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ANCORA, COME SEMPRE, A SPESE DEGLI ULTIMI FRUITORI? | CONVERGENZA SOCIALISTA

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

Slitta al 2018 l’ultima liberalizzazione. Non si capisce se per l’inadeguatezza del sistema, ancora farraginoso esommario o per le vibrate proteste delle associazioni consumatori. Infatti Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Ctcu Bolzano, Feder- consumatorii, Movimento Consumatori, Lega Consumatori e Unione Nazionale Consumatori hanno ripetutamente e pesantemente stigmnatizzato la scelta liberista del Mercato senza tutele.

La scusa è sempre la solita “Il mercato libero favorisce il consumo” ma a tutt’oggi gli unici favoriti dai mercati liberi sono i produttori monopolistici, le major, tanto per capirci. In Italia poi, particolarmente, la politica delle privatizzazioni non è nemmeno riuscita a rappresentare sé stessa, cioè ad inoltrarsi in un liberismo reale, ma si è impantanata in clientele, amicizie particolari, rendite di posizione e liberismo all’italiana. Mettendo in scena la corsa nei sacchi degli amici degli amici.

In un teatrino fatto di meritocrazia farlocca e gruppi di management sempre uguali a sé stessi. Un fallimento con la regia di Montezemolo non si nega a nessuno, che siano Telecom, Poste, Ferrovie. Automobili di gran lusso o Olimpiabi abortite. Ironia? Può essere!

Fatto sta che la scelta pseudo-liberista (dal clientelismo non riusciranno mai a liberarsi)ad oggi, l’hanno pagata sempre gli stessi. Come sempre, come suole, come previsto. Ed ancora oggi si pensa di rivalersi sui medesimi, che restano, per altro in uno sconfortante silenzio rassegnato.

La riformina del libero mercato, infatti, rimandata per senso dell’opportunità promette aumenti attorno al 15-20%, pur nascondendosi dietro ad una convenienza per l’ultimo fruitore, dichiarata, ma sommamente improbabile. Un mercato per altro che sin qui ha dimostrato tutti i suoi limiti, sfuggendo, di fatto, ad ogni moralizzazione e tentativo di orgsanizzazione e rimanendo preda di una scarsissima trasparenza accompagnata da una sorta di assoluta impunità.
Ad oggi si è permesso e lasciato impunito ogni sorta di abuso, nascosto e tutelato dalla “centralità del servizio reso”. Doppie fatturazioni nei casi di cambio del gestore, bollette assolutamente criptiche e pochissimo trasparenti, tassazioni incomprensibili, accise esagerate ed antiche come la sfinge di Giza. Aperture di utenza scorrette, un contatto con il fornitore complicato e spesso impossibile affidato a call center o risponditori automatici che funzionano unicamente da dissuasori.

In un contesto di questo genere, improntato all’assoluta mancaza di professionalità garantita a termini di legge i consumatori dovranno lasciare la mano dell’Autorità e quella dell’Acquirente Unico e districarsi tra una miriade di offerte per sottoscrivere un nuovo contratto di fornitura su di un mercato libero, costellato da pubblicità ingannevoli e risparmi fittizi.
“Dei 500mila reclami scritti fatti alle aziende energetiche durante il 2013 il 60% riguardava problemi di fatturazione e il 18% pratiche commerciali scorrette”.

Ancora una volta, il prurito di un modernismo sciagurato e crudele, improntato ad una visione privatistica ed egoistica marca ilterritorio del suo odore funesto. Ancora una volta si sceglie la strada del vantaggio elitario, anziché quello degli interessi popolari. La svolta è necessaria, impellente, ma difficile.
Sino a quando il pensiero socialista e sociale resterà patrimonio d’una minoranza italiana ed europea, davvero poco si potrà opporre alla deriva se non una testimonianza, tutto sommato un poco patetica. D’altra parte, va pur detto, il mainstream soffia e viaggia in senso contrario, condicendo i propri greggi, verso il consumo compulsivo e l’accettazione dell’inelluttabile, all’idea malata che la privatizzazione e la dismissione dei beni dello stato sia una cosa positiva e non un dramma sociale.

Quella stessa strada, non ci stancheremo mai di dirlo è la stessa che conduce all’impoverimento dei molti a vantaggio dei pochi, all’insostenibilità della nostra stessa civiltà, alla depopolazione traumatica. Alla guerra sia essa commerciale o combattuta con armi o nelle city finanziarie a colpi di titoli e speculazioni selvagge. Che conduce al fallimento strumentale di intere nazioni asservite e comprate sull’altare di questo “Libero Mercato” che diviene divinità sanguinaria e crudele, votata alla divisione ed all’esclusione.

Sorgente: ANCORA, COME SEMPRE, A SPESE DEGLI ULTIMI FRUITORI? | CONVERGENZA SOCIALISTA

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