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Francia, negazionismo e istigazione all’odio: polemiche e inchieste travolgono i vertici del Front National – Repubblica.it

Partito alla ricerca di un nuovo presidente dopo l’autosospensione di Le Pen. Jean-François Jalkh rinuncia dopo le polemiche su alcune sue presunte dichiarazioni negazioniste. Il suo sostituto, Steeve Briois, è indagato per incitamento all’odio. Mélenchon: “Mai con il Fn”. Il sovranista Dupont-Aignan appoggia la candidata dell’estrema destra

PARIGI – Acque agitate per il Front National, che dopo l’autosospensione di Marine Le Pen all’indomani del primo turno delle elezioni presidenziali è alla ricerca di un nuovo presidente ad interim. Un’inchiesta giudiziaria ha investito Steeve Briois, sindaco di Henin-Beaumont e deputato europeo, che stamattina era stato annunciato come nuova guida del partito. Sia lui che David Rachline, direttore della campagna di Marine Le Pen, risultano infatti indagati per incitamento all’odio. Briois era stato nominato al vertice del Fn in sostituzione di Jean-Franois Jalkh, costretto a rinunciare dalle polemiche sulle sue prese di posizione negazioniste.

I guai di Briois e Rachline. Il tribunale di Bobigny, comune limitrofo a Parigi, ha ricevuto una denuncia per messaggi particolarmente aggressivi nei confronti di Stephane Gatignon, sindaco del vicino centro di Sevran, postati su social network da dirigenti del Front National. Gli attacchi al sindaco erano arrivati dopo la trasmissione di un reportage della tv M6 dedicato all’islam e alla partenza di diversi giovani di Sevran per la Siria. Uno dei messaggi definiva il sindaco “un’immondizia da sterminare con il resto” e “uno che ha venduto l’anima ai miscredenti salafiti”. Invocando, fra l’altro, “una bombetta sulla scuola quando i responsabili sono riuniti e un proiettile per il sindaco”. La denuncia, con tanto di screen-shot, ha portato all’individuazione di “indizi gravi e concordanti” nei confronti di 11 persone, fra i quali Briois e Rachline.

La polemica su Jalkh. Briois, come spiegato in mattinata dal numero due del Front National Louis Aliot, ha accettato il ruolo di presidente ad interim dopo le polemiche scoppiate sulle presunte affermazioni negazioniste di Jalkh, scelto originariamente per guidare il partito dopo la rinuncia della leader Le Pen. “Sarà Briois ad assumere l’interim e non se ne parla più”, aveva dichiarato Aliot a Bfmtv e Rmc, spiegando che Jalkh, oltre a rinunciare all’incarico, “vuole sporgere denuncia e difendere il suo onore”. Insediatosi ad inizio settimana, è rimasto al vertice del partito è durato appena pochi giorni.

Subito dopo la sua nomina alla presidenza, infatti, i media francesi hanno sottolineato il passato da negazionista di Jalkh, facendo riferimento a un dossier pubblicato nel 2005 dalla rivista Le Temps des savoirs. Secondo il documento, l’eurodeputato avrebbe citato in un’intervista il teorico negazionista Robert Faurisson, tra l’altro in merito all’uso del Zyklon B nelle camere a gas naziste. Montata la polemica, Jalkh ha dichiarato di non ricordare di aver rilasciato tali dichiarazioni.

Mélenchon: “Mai con Le Pen”. Per la prima volta dopo il primo turno delle presidenziali in cui si è piazzato al quarto posto con il 19,6% dei voti, il leader della sinistra radicale  Jean-Luc Mélenchon si esprime sul ballottaggio. Tutti sanno “che non voterò Front National”, afferma pur senza dare un’esplicita indicazione di voto ai suoi elettori, che Marine Le Pen corteggia invitandoli a “fare muro” contro il neoliberismo di Emmanuel Macron. “Quello che voterò non ve lo dico, non c’è bisogno di essere dei gran maghi per indovinare cosa farò ma non lo dico perché voi possiate restare compatti”, aggiunge Mélenchon lasciando intendere che il 7 maggio potrebbe anche votare scheda bianca per non appoggiare esplicitamente Macron.

Il sovranista Dupont-Aignan si schiera con Le Pen. Chiarissima è invece l’indicazione che arriva dal sovranista nicolas Dupont-Aignan di Debout la France, che al primo turno ha ottenuto quasi il 5% dei consensi e ora firma un “accordo di governo” con Marine Le Pen. “L’intesa comprende modifiche al programma” della candidata FN, dice Dupont-Aignan, sottolineando che “il partito non aveva mai dato consegne di voto, ma ora bisogna salvare la Francia”.

Un bel “tesoretto” di voti per la candidata anti-euro, anche se in molti si interrogano sulle sue capacità di ottenere una maggioranza in Parlamento nelle elezioni politiche dell’11 e del 18 giugno

nel caso in cui dovesse conquistare l’Eliseo. Lo stesso problema pesa, del resto, su Emmanuel Macron. Tra i vari scenari potrebbe trovarsi costretto a una coabitazione con la Destra neogollista, magari con François Baroin premier, anche se lui ha sempre detto che vorrebbe una donna.

Sorgente: Francia, negazionismo e istigazione all’odio: polemiche e inchieste travolgono i vertici del Front National – Repubblica.it

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