati, come le guerre civili in Africa e quelli in America Latina.

«Oggi in tutto il mondo – ha detto il Papa – la Chiesa rinnova l’annuncio pieno di meraviglia dei primi discepoli, Gesù è risorto, è veramente risorto come aveva predetto…! Con la sua resurrezione Gesù Cristo ci ha liberati dalla schiavitù del peccato e della morte. Tutti noi quando ci lasciamo dominare dal peccato perdiamo la strada buona e andiamo errando come pecore smarrite, ma Dio stesso il nostro pastore è venuto a cercarci e per salvare noi si è abbassato fino all’umiliazione della croce»

«Il Pastore risorto – ha detto il Papa – non si stanca di cercare noi suoi fratelli smarriti nei deserti del mondo, e con i segni della Passione ci attira sulla sua via, la via della vita. Anche oggi egli prende sulle sue spalle tanti nostri fratelli e sorelle oppressi dal male nelle sue diverse forme».

Il Pastore risorto, ha detto Francesco, «va a cercare chi è smarrito nei labirinti della solitudine e dell’emarginazione», e lo fa attraverso i volti e la vicinanza di fratelli e sorelle che vanno loro incontro. «Si fa carico di quanti sono vittime di antiche e nuove schiavitù – ha aggiunto – lavori disumani, traffici illeciti, sfruttamento e discriminazione», come anche «gravi dipendenze».

Bergoglio ha ricordato quindi i bambini e gli adolescenti che «vengono privati della loro spensieratezza» dai conflitti, e anche «chi subisce violenza dentro le mura della propria casa». Il Pastore risorto «si fa compagno di strada da quanti sono costretti a lasciare la propria terra» a causa delle guerre, degli attacchi terroristici, delle carestie.

«Nelle complesse talvolta drammatiche vicende dei popoli, il Signore risorto guidi i passi di chi cerca giustizia e pace e doni ai responsabili delle nazioni il coraggio di fermare dilagare dei conflitti e di fermare il traffico delle armi». In questi tempi «in modo particolare sostenga gli sforzi a quanti portano sollievo e conforto alla popolazione in Siria, vittima di una guerra che non cessa di seminare terrore e morte». Il Papa ha staccato gli occhi da testo, ricordando l’ultimo tremendo attacco di ieri, l’autobomba che ha provocato oltre cento vittime tra i civili in fuga da Aleppo.

Il Pastore risorto, «doni pace a tutto il Medio Oriente a partire dalla Terra Santa come pure in Iraq e nello Yemen». Poi il Papa ha invocato la vicinanza del risorto alle popolazioni «del Sudan, del Sud Sudan e della Repubblica Democratica del Congo», dove i conflitti sono «aggravati dalla gravissima carestia» che sta colpendo alcune regioni dell’Africa».

Il Risorto, «sostenga gli sforzi di quanti si impegnano a garantire il bene comune delle società in America Latina segnati da conflitti sociali sfociati talvolta in violenza». Il Papa invoca la «lotta contro al piaga della corruzione» e auspica la «ricerca di soluzioni pacifiche per il consolidamento delle istituzioni democratiche». Francesco ha poi ricordato l’Ucraina «ancora afflitta da un sanguinoso conflitto» chiedendo che Dio «accompagni le iniziative volte ad alleviare i drammi» subiti.

Poi un appello preciso all’Europa. Il Pastore risorto «doni speranza a quanti attraversano momenti di crisi e di difficoltà, specialmente a causa della grande mancanza di lavoro, soprattutto per i giovani».

«Cari fratelli e sorelle – ha concluso Francesco – quest’anno come cristiani di ogni confessione celebriamo insieme la Pasqua. Risuona così a una sola voce in ogni parte della terra l’annuncio più bello, il Signore è veramente risorto come aveva predetto! Egli doni pace ai nostri giorni!».

Sorgente: “I responsabili delle nazioni fermino il dilagare dei conflitti” – La Stampa

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