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Papa: “Su Regeni mi sono mosso, caso mi preoccupa. Rischi guerra atomica? Fermiamoci, sì negoziati” – Rai News

“Sì, certi campi profughi come campi concentramento”

Riguardo al caso di Giulio Regeni “sono preoccupato: dalla Santa Sede mi sono mosso su questo tema, perché anche i genitori me lo hanno chiesto”. Così papa Francesco, durante il volo dall’Egitto, ha risposto alla domanda dei giornalisti se della vicenda avesse parlato col presidente Al-Sisi. “La Santa Sede si è mossa – ha detto -, non dirò come e dove, ma ci siamo mossi”. Del colloquio con Al-Sisi ha invece detto che “era privato, e per rispetto si deve mantenere la riservatezza. E’ riservato”. “Generalmente, quando parlo con un capo di Stato in dialogo privato, quello rimane privato – ha spiegato il Pontefice -. A meno che, di comune accordo, su un certo punto si decide di renderlo pubblico”. In Egitto, ha aggiunto “ho avuto quattro dialoghi, col grande imam di Al-Azhar, col presidente Al-Sisi, col patriarca copto ortodosso Tawadros e col patriarca copto cattolico Ibrahim. Credo che sia privato – ha concluso – e per rispetto si deve mantenere la riservatezza. E’ riservato”. Con populismi Ue a rischio,ma non dico chi votare “Una dimensione dei populismi” è che creano “un problema per l’Europa, un problema per l’Unione Europea”, ma “ogni Paese è libero di fare le scelte che ritiene convenienti davanti a questo”. Così il Papa, sul volo dal Cairo, ha risposto a una domanda su quelli che lui ha chiamato “populismi demagogici” e sul voto presidenziale in Francia. “Io non posso giudicare se una Paese fa questa scelta per un motivo o per un altro – ha aggiunto – perché non conosco la politica interna. E’ vero che l’Europa è in pericolo di sciogliersi”. “L’ho detto soavemente a Strasburgo – ha ricordato il Pontefice -, l’ho detto più forte al premio Carlo Magno, e l’ultima volta, per la celebrazione dei 60 anni dei Trattati di Roma, l’ho detto senza nuances. Dobbiamo meditare su questo, sull’importanza dell’Europa, che va dall’Atlantico aglio Urali”. “C’è un problema che spaventa l’Europa – ha sottolineato – e forse alimenta certi movimenti, ed è il problema dell’immigrazione. Ma non dimentichiamo che l’Europa è stata fatta dai migranti, secoli e secoli di migrazioni, siamo noi. Ma è un problema che si deve studiare bene, anche per rispettare le opinioni e la discussione politica. E parlo della grande politica, non della piccola politica di un Paese che alla fine finisce cadendo”. “Sulla Francia, dico la verità, non capisco la politica interna francese – ha proseguito -. Ho cercato di avere buoni rapporti, anche col presidente attuale: c’è stato un conflitto una volta, ma ho potuto parlare chiaramente sulle cose, rispettando le opinioni”. “Dei due candidati politici – ha aggiunto Bergoglio – non so la storia, non so da dove vengono. So che uno è rappresentante della destra forte, ma l’altro davvero non so da dove viene. Per questo non posso dare un’opinione chiara sulla Francia”. Il Papa, a proposito poi del voto dei cattolici, ha raccontato di quando una persona in in un raduno gli ha detto “‘ma perché non pensa alla politica?’. Cioè? ‘fare un partito dei cattolici!’ Questo signore è buono – ha commentato – ma vive nel secolo scorso”. Sì,certi campi profughi come campi concentramento “Non è stato un ‘lapsus linguae’. Ci sono campi di rifugiati che sono veri campi di concentramento. Qualcuno forse in Italia, e in altre parti. In Germania no”. Così papa Francesco, durante il volo di ritorno dall’Egitto, ha risposto a una domanda sul suo paragone tra i campi rifugiati e i campi di concentramento, che ha molto fatto discutere anche in Germania. “Si pensi alla gente chiusa in un campo, che non può uscire – ha detto -. Sono chiusi dentro”. “Il solo fatto di essere chiusi senza fare niente è come un lager. Ma niente a che vedere con la Germania”. Rischi guerra atomica? Fermiamoci, sì a negoziati I leader che hanno responsabilità in tema di possibili conflitti “io li chiamo e li chiamerò, come ho chiamato altri, a un lavoro per risolvere i problemi sulla strada della diplomazia”. Così papa Francesco, durante il volto di ritorno dall’Egitto, ha risposto a una domanda a proposito delle attuali minacce di guerra nucleare riguardanti la Corea del Nord. “Fermiamoci, cerchiamo una soluzione