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Il BikeMi elettrico di Milano verso lo stop: i costi sono troppo alti – milano.corriere.it

milano.corriere.it – Il BikeMi elettrico stacca la spina. Si va verso lo stop: costi troppo alti. Proroga di 12 mesi del contratto Atm per il trasporto pubblico locale (Tpl).

Fa eccezione il bike sharing elettrico — da un anno a singhiozzo per i ritardi nel finanziamento delle nuove batterie — che verrà prorogato di un solo mese –  di Rossella Verga

Retromarcia sui tagli alle frequenze dei mezzi pubblici, ma nessun salvataggio per le linee notturne soppresse e una brutta sorpresa per i fans delle bici a pedalata assistita: il bike sharing elettrico rischia di saltare.

E arriva la stretta sull’evasione tariffaria: si pensa di chiudere le porte posteriori dei mezzi di superficie consentendo, come a Londra, l’entrata solo davanti per vigilare sul pagamento del biglietto.

Sono le principali novità illustrate ieri a Palazzo Marino dall’assessore alla Mobilità, Marco Granelli, e dal presidente di Atm, Luca Bianchi, dopo l’accordo raggiunto tra Comune e Azienda trasporti e la firma della proroga per un anno per il contratto di servizio del Tpl e dei servizi complementari: Area C, sosta e car sharing, il tutto in attesa dell’affidamento con gara o in house.

Ma i dodici mesi di proroga non riguardano invece il bike sharing elettrico, per il quale si è deciso di allungare il contratto solo di un mese.

«Stiamo facendo delle analisi sui costi e benefici — spiega Granelli — Lo consideriamo un gioiello e un’eccellenza della nostra città, ma ad oggi i costi sono molto elevati. La gestione di 1000 bici costa all’anno oltre un milione di euro e stiamo lavorando per capire le modalità migliori per offrire il servizio».

A parità di prezzo (un corrispettivo di 736 milioni di euro) viene garantito un milione di chilometri vettura in più rispetto al precedente contratto, passando da 141,8 milioni a 142,8. Per dare un’idea, segnala Bianchi, l’incremento equivale «a 10 mezzi che girano 24 ore al giorno e 365 giorni all’anno per Milano».

«A parità di risorse — sottolinea Granelli— si mettono a disposizione più servizi».In questo modo sarà possibile tornare alla situazione del 2016, precedente ai tagli introdotti in febbraio nei periodi di morbida della metropolitane e soprattutto nei giorni festivi per alcune linee di superficie. Sarà inoltre anticipato a maggio il potenziamento dei mezzi nelle periferie inizialmente previsto a fine anno.

 Soddisfatti i consiglieri di maggioranza e d’opposizione: l’invito alla marcia indietro sui tagli alle frequenze era arrivato all’unanimità e ora sono tutti contenti a cominciare dal presidente della commissione Mobilità, Carlo Monguzzi. «Uno sforzo importante ma ottenibile», assicura Bianchi.

E svela che il Comune avrebbe voluto uno «sconto» ben superiore. «La richiesta iniziale arrivata sul mio tavolo era di circa 35 milioni di vantaggi ulteriori», a fronte di un valore dei maggiori servizi oggi garantiti di circa 5,6 milioni (lo 0,6 per cento).

Ma le nubi sono tutte sul bike sharing elettrico. «Siamo sempre disponibili a trovare soluzioni — afferma Sergio Verrecchia di Clear Channel — ma Palazzo Marino comprenda l’efficienza del servizio». Lanciato per Expo e finanziato con 4,5 milioni di euro dal Ministero dell’Ambiente, non include solo mille bici elettriche con batteria ricaricabile (a singhiozzo da un anno e in via di sostituzione), ma anche le ultime 70 stazioni di posteggio realizzate, i software e gli hardware di gestione nonché i pannelli fotovoltaici che coprono la nuova sede BikeMi di via Messina, appena inaugurata.

Sorgente: Il BikeMi elettrico di Milano verso lo stop: i costi sono troppo alti – Corriere.it

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