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Le Pen-Melanchon, la coppia che fa paura all’Ue – Pagina Nazionale – il Tirreno

Bruxelles teme l’eventualità di un ballottaggio tra i due estremi. Berlusconi: «Vittoria populisti sarebbe la fine della Ue». Lagarde: «Rischio confusione»

ROMA. Se c’è uno spettro che si aggira per i corridoi di Bruxelles, oggi, è quello di un ballottaggio tra i due estremi: la presidente del Front National Marine Le Pen e l’ex socialista Jean-Luc Melanchon. Se la prima ha chiesto «solennemente» al presidente Francois Hollande di ripristinare le frontiere all’indomani dell’attentato di Parigi e propone da diverso tempo il ritorno alla moneta nazionale, il secondo vorrebbe rinegoziare i trattati. A differenza del greco Alexis Tsipras non accetterebbe un “nein” come risposta, ma convocherebbe un referendum per l’uscita dall’Eurozona.

La ragionevolezza repubblicana. Il ministro tedesco delle Finanze, il “falco” Wolfgang Schauble, ha ostentato sicurezza in un colloquio con lo Spiegel. «Non sono molto preoccupato per quanto riguarda la Francia – ha detto -, ho grande fiducia nella ragionevolezza repubblicana dei francesi: credo che al secondo turno non voteranno frau Le Pen e, come dicono i sondaggi, vincerà Emmanuel Macron». L’appello alla «ragionevolezza repubblicana» affonda le sue radici nelle elezioni presidenziali del 2002, quando al ballottaggio insieme al repubblicano Jacques Chirac si presentò Jean-Marie Le Pen, padre di Marine che si attestava su posizioni ancora più radicali della figlia (e per questo, nel 2015, fu cacciato dal partito). Alla fine vinse Chirac in maniera schiacciante: un fronte di “salvezza nazionale”, che comprendeva anche i socialisti, si era schierato con lui. Ma oggi i partiti storici sono evaporati: il socialista Hamon si attesta sotto il 10%, ben lontano dal quartetto di testa.

Troika in fibrillazione. A Bruxelles c’è cautela. In via ufficiale parla solo il commissario per gli Affari economici Pierre Moscovici, che ha detto che l’abbandono della Francia sarebbe «la morte dell’Europa». Di diversa opinione il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, che ritiene «l’Europa più forte dell’estrema destra». E, in un’intervista a Repubblica distingue anche i «populsiti radicali» con cui «non si può avere dialogo» dagli «europessimisti» con cui si «può e si deve discutere». Secondo la direttrice generale del Fondo monetario internazionale (Fmi) Christine Lagarde, invece, una vittoria della Le Pen «potrebbe certamente causare confusione». A livello monetario, la Banca centrale europea, ha gli strumenti per intervenire in caso di tensioni sulle liquidità subito dopo il voto, spiega il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, che aggiunge: «Il problema, semmai, è prospettico».

Destra divisa su Le Pen. Nel Belpaese l’argomento Le Pen divide la destra, con Matteo Salvini che sostiene la leader «l’unica in grado di difendere la Francia dal terrorismo» e Silvio Berlusconi che vede lo spettro della fine della Ue con l’uscita della Francia, che definisce «una cosa molto negativa». Sulla stessa linea d’onda la presidente della Camera, Laura Boldrini,

che intervistata a “Tempo di libri” ha detto: «Mi auguro che l’esito francese sia un esito nel percorso europeista che la Francia ha sempre fatto». Resta un fatto: dopo Brexit, Le Pen all’Eliseo sarebbe un colpo violentissimo ad una Ue già malconcia.

Sorgente: Le Pen-Melanchon, la coppia che fa paura all’Ue – Pagina Nazionale – il Tirreno

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