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Lei in silenzio stampa – Caos M5S a Genova, Cassimatis querela Grillo per diffamazione | Liguria | Genova | Il Secolo XIX

Genova – Marika Cassimatis, l’ex candidata sindaco di Genova per il M5S, votata dagli attivisti e poi sconfessata da Beppe Grillo , ha presentato querela per diffamazione nei confronti del garante del movimento, Beppe Grillo, e del deputato del M5S Alessandro Di Battista. La querela è stata depositata oggi in Procura a Genova.In particolare Cassimatis – che resta chiusa nel suo silenzio stampa e annuncia che solo domani comunicherà la data e il luogo di una conferenza stampa – contesta a Grillo di averle attribuito comportamenti scorretti che invece la ormai ex candidata dei 5 Stelle non avrebbe tenuto.L’ipotesi di diffamazione riguarderebbe i contenuti di quanto lo stesso Grillo ha scritto sul suo blog il 17 marzo accusando Cassimatis e i candidati della sua lista di aver «ripetutamente e continuativamente danneggiato l’immagine del MoVimento 5 Stelle, dileggiando, attaccando e denigrando i portavoce e altri iscritti, condividendo pubblicamente i contenuti e la linea dei fuoriusciti dal MoVimento 5 Stelle; appoggiandone le scelte anche dopo che si sono tenuti la poltrona senza dimettersi e hanno formato nuovi soggetti politici vicini ai partiti».Lesive per Cassimatis sarebbero anche alcune dichiarazioni rilasciate da Alessandro Di Battista che per esempio in un’intervista video al Corriere della sera aveva dichiarato che «ci sono persone non in linea con la nostra lotta» e «piuttosto che correre il rischio di ritrovarseli nel gruppo misto qualche settimana dopo si prende questa decisione».Marika Cassimatis, in un primo momento, aveva deciso di non scegliere la strada giudiziaria. Aveva detto: «Ora non penso al tribunale. Aspetto di vedere i documenti contro di me». Oggi la decisione, che deriva probabilmente proprio dal silenzio invece di Grillo e del suo entourage. «Siamo stati accusati in modo generico e pesante – aveva detto Cassimatis – io e le 28 persone della lista. Voglio sapere cosa c’è scritto in quei documenti. Li ho chiesti, aspetto risposte. Per ora non ho ricevuto nulla: né documenti, né una telefonata da Grillo». Quanto è successo, aveva aggiunