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Più condanne, meno esecuzioni – nigrizia.it

nigrizia.it – Più condanne, meno esecuzioni. Meno esecuzioni capitali nel mondo, ma più condanne a morte: in estrema sintesi è questo il dato che emerge nel rapporto di Amnesty International sulla pena di morte nel 2016.  –  di Anna Jannello

Almeno 1032 persone sono state giustiziate – 602 in meno rispetto al 2015 – in 23 paesi, Cina esclusa, dove i dati sulle esecuzioni sono considerati segreto di stato.

Il 55 per cento delle esecuzioni è avvenuto in Iran, che insieme ad Arabia Saudita, Iraq e Pakistan ha eseguito l’87 per cento di tutte le sentenze capitali lo scorso anno. Per la prima volta dal 2006, gli Stati Uniti d’America non compaiono tra i primi cinque esecutori mondiali.

Un aumento importante si è invece registrato nelle condanne a morte: il rapporto di Amnesty International riporta 3.117 sentenze capitali emesse in 55 paesi nel 2016. Erano state 1.998 nel 2015, 2.466 nel 2014.

I paesi dell’Africa subsahariana riflettono il trend mondiale: dimezzate le esecuzioni (22 rispetto alle 43 del 2015) ma cresciute del 145 per cento le condanne a morte, almeno 1086 in 17 paesi contro le 443 del 2015 in 21 paesi.

La Somalia, da sola, ha giustiziato 14 persone: sette di queste esecuzioni sono state compiute sotto l’autorità del governo federale della Somalia, sei nello stato del Somaliland e una nello stato del Puntland. In totale sono state emesse 60 condanne a morte e almeno 100 persone erano detenute nel braccio della morte a fine 2016.

In Nigeria tre persone sono state messe a morte nel carcere di Benin City, capitale dello stato di Edo, le prime esecuzioni dal 2013. Secondo le informazioni fornite dal Servizio nigeriano delle prigioni, 527 persone sono state condannate a morte nel 2016 e 1.979 prigionieri si trovavano nel braccio della morte alla fine dell’anno scorso. Il forte incremento di questi dati è in gran parte dovuto alla particolare situazione del paese, impegnato nella lotta contro Boko Haram.

In Camerun le informazioni pervenute ad Amnesty International parlano di almeno 160 sentenze capitali comminate nel 2016 da tribunali militari nella città di Maroua, nel nord del paese. In Zambia, dove è in vigore una moratoria sulle esecuzioni dal 1997, l’Alta corta ha condannato a morte 101 persone nel corso del 2016 e alla fine dell’anno 157 persone risultavano detenute nel braccio della morte.

Ancora alto il numero di prigionieri nel braccio della morte anche in Tanzania (491), Uganda (208), Ghana (148), paesi dove non è stata effettuata nessuna esecuzione capitale.

Nel 2016 non sono state eseguite sentenze capitali nella Repubblica Democratica del Congo, ma le corti penali hanno condannato a morte almeno 93 persone per reati come rapimento, estorsione e associazione a delinquere, omicidio, “terrorismo” e crimini contro l’umanità.

Nel corso del 2016 la Guinea ha abolito la pena di morte per i reati ordinari, ma il Codice militare di giustizia continua a prevederla per reati eccezionali. Completamente cancellata per ogni tipo di reato invece la pena di morte in Benin: lo ha deciso la Corte costituzionale il 21 gennaio scorso.

Leggi il rapporto 2016

Sorgente: Più condanne, meno esecuzioni – nigrizia.it

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