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Rai, lettera del governo: no al tetto per stipendi artisti

Nella lettera inviata stamane dal sottosegretario al Mise, Antonello Giacomelli, a presidente e dg Rai, in risposta ad una richiesta di una “interpretazione puntuale” avanzata dalla stessa Rai, il ministero di Via Veneto sottolinea che il parere dell’Avvocatura dello Stato (che infatti viene allegato) “conferma la piena legitimità della tesi che non include nel perimentro di applicazione del limite i contratti caratterizzati da prestazioni di natura artistica”.Poi aggiunge però: “Detto quindi che il parere dell’Avvocatura risolve il tema da voi sollevato, preme ribadire ancora una volta che questo non esonera gli organi di Rai dal dovere, richiamato anche dalle norme della legge 220/2015, di individuare, in un organico piano, criteri e paramentri per la corretta e chiara individuazione dei ‘contratti con prestazione di natura artistica’, dei meccanismi di determinazione della loro retribuzione e del loro valore in relazione agli obiettivi del piano editoriale”.Il Mise evidenzia che “la stessa Avvocatura, infatti, in conclusione del parere, sottolinea che ‘si intende che nei casi concreti spetterà ai competenti organi gestionali della concessionaria (quindi il Cda Rai, ndr.) valutare, nella propria autonoma responsabilità, se la prestazione abbia effettivamente natura artistica”.E invita la Rai alla stesura in tempi brevi di criteri precisi sul tema: “Appare quindi necessaria, considerato anche il tempo trascorso – si legge infatti nelal lettera di Giacomelli – la sollecita definizione ed approvazione di organici criteri indispensabili sia per indirizzare i processi di gestione in un contesto strategico che per rispondere alla diffusa esigenza di render chiaro il senso ed il valore delle singole scelte”.”Insieme al piano industriale, al piano editoriale, agli indirizzi per la politica finanziaria e per quella del personale, questo piano concorrerà a formare il ‘quadro di piani e direttive’ a cui secondo l’ordinamento la gestione deve far riferimento nella propria azione”, conclude.FRECCERO – “Voglio dire grazie di cuore al sottosegretario Giacomelli e al governo, in fondo non sono così maleducato come pensano. Dico grazie perché la lettera del Mise salva i palinsesti del prossimo autunno e ci consente finalmente di approvare il piano di produzione 2017 che era fermo”. Lo afferma all’Adnkronos il consigliere d’amministrazione della Rai, Carlo Freccero, commentando la lettere inviata oggi dal Mise ai vertici della Rai sul tetto ai compensi per gli artisti.”Occorre che questa lettera sia discussa con gli avvocati – chiarisce Freccero – per trovare una definizione giuridica su cosa significhi prestazione artistica in modo da ricavarne un codice di autoregolamentazione. Non è certo un lavoro che si può consumare in due giorni, ma i palinsesti dell’autunno sono salvi.

Sorgente: Rai, lettera del governo: no al tetto per stipendi artisti

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