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Francia – Elezioni Francia, tutto ciò che c’è da sapere sulla corsa all’Eliseo – SPECIALE | l’Unità TV

unita.tv – Elezioni Francia, tutto ciò che c’è da sapere sulla corsa all’Eliseo – SPECIALE – Primo turno il 23 aprile, ballottaggio il 7 maggio –  

Il conto alla rovescia per le elezioni francesi è iniziato. Domenica 23 aprile si vota per il primo turno e se nessuno degli 11 candidati raggiungerà il 50 per cento più 1 dei voti validi (cosa praticamente impossibile), il prossimo 7 maggio si terrà un secondo turno tra i due contendenti più votati.

La lunga campagna elettorale, giù segnata dalle primarie dei socialisti e dei repubblicani, è stata movimentata e caratterizzata da un sali-scendi di percentuali, di sondaggi che si sono rincorsi, di colpi di scena, scandali e una fluidità politica senza precedenti.

Uno scenario in cui si inserisce l’incubo terrorismo che a tre giorni del voto potrebbe cambiare ulteriormente il quadro.

Basti pensare che quelle del 2017 potrebbero essere ricordate come le prime elezioni senza neppure un candidato della sinistra socialista o della destra gollista che riesca ad arrivare al ballottaggio da 35 anni a questa parte.

Della selva di 11 candidati presidenti, sono cinque quelli che, secondo i sondaggi, hanno concrete possibilità di raggiungere percentuali significative.


I candidati principali

epa05888777 French presidential candidate left-wing French Socialist (PS) party Benoit Hamon attends a debate organized by French private TV channels BFM TV and CNews, between the eleven candidates for the French presidential election, in La Plaine-Saint-Denis, France, 04 April 2017. The French presidential election is scheduled for 23 April and 07 May 2017.  EPA/LIONEL BONAVENTURE / POOL MAXPPP OUT

– Partiamo da quello unanimemente considerato il più debole dei cinque, il socialista Benoit Hamon, il vincitore (a sorpresa) delle primarie dello scorso novembre. Il Psf, al governo dal 2012 quando riuscì a far eleggere il suo candidato François Hollande, rischia oggi di ottenere uno dei risultati peggiori di sempre, al di sotto addirittura del 10% al primo turno.

Da una parte il peso dell’eredità di uno dei governi con il più basso gradimento politico mai registrato, dall’altra l’incapacità di Hamon – nonostante un inizio di campagna promettente – sono considerate le cause principali della crisi dei socialisti.

Tanto che l’ala moderata del partito (tra cui Manuel Valls, lo sconfitto illustre delle primarie) si è gradualmente spostata verso Macron e molti elettori di sinistra si sono avvicinati al più radicale Mélenchon.

epa05911378 Jean-Luc Melenchon, candidate for the far-left coalition La France Insoumise ('Indomitable France'), delivers a speech during a campaign rally in La Prairie des Filtres in Toulouse, France, 16 April 2017.  France holds the first round of the 2017 presidential elections on 23 April 2017.  EPA/Frederic Scheiber

– La vera sorpresa di questa campagna elettorale sembra essere proprio Jean-Luc Mélenchon, “campione” dell’estrema sinistra con un passato nelle fila del Psf, abbandonato nel 2008 per divergenze con Ségolène Royal.

E’ proprio nel 2008 che fonda il nuovo Partito della Sinistra e nel 2009 viene eletto all’Europarlamento, carica che attualmente ancora ricopre. Si era già candidato alle presidenziali del 2012, ottenendo l’11,1% delle preferenze. Il risultato che si profila quest’anno, se verranno confermati i sondaggi, decisamente più ragguardevole.

