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Opere al Sud, il piano Delrio: addio al Ponte di Messina | Il Mattino

Sul Ponte di Messina nonostante gli ultimi annunci del governo c’è soltanto un rapido accenno nel Def per le infrastrutture. Tra l’altro presente soltanto nelle tabelle che accompagnano il Documento: nell’elenco delle opere ferroviarie si legge che è allo studio un «progetto di fattibilità finalizzato a verificare le possibili opzioni di attraversamento sia stabili che non stabili». Come dire che si potrebbe andare avanti anche con i traghetti da Villa San Giovanni a Messina.

Per certi aspetti non meno preoccupante è che tutti i progetti per il cargo si fermino all’aeroporto di Fiumicino. Si continua quindi a perseguire un modello di logistica, che già oggi esclude gli aeroporti del Mezzogiorno. Non a caso a Capodichino attualmente vengono mobilitate appena 10mila tonnellate di merci e al Fontanarossa di Catania non si va oltre le 6mila tonnellate.

Sotto il Liri Garigliano la mobilità è all’anno zero: Napoli, la migliore nel campo, può vantare meno di 10 chilometri di linee metropolitane contro le 26 di Milano; l’assenza di infrastrutture fa sì che il turismo locale generi soltanto il 13 per cento del giro d’affari nazionale. E se i porti meridionali hanno perso nell’ultimo triennio circa 4 milioni di tonnellate di merci soltanto nelle attività legate alle rinfuse solide a favore degli scali del centro nord, dagli aeroporti del Mezzogiorno il 66 per cento dei passeggeri si è mosso soltanto verso mete nazionali. Il motivo? I voli internazionali qui mancano.

Complice il gap tra i due quadranti del Paese, anche nel Def infrastrutturale alla quantità non segue la qualità. Nell’elenco di 119 interventi prioritari (valore 35 miliardi di euro) che il ministero delle Infrastrutture ha inserito nel testo il Sud è presente in quasi una settantina di essi. Singolarmente, oppure in progetti che riguardano tutto lo Stivale. Eppure, a ben guardare sono pochissimi quelli (come i potenziamenti delle statali sull’asse Salerno-Potenza-Matera-Bari) che hanno ottenuto un pieno via libera.

Proprio l’abbandono del Ponte sullo Stretto dimostra, però, che il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ha un approccio molto cauto e pratico sul tema infrastrutturale del Mezzogiorno. Nel Def le priorità per il Sud del dicastero di Porta Pia restano le grandi e storiche incompiute dell’area. Cioè portare l’alta velocità tra Napoli e Bari. Completare la velocizzazione sulla linea ferroviaria che collega Battipaglia a Reggio Calabria. Rendere la statale Jonica, forse quella più pericolosa d’Europa con un morto ogni dieci giorni, una strada degna di questo nome. Eppoi ci sono gli ultimi tasselli per quella che era l’incompiuta per eccellenza, la Salerno Reggio Calabria, oggi autostrada del Mediterraneo. Si tratta degli svincoli mancanti di Cosenza Nord e Cosenza Sud, ma soprattutto il piano per farne la prima Smart Road d’Europa. Entro un biennio le macchine in circolazione saranno in costante collegamento wifi con il concessionario (l’Anas), che nel breve termine dovrebbe dare informazioni continue sulla viabilità. Ma che in futuro potrebbe anche guidare le auto senza conducente.

Sorgente: Opere al Sud, il piano Delrio: addio al Ponte di Messina | Il Mattino

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