diplomatica – ha aggiunto – E penso che le Nazioni Unite abbiano il dovere di riprendere una leadership, che si è annacquata”. “Ci sono i facilitatori, tanti nel mondo, ci sono i mediatori, si offrono – ha detto il Papa -. Ci sono Paesi come la Norvegia, ad esempio. Nessuno può accusare la Norvegia di essere un Paese dittatoriale. E’ sempre pronta al lavoro di mediazione. Ma la strada è solo la strada del negoziato, della soluzione diplomatica”. “A proposito di questa guerra mondiale a pezzi, di cui parlo da due anni – ha proseguito -, i pezzi si sono allargati, e si sono concentrati, e sono caldi. I missili della Corea del Nord, da un anno lungo ci sono, ma adesso sembra che la cosa si è riscaldata troppo”. “Io chiamo sempre a risolvere il problema sulla strada diplomatica, con il negoziato – ha aggiunto -, perché si tratta del futuro dell’umanità. Oggi una guerra allargata distrugge non dico metà, ma buona parte dell’umanità. E della cultura. Sarebbe terribile. Credo che oggi l’umanità non sarebbe capace di sopportarlo”. Trump? Ricevo ogni capo di Stato mi chieda udienza “Io non sono stato ancora informato dalla Segreteria di Stato che sia stata fatta una richiesta, ma io ricevo ogni capo di Stato che chiede udienza”. Così papa Francesco, durante il volo di ritorno dall’Egitto, ha risposto alla domanda dei giornalisti se riceverà il presidente americano Donald Trump. Putin? bene che si parli di difesa dei cristiani in Mo “So che lo Stato russo parla della necessità di difendere i cristiani in Medio Oriente. E’ una cosa buona parlare di questo tipo di azione. Oggi ci sono più martiri che nei primi secoli in Medio Oriente”. Così papa Francesco, durante il volo di ritorno dall’Egitto, ha risposto a una domanda dei giornalisti su come siano i rapporti tra il Vaticano e la Russia, il cui presidente Putin sostiene la necessità di difendere i cristiani in Medio Oriente e in particolare in Siria. Io parlo dei valori, non mi immischio in politica Stati “Io non mi immischio. Io parlo dei valori: ognuno poi veda e giudichi se questo governo o questo Stato porta avanti quei valori”. Così papa Francesco, durante il volo di ritorno dall’Egitto, ha risposto ai giornalisti se certe sue affermazioni fatte al Cairo non potessero suonare come un sostegno al governo egiziano, nonostante le critiche cui è soggetto in tema di garanzie democratiche e rispetto dei diritti umani. “Io parlo di valori, di difesa della pace, di difesa dell’armonia dei popoli, di difesa dell’uguaglianza dei cittadini – ha affermato -. E anche in Egitto ho parlato di valori: se un governante difende l’uno o difende l’altro, questo è un altro problema”. “Ho fatto 18 viaggi – ha quindi ricordato -, si è sentito magari ‘il Papa va là ad appoggiare quel governo, e quel governo ha una sua debolezza, ha i suoi avversari politici…’, dicono una cosa o l’altra. Io non mi immischio, io parlo dei valori”. Egitto; vedere le Piramidi? Mi sarebbe piaciuto “Due miei assistenti, questa mattina alle sei, sono andati a vedere le Piramidi”. Lo ha detto papa Francesco rispondendo ai giornalisti durante il volo di ritorno dall’Egitto. E a lei sarebbe piaciuto? “Sì, mi sarebbe piaciuto”. Tutto quello che si può fare per Venezuela lo faremo “Tutto quello che si può fare per il Venezuela, Paese che io amo molto, si deve fare. E lo faremo”. Così papa Francesco, durante il volo di ritorno dall’Egitto, ha risposto a una domanda sulla situazione del Venezuela e se ci sarà e quale possa essere un’azione pacificatrice della Chiesa e del Vaticano. “Tempo fa – ha ricordato il Pontefice – c’è stata un’iniziativa presa dai quattro presidenti che stavano lavorando come facilitatori del dialogo, ma questa iniziativa purtroppo non è andata bene, è stata un insuccesso. Quindi la situazione è peggiorata”. “Adesso – ha proseguito – sono stato informato che si sta avviando un nuovo tentativo per facilitare il dialogo: credo che si stia cercando il luogo dove tenere i colloqui”. “Ma è necessario mettere delle condizioni – ha aggiunto -, perché senza precise condizioni si rischia un altro insuccesso. Il problema è che la stessa opposizione è divisa su questo, e quindi la cosa non facilita”.

Sorgente: Papa: “Su Regeni mi sono mosso, caso mi preoccupa. Rischi guerra atomica? Fermiamoci, sì negoziati” – Rai News

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