Nelle ultime settimane le sue quotazioni hanno subito un’improvvisa accelerata – complici le buone performance televisive, i comizi super-affollati e una proposta politica decisamente radicale sia in materia economiche che sociali – tanto che diverse rilevazioni lo danno ormai stabilmente intorno al 20%, a giocarsi la sua France insoumise (Francia ribelle) la terza piazza con Fillon e ad insidiare le prime due posizioni a Macron e la Le Pen.

epa05912605 French presidential election candidate from the centrist 'En Marche!' (Onward!) political party, Emmanuel Macron delivers a speech during his political campaign rally at the AccorHotels Arena, in Paris, France, 17 April 2017. France holds the first round of the 2017 presidential elections on 23 April 2017.  EPA/YOAN VALAT

– Pur nell’incertezza generale che accompagna questa campagna elettorale, un favorito c’è e porta il nome di Emmanuel Macron. Ex ministro dell’Economia tra il 2014 e il 2016 con il governo Valls, 39 anni, Macron ha lasciato il Partito socialista per fondare En Marche! (In cammino!) il suo movimento che viene considerato “di centro” perché pesca sia dalla tradizione di sinistra in termini di diritti e da quella liberale di destra in termini di politiche economiche.

Strenuo sostenitore dell’Unione Europea, è il candidato che ha giovato maggiormente degli scandali che hanno colpito il candidato gollista Fillon (dato inizialmente per vincitore designato delle elezioni).

Ha registrato una crescita repentina dei consensi, tanto da diventare il principale candidato a contendere la prima posizione al primo turno a Marine Le Pen. Ha ottenuto nelle ultime settimane importanti sostegni politici, su tutti quello dell’ex primo ministro Valls e di François Bayrou, leader del partito di centro Modem, già candidato tre volte alle presidenziali

epa05908134 French presidential election candidate for Les Republicains (LR) party Francois Fillon delivers a speech during his campaign rally in Montpellier, France, 14 April 2017. France holds the first round of the 2017 presidential elections on 23 April 2017.  EPA/SEBASTIEN NOGIER

– Il vero “deluso” di questa campagna elettorale è sicuramente François Fillon, candidato del principale partito di centrodestra che alle primarie ha sbaragliato la concorrenza, tra gli altri, di Alain Juppé e dell’ex presidente Nicolas Sarkozy. Esponente dell’ala destra dei Républicains, veniva considerato il migliore antidoto all’avanza dell’estrema droit di Marine Le Pen, proprio per le sue posizioni estremamente conservatrici su temi chiave come immigrazione, sicurezza e diritti civili.

A segnare negativamente la sua campagna elettorale è stato lo scandalo legato al compenso che per anni ha garantito alla moglie Pénélope per il ruolo di assistente parlamentare da lei di fatto mai svolto.

Il fatto ha avuto una presa enorme sull’opinione pubblica, tanto che in molti hanno chiesto (inutilmente) a Fillon di fare un passo indietro a favore di Juppé. L’ex primo ministro e tutto il fronte gollista rischiano di pagare cara questa scelta in termini elettorali.

epa05912869 Marine Le Pen, French National Front (FN) political party leader and candidate for French 2017 presidential election, delivers a speech during an election campaign rally in Paris, France, 17 April 2017. France holds the first round of the 2017 presidential elections on 23 April 2017.  EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON

– Chiudiamo il giro dei cinque candidati principali con Marine Le Pen. La leader del movimento anti-sistema, anti-euro e anti-immigrazione ha concrete possibilità di raggiungere il ballottaggio, quattordici anni dopo il padre Jean-Marie, largamente sconfitto poi da Jacques Chirac.

La figlia del fondatore del Front National è l’unica a cui i sondaggi hanno sempre attribuito una delle prime due posizioni necessarie per accedere al secondo turno, anche se le sue quotazioni sono andate via via calando nel corso delle ultime settimane.

Il suo programma, ça va sans dire, si connota come estremamente nazionalista (la versione francese dell’America First trumpiana) ed euroscettico, tanto che una sua eventuale vittoria viene considerata un rischio per l’intera Unione Europea.

Anche la sua campagna, però, non è stata immune da scandali: il Parlamento europeo le ha revocato l’immunità perché nel 2015 aveva twittato immagini di violenze commesse dall’ISIS ed è accusata sempre dal Parlamento europeo di aver assunto una persona per occuparsi della sua attività, mentre in realtà faceva altro.

Ora l’attentato sugli Champs Elysées potrebbe trasformarsi in un grande spot per Marine Le Pen che ha incentrato tutta la campagna sulla lotta al terrorismo e la chiusura delle frontiere arrivando persino a sostenere che con lei al governo non ci sarebbero stati attentati.


I sondaggi

Come detto, i cinque candidati sopra citati sono quelli con più possibilità di ottenere percentuali rilevanti. Non ce ne vogliano gli altri sei, dunque, se nell’analisi dei sondaggi sull’esito del primo turno non ci occuperemo di loro.

Come abbiamo in parte accennato nella presentazione dei candidati, il quadro è estremamente fluido e incerto, anche se tutte le rilevazioni che stanno circolando in questi giorni stanno fotografando la seguente situazione: testa a testa tra Macron e Le Pen per la prima e la seconda posizione, testa a testa, poco più indietro, tra Fillon e Mélenchon per la terza e quarta piazza, Hamon staccato di circa 10 punti da quarto e ormai certo della sua (inutile) quinta posizione.

polls-france

E’ chiaro che, davanti a uno scenario del genere, può succedere ancora di tutto. La percentuale di indecisi è decisamente alta e, con distacchi così limitati nei sondaggi, gli ultimi giorni saranno decisivi per capire chi accederà al ballottaggio del 7 maggio.

Apparentemente diversa e ben più delineata, sembra essere la situazione al secondo turno.

ballottaggi-generale Sempre a giudicare dai sondaggi, si osserva come Macron sia praticamente certo della vittoria qualunque sia il suo sfidante, mentre per la Le Pen sarebbe sconfitta sicura sia nel caso in cui se la debba vedere con il leader di En Marche!, con Fillon o con Mélenchon. Fillon vincerebbe diventerebbe presidente solo se al ballottaggio se le dovesse vedere con la Le Pen, mentre Mélenchon avrebbe la meglio sul candidato gollista e sulla leader del Front National.

A giudicare da questi numeri e da quelli proposti in precedenza, verrebbe da dire che per Macron il vero scoglio da superare è il primo turno, mentre al secondo avrebbe vita più facile.

Questa la suddivisione regionale secondo gli ultimi sondaggi. Il blu scuro rappresenta Marine Le Pen, il grigio Emmanuel Macron, il rosso Jean-Luc Mélenchon e il blu chiaro François Fillon.

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Elezioni, informazioni per l’uso

Sono chiamati al voto 45,67 milioni di elettori iscritti sul territorio nazionale e 1,3 milioni di francesi residenti all’estero.

Sia per il primo turno del 23 aprile che per il secondo turno del 7 maggio, nella maggior parte del territorio francese le urne apriranno alle ore 8 e chiuderanno alle ore 19, ma in alcune città, tra cui Parigi, i seggi rimarranno aperti fino alle 20.

A causa del fuso orario, la data delle elezioni Francia 2017 cambia per gli elettori di alcuni Territori d’Oltremare (Polinesia francese, Guadalupa, Martinica, Guyana, Saint Pierre e Miquelon, Saint-Barthélemy e San Martin), che andranno a votare sabato 22 aprile e sabato 6 maggio 2017 rispettivamente per il primo e il secondo turno delle votazioni. A

Anche la data per le elezioni legislative sono già state stabilite: avranno luogo in seguito alla elezioni Francia 2017, l’11 e il 18 giugno 2017. Le votazioni per il Senato si terranno il 24 settembre 2017.

I primi risultati cominceranno ad arrivare intorno alle 20 anche se saranno molto parziali. Per un quadro credibile dovremo attendere almeno la mezzanotte.

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Sorgente: Francia – Elezioni Francia, tutto ciò che c’è da sapere sulla corsa all’Eliseo – SPECIALE | l’Unità TV

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