Primarie PD, affluenza: alle 17 ha votato un milione e mezzo di persone – Rai News

30 Aprile 2017 0 Di ken sharo

30 aprile 2017

30 aprile 2017 Alle 17.00 l’affluenza ai seggi delle primarie del PD è risultata essere di 1.493.751 cittadini. Ancora grazie a tutti coloro che hanno partecipato e a quanti fino alle ore 20.00 con il loro voto contribuiranno al successo delle primarie. Ringraziamo ancora una volta gli oltre 80mila volontari che stanno rendendo possibile questo importantissimo evento di partecipazione democratica. “Stato d’animo? Contenti, una grande festa della democrazia”. Così Matteo Renzi parlando con i giornalisti dopo aver votato. E prosegue: “Sono ottimi dati, se continuassero così saremmo decisamente superiori alle previsioni – ha commentato Renzi – Dati che sono in linea con i messaggi che mi arrivano da altre parti d’Italia, a Roma ad esempio l’affluenza è molto alta, ma lì c’è il derby”. E a chi gli ha chiesto di fare un augurio di pronta a guarigione a Silvio Berlusconi, Renzi ha replicato: “Glieli abbiamo già fatti ieri”. Uno dei candidati alla segreteria, Michele Emiliano, dopo l’appello su Fb a vigilare sulla correttezza delle operazioni di voto, ha spiegato ai cronisti: “Alcuni miei sostenitori hanno verificato che fuori dai seggi ci potevano essere delle irregolarità, e soprattutto che non si stavano rilasciando le ricevute”. “Poi – ha precisato Emiliano – hanno verificato che questa sarebbe stata una violazione gravissima del regolamento e quindi adesso le stanno rilasciando”. Dopo aver votato, infatti, Emiliano ha mostrato la sua ricevuta per avere versato un contributo volontario di 50 euro. Parlando con i giornalisti, Emiliano ha poi sottolineato che “il Partito democratico della Puglia, che ho avuto l’onore di dirigere per tanti anni, è una stupenda realtà nella quale il lavoro volontario prevale su ogni altra cosa”. “E’ la gratuità dell’impegno di ciascuno – ha concluso – la misura della bellezza di questo partito”. Andrea Orlando dopo aver votato invece ha spiegato: “Un buon risultato per me sarebbe già una buona affluenza al voto, ma voglio vincere”. Dal Guardasigilli anche una risposta a Matteo Renzi che chiede lealtà a chi vincerà oggi. “Sono convinto che nel partito bisogna stare insieme, lavorando insieme. Renzi sa cosa vuol dire essere minoranza – ha sottolineato Orlando – Io, qualora dovessi essere in minoranza, sicuramente sarò meno polemico di quando Renzi era in minoranza. Ma sarò in maggioranza – ha detto il ministro – e penso di poter contare sull’aiuto di Renzi”. Di successo di affluenza alle primarie parla anche il ministro dello Sport, Luca Lotti da Facebook: “L’immagine di tante persone ai gazebo e nei circoli è bellissima: il migliore incoraggiamento per andare avanti e aumentare il nostro impegno. Perché è l’immagine di un partito che, in mezzo a mille difficoltà, è tuttora l’unico che consente un vero e proprio processo di partecipazione democratica e trasparente. Il popolo del Partito Democratico oggi sta rispondendo nel migliore dei modi a chi mette in discussione la sua autenticità e la sua passione: andando a votare, a dire la sua. Penso che oggi sia davvero una bella pagina di democrazia per il nostro Paese”. La polemica di Grillo e la ‘democrazia dei clic’ “La democrazia non è questione di clic, di code ai seggi, di alzate di mano o di schede su cui segnare una croce. La democrazia è questione di consentire a tutti i cittadini di informarsi, di esprimere la propria opinione e di rendere effettiva la decisione collettiva. Come questo debba essere fatto: se online, ai seggi o tramite alzata di mano è un problema strumentale. Grazie alla tecnologia oggi è possibile votare online, un sistema molto più comodo rispetto a quello dei seggi fisici. E’ completamente insensata la polemica sulla ‘democrazia dei clic’ che sarebbe inferiore alla ‘democrazia delle schede di carta’ di cui si fanno promotori il Pd, gli altri partiti del ‘900 e tutti i giornaloni. Nasconde una visione antistorica, antitecnologica, orientata al passato piuttosto che al futuro e anche un po’ feticista”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog. “Per dare un minimo di senso alle loro primarie a pagamento le mettono a paragone con il MoVimento 5 Stelle. Renzi si scaglia contro quelli che decidono ‘tutto con un clic’, Giachetti esalta le code ai seggi per votare contro i clic, Zanda parla a vanvera di ‘dittatura dei clic’. Non spiegano però perchè il voto al seggio sarebbe meglio del voto online ovunque tu sia tramite smartphone o pc”. Mirabelli: caro Grillo a noi piace democrazia in cui si sa chi vota La replica del Pd: “Caro Grillo a noi piace la democrazia in cui si sa chi vota, come si paga l’organizzazione e chi vince vince”. Così il senatore Pd Franco Mirabelli risponde su Twitter al garante del M5S. Pd: Grillo è nervoso perché partito di popolo “Caro Grillo – dichiara inoltre la vice capogruppo Pd alla Camera Silvia Fregolent – se non riesci a capire la differenza tra un clic e la partecipazione in carne e ossa di centinaia di migliaia di persone, il problema è solo tuo. Capisco che ti innervosisca vedere che il Pd è forte e legato al popolo. Inoltre, tu accetti solo i click che ti piacciono. Lascia perdere questi attacchi, noi la democrazia l’abbiamo nel sangue”. “Da una parte – aggiunge il senatore Andrea Marcucci – milioni di italiani, dall’altra qualche centinaia. Come fa Grillo anche solo a paragonare le primarie del Pd con i suoi pochi clic?”

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