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Terrorismo nella storia e storia del terrorismo – Remocontro

Terrorismo. Oggi Isis, ieri altre stragi, e prima ancora? La storia mai scritta del terrorismo, e il terrorismo nella storia. Sfida impossibile che abbiamo lanciato a Giovanni Punzo, nell’appuntamento settimanale del rileggere l’attualità nella memoria del passato. L’impossibile definizione stessa di ‘terrorismo’ dove la spesso la violenza vincente diventa patriottismo e solo quella perdente resta atto criminale.Punzo propone una definizione classica: ‘terrorismo come una forma estrema di guerra psicologica, condotta con mezzi violenti per costringere qualcuno a fare o non fare qualcosa, soprattutto incutendo paura, ovvero terrore’. E non si parte certo dal ‘terrore’ durante la rivoluzione francese, ma molto prima della ghigliottina.

Tra gli storici è oggetto di animata discussione se il terrorismo sia nato iquasi due millenni orsono, cioè nella provincia imperiale di Giudea, quando nel I secolo dopo Cristo la dominazione romana non era più sopportata dalla popolazione. Per questo erano frequenti agguati mortali da parte degli Zeloti contro tutti quelli che in qualche maniera collaboravano con gli occupanti o non sostenevano apertamente la ribellione.
Molti attentatori e i loro complici – veri o presunti, non faceva differenza – erano spesso però catturati vivi e questo portava ad una seconda e diversa forma di terrorismo: dopo processi sommari seguiva immancabilmente l’esecuzione pubblica mediante crocefissione, preceduta da varie torture sempre in pubblico.
L’antiterrorismo diventava un’altra forma di terrore, condotta allo scopo di stroncare ogni velleità di ribellione: ad un attacco esemplare seguiva insomma un’esecuzione altrettanto esemplare.

I romani reagivano dunque con molta energia a queste violenze nella provincia della Giudea, ma non bisogna dimenticare che tali pratiche omicide a sfondo terroristico erano già ben note anche a Roma da quasi un secolo, nonostante l’immagine della culla della civiltà e del diritto: la lex Cornelia de sicariis, promulgata dal dittatore Silla nel periodo della guerra civile (81 a.C.), oltre a punire gli assassini, contemplava già come comportamento da punire solo il fatto di girare in città con un’arma nascosta sotto le vesti.
La lunga guerra civile tra Mario e Silla, con una serie interminabile di episodi omicidi, fu a tutti gli effetti un altro periodo in cui si può parlare di terrorismo: un avversario era spesso colpito per vendetta, ma soprattutto per terrorizzare gli altri costringendoli ad abbandonare il partito preso. Le modalità con cui erano sovente esposti in pubblico i corpi delle vittime – o anche parti di essi – erano la parte conclusiva di rituali di comunicazione.
Una delle ultime vittime illustri, sebbene le guerre civili romane fossero a parole concluse, fu Cicerone: nel 43 a.C. la testa e le mani mozzate furono esposte in pubblico come terribile monito.

Altra tappa della storia del terrorismo, spiccando un balzo di un millennio fino all’XI secolo, fu la setta degli Assassini, cui accennò Marco Polo nel suo straordinario racconto. La loro descrizione e il fatto che prima delle azioni consumassero uno stupefacente, hanno dato origine alla parola ‘assassini’, ma anche costruito una sorta di mitologia in cui oggi è difficile distinguere tra il vero e il leggendario. Sembra infatti che l’hashish non c’entri per nulla, ma piuttosto il nome derivi dai ‘seguaci di Hasan’ e che i Nizariti (appartenenti alla corrente dei musulmani sciti) fossero invece una sorta di guardia del corpo fedele fino alla morte.
Al contrario è vero che fossero inviati sotto mentite spoglie ad uccidere personalità di spicco tra i turchi selgiuchidi (in maggioranza sunniti) che all’epoca dominavano una vasta regione corrispondente grossomodo all’attuale Iran, Irak e parte della Siria. Loro vittima nel 1092 fu il visir Nizam al-Mulk e sembra che abbiano tentano di assassinare nel 1176 anche Saladino che durante la III crociata stava assediando Aleppo.
Estinti misteriosamente ai primi del XIII secolo, uno di loro è ricomparso altrettanto inspiegabilmente tra le pagine di Dan Brown.

Sorgente: Terrorismo nella storia e storia del terrorismo – Remocontro

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