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Biotestamento, Camera: sì al consenso informato. Il paziente può abbandonare le terapie – Rai News

19 aprile 2017
Al paziente è riconosciuto il diritto di abbandonare le terapie. E’ quanto ha stabilito l’Aula della Camera, approvando un emendamento della commissione Affari sociali che sopprime il comma 6 dell’articolo 1 della proposta di legge sul testamento biologico. Successivamente la Camera ha dato il via libera all’articolo 1 della proposta di legge sul testamento biologico. L’articolo rappresenta uno dei capisaldi dell’intero provvedimento e disciplina il consenso informato. Ma, soprattutto, grazie anche alle modifiche apportare durante l’esame in Aula, prevede che il paziente può rifiutare anche l’idratazione e la nutrizione artificiali. Esonera il medico da ogni responsabilità derivante dalla scelta del paziente di non sottoporsi a terapie, ma gli riconosce la possibilità di essere obiettore di coscienza e, quindi, di rifiutarsi ad esempio di staccare la spina. L’articolo è stato approvato a larga maggioranza: 326 i voti favorevoli. Hanno votato contro Forza Italia e Alternativa Popolare, a favore il Pd, M5s e Mdp. L’articolo 1, innanzitutto, fissa i principi base della legge sul testamento biologico e dispone che la presente legge tutela il diritto alla vita, alla salute, ma anche il diritto alla dignità e all’autodeterminazione. Il testo dispone che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. E’ promossa e valorizzata la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico il cui atto fondante è il consenso informato. Nella relazione di cura sono coinvolti, se il paziente lo desidera, anche i suoi familiari e conviventi o compagni. Il consenso informato è espresso in forma scritta. Ovvero, nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, mediante strumenti informatici di comunicazione anche attraverso videoregistrazione o dispositivi che la consentano. E ancora: ogni persona maggiorenne e capace di agire ha il diritto di accettare o rifiutare qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso. Ha, inoltre, il diritto di revocare in qualsiasi momento il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l’interruzione del trattamento. Nutrizione e idratazione artificiali sono trattamenti sanitari in quanto consistono nella somministrazione su prescrizione medica di nutrienti mediante dispositivi sanitari e, di conseguenza, possono essere rifiutati o sospesi. Il paziente ha il diritto di abbandonare le terapie. Il comma 6 dell’articolo 1 L’emendamento, con cui si era soppresso in mattinata il comma 6 dell’articolo 1 della proposta di legge sul testamento biologico e, di conseguenza, si consente l’abbandono terapeutico, è stato approvato da una larga maggioranza: i voti favorevoli sono stati 360, 21 i voti contrari e 2 gli astenuti. La commissione ha dato parere favorevole a un emendamento presentato dal presidente Marazziti, che aggiunge un articolo ulteriore al testo e che introduce, ed è questa la novità rilevante, il principio del divieto dell’accanimento terapeutico e riconosce il diritto, appunto, in capo al paziente di abbandonare totalmente la terapia. Il comma 6 prevedeva: “Il rifiuto del trattamento sanitario indicato dal medico o la rinuncia al medesimo non possono comportare l’abbandono terapeutico. Sono quindi sempre assicurati il coinvolgimento del medico di famiglia e l’erogazione delle cure palliative”. Eliminando questo comma, non vie è alcun riferimento all’abbandono terapeutico. Tema che verrà poi sviluppato approfonditamente dall’articolo aggiuntivo a prima firma Marazziti. L’articolo aggiuntivo , riguarda la “terapia del dolore, divieto di ostinazione irragionevole delle cure, e dignità nella fase finale della vita”. Il testo della legge viene così riscritto: “Il medico, avvalendosi di mezzi appropriati allo stato del paziente deve adoperarsi per alleviarne le sofferenze, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico. A tal fine, è sempre garantita un’appropriata terapia del dolore con il coinvolgimento del medico di medicina generale e l’erogazione delle cure palliative”. “Nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili e sproporzionati. In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico può ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente. Il ricorso alla sedazione palliativa profonda continua o il rifiuto della stessa sono motivati e sono annotati nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico”. La legge vale anche per le cliniche cattoliche Le cliniche private, ed in particolare quelle cattoliche, convenzionate con il sistema sanitario nazionale, non potranno chiedere alle regioni di essere esonerate dall’applicazione delle norme sul biotestamento “non rispondenti alla carta di valori su cui fondano i propri servizi”: l’aula della Camera ha respinto a scrutinio segreto l’emendamento di cui era primo firmatario gian luigi gigli che mirava ad evitare penalizzazioni “nei rapporti che legano”. Il medico si può rifiutare di “staccare la spina”, “fino a che non arrivi un collega a sostituirlo” Il medico, oltre a non essere responsabile delle conseguenze che derivano dal rifiuto del paziente a essere sottoposto a terapie, può rifiutarsi di “staccare la spina”. E’ quanto prevede un emendamento della commissione Affari sociali, che modifica il comma 7 dell’articolo 1 della proposta di legge sul testamento biologico. Di fatto, con l’approvazione dell’emendamento, si riconosce al medico di non avere obblighi professionali qualora il paziente, ad esempio, gli chieda di sospendere terapie fondamentali per la vita, come la nutrizione e l’idratazione, o addirittura l’interruzione dei macchinari che lo tengono in vita. Il che, tradotto, significa che viene riconosciuta al medico l’obiezione di coscienza, ma in modo non diretto, come invece ad esempio prevede la legge sull’interruzione di gravidanza, la legge 194. Proprio la formulazione del testo dell’emendamento e la spiegazione che ne è stata data in Aula dalla relatrice di maggioranza, Donata Lenzi (Pd), hanno convinto anche alcune forze di area cattolica, contrarie alla legge, a votare a favore, come Alternativa popolare e Forza Italia. Di contro, l’emendamento non ha trovato il favore dei 5 Stelle e di Mdp. I voti favorevoli sono 281, i contrari 120. Il medico – recita l’emendamento approvato – è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciare al medesimo e, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilità civile o penale. Il paziente non può esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico assistenziali”. La relatrice Donata Lenzi (Pd) ne ha spiegato la ratio, ammettendo che l’emendamento era stato uno dei più discussi e sulla quale la commissione non era riuscita a trovare un punto di incontro. “Staccare’ un paziente da una macchina – ha detto – richiede al medico un comportamento attivo, qualcosa che va oltre l’astensione”. “Con questa norma, se il medico ritiene che una certa decisione vada contro le sue convinzioni, allora il medico può dire ‘mi astengo’ e, come stabilisce il codice deontologico, deve continuare a farsi carico delle cure del paziente, fino a che non arrivi un collega a sostituirlo. Non possiamo puntare il fucile alla tempia del medico e imporgli di staccare il paziente dalla macchina”. “Non è neanche vero – ha continuato Lenzi – che la struttura sanitaria non sia obbligata a dare seguito alle volontà del paziente, perché il comma 10 dell’articolo 1 dice chiaramente che le strutture devono dare piena attuazione alla legge e dovendo dare piena attuazione alla legge, le strutture sono chiamate a trovare una ‘risposta attiva’”, affinché la volontà del paziente sia rispettata. “Quello che noi non abbiamo voluto fare è una scelta esplicita che preveda un meccanismo analogo a quello della legge 194, con gente che prima ancora di trovarsi davanti al caso concreto anticipa già quello che farà, elenchi di persone disponibili o non disponibili, perché quel sistema ha mostrato di avere grandi limiti e che quindi non voglio si riproduca. In questo campo più di tutti gli altri, ogni scelta del medico e del paziente, rappresentano, hanno una loro storia”, ha concluso Lenzi. – See more at: http://www.rainews.it./dl/rainews/articoli/Biotestamento-Aula-della-Camera-il-paziente-ha-il-diritto-di-abbandonare-terapie-4c5f8a94-413a-47c6-9be1-a3e948fd1d17.html

Sorgente: Biotestamento, Camera: sì al consenso informato. Il paziente può abbandonare le terapie – Rai News

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