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I gladiatori della verità – nuovAtlantide.org

di Giangiuseppe Gattuso –

Sono pochi, sono appassionati. Quasi una rarità. Rappresentano una piccola parte della popolazione.
Sono gli uomini e le donne “normali”, spesso senza alcun interesse personale, senza incarichi e prebende pubbliche. Senza legami o rapporti di dipendenza con organi di partito e con una sincera voglia di capire.

Sono gli uomini e le donne dell’informazione, i lavoratori e i professionisti senza padroni, senza potentati da difendere e con una passione, quella di proteggere il diritto di sapere. E ricercare sempre e comunque i perché. Che distinguono i fatti dalle opinioni e fanno capire la differenza. Che con difficoltà cercano di difendere un principio fondamentale.

Sono i Gladiatori della Verità. Che combattono una battaglia lunga e senza tregua, si battono contro armate potentissime, detentrici di mezzi di distrazione di massa specializzati nell’arte della persuasione. Capaci di diffondere notizie che sembrano vere, che riportano qualcosa della realtà nascondendone altre. Mentre diffondono messaggi precisi per scatenare il dubbio e la paura.

Il potere della menzognaOgni argomento ha i suoi sostenitori, ogni organizzazione, e ogni potentato, gruppi industriali, società finanziarie, bancarie e assicurative. Tutti hanno stuoli di “informatori” al servizio, uffici stampa ben pagati, organizzazioni specializzate nella “comunicazione” per migliorare l’immagine di una persona, di un sistema, di una forza politica, di un’istituzione pubblica, ma anche di aziende, di gruppi privati. Fondi destinati precipuamente alla diffusione dell’idea, per confermare e determinare una tendenza e per abbatterne un’altra. Tutto ben orchestrato e, per quanto possibile, senza clamori. Così da rendere difficoltosa la ricerca, grazie a vere e proprie operazioni di depistaggio, nei labirinti dell’informazione e delle strategie della comunicazione.

FormigoniÈ una lotta impari quella dei Gladiatori della verità dell’informazione perché la ricerca dell’autenticità è difficile, è un’opera che richiede impegno, sacrificio, rischio. E che a volte si ritorce contro. Meglio non sapere o sapere a metà. Meglio ciò che si conosce, o si crede di conoscere, che ricercare qualcosa di cui ci si potrebbe pentire. È la paura dell’ignoto, la preoccupazione che potrebbe cambiare in peggio. Ma c’è anche la cosiddetta Sindrome di Stoccolma di cui sono affetti tantissimi cittadini, abituati allo status quo, al sistema consolidato, alla ricerca della via più breve e più facile che richiede la figura sempre valida del “santo protettore”.

Si tratta, come sempre, di una questione culturale, di una forma mentis che richiede volontà e consapevolezza. Non è facile, diciamoci la verità. A volte tutto sembra chiarissimo, i fatti vengono raccontati ed esposti secondo un punto di vista così convincente da non lasciare dubbi. E piano piano, a volte inconsciamente, l’indifferenza si trasforma in interesse. Un passo ancora e poi il gradino più in alto, la simpatia diventa attrazione e l’idea diventa predominante fino al rifiuto di qualunque altra. Che quindi va pregiudizialmente combattuta e abbattuta.

OpinioneLo ribadisco, non è facile individuare la via giusta, le indicazioni sono spesso fuorvianti, vere a metà, quando non false. E per acquisire la capacità di discernimento ci vuole un certo impegno, principalmente quello di sgombrare il nostro bagaglio di conoscenze e di convincimenti dal dogma della certezza. Cancellare, per quanto possibile, i pregiudizi che ci portiamo addosso, operazione più impervia per chi ha una certa età ed esperienza di vita vissuta. Quella che, per capirci meglio, io amo definire il “marciapiede” della politica.

In questo senso sono i giovani quelli più avvantaggiati, sono loro che hanno la possibilità di capire di più e più velocemente. Sia grazie alla tecnologia sempre più a portata di mano e sia per la loro intelligenza ancora poco o non corrotta dall’esperienza.

media-malcom-xInsomma, fino a quando il sistema dell’informazione risentirà fortemente l’influenza del “potere” politico ed economico, dobbiamo sperare nei Gladiatori della verità e nella nostra accresciuta capacità di giudizio. Solo così potremo scongiurare il rischio che “i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono”. Un grave pericolo intravisto da Malcom X durante la sua breve attività politica in difesa dei diritti civili negli USA, interrotta bruscamente, nel 1965, a soli 39 anni.

 

Sorgente: I gladiatori della verità – nuovAtlantide.org

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