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Corea Nord-Usa: “spacconate” e rischi veri

(Teleborsa) – Kim Jong-un, leader dittatore tra lo sbruffone e il mezzo matto. La Corea del Nord avverte l’America che è pronta a “cancellarla dalla faccia della Terra”, accusandola di pianificare un attacco con armi chimiche contro il Paese. Il monito in un documento pubblicato ieri sul Rodong Sinmun, il quotidiano ufficiale del Partito dei Lavoratori, in cui Pyongyang afferma che Washington vuole “infliggere sulla nazione coreana un orribile disastro senza precedenti”. Nel documento, intitolato “Piano di guerra biochimica contro la nazione coreana sotto attacco”, il regime sostiene che le forze americane in Corea del Sud di recente hanno portato nel porto di Busan, la città portuale più grande della Corea del Sud, “attrezzature per cercare di portare avanti lo Jupiter Plan, uno scenario che prevede una guerra biochimica contro il nord”. Tuttavia, tuona il documento, “La Corea del Nord non sarà mai uno spettatore inerte alle mosse degli Usa volte a provocare una guerra biochimica ma concluderà lo stallo con gli Usa, l’impero dei mali, cancellandoli dalla faccia della Terra”. Una provocazione tira l’altra e vien così fuori un’ escalation di spacconate di cui è arduo trovare adeguati precedenti. Le minacce di Pyongyang alla vigilia dell’85 esimo anniversario della fondazione dell’esercito nordcoreano, infatti proseguono con un lapidario “possiamo distruggere la Carl Vinson con un solo attacco”. La Carl Vinson, per la cronaca, è la portaerei nucleare regina della flotta Usa, inviata dal Pentagono verso la Corea del Nord con la sua flotta. L’unità e i suoi caccia “F-14 Tomcat” furono “prestati” al cinema per le riprese del film “Top Gun” del 1985 con Tom Cruise nel ruolo di un pilota. Sulla “Carl Vinson” si svolse in gran segreto la cerimonia funebre, con conseguente veloce sepoltura in mare, per Osama bin Laden, il capo di Al Qaeda ucciso da un commando di incursori americani nel suo rifugio di Abbottabad, in Pakistan, il 2 maggio del 2011.  Ma le provocazioni non finiscono qui. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, citata dalla Reuters, Pyongyang ha arrestato un cittadino degli Stati Uniti, portando a tre il numero totale degli americani detenuti nel Paese. L’uomo, un coreano-americano di circa 50 anni, è stato identificato soltanto con il cognome Kim e, sempre secondo Yonhap, era in Corea del Nord da un mese per discutere di attività di assistenza. Si tratterebbe di un ex professore della cinese Yanbian University of Science and Technology (Yust), che ha una sede anche a Pyongyang. Intanto, il vicepresidente Usa, Mike Pence, da Sydney, ha assicurato che la flotta americana guidata dalla portaerei Carl Vinson arriverà nel Mar del Giappone a giorni ed è destinata a rafforzare il dispositivo militare per la penisola coreana. Scattato nel frattempo lo stato di allerta sia in Cina che in Russia. Fonti militari americane hanno infatti riferito questa mattina alla Cnn che l’aeronautica militare della Cina avrebbe messo i caccia in stato di “massimo allarme”. In particolare le forze armate di Pechino avrebbero intensificato le operazioni di manutenzioni, con un eccezionale numero di aerei pronti a decollare. Secondo fonti Usa i cinesi starebbero intensificando gli sforzi per “ridurre i tempi di reazione” nel caso la situazione a Pyongyang dovesse precipitare all’improvviso.Secondo diversi media locali anche la Russia starebbe spostando diversi equipaggiamenti militari pesanti lungo la breve striscia di confine di appena 17 chilometri che la separa dalla Corea del Nord. Un video mostra un treno con sistemi missilistici Tor che attraversa la città, presumibilmente diretto verso Vladivostok, a 160 chilometri dal confine. Inquietanti segnali di mobilitazione da parte di due grandi potenze che avevano assunto la posizione di possibili mediatori.

Sorgente: Corea Nord-Usa: “spacconate” e rischi veri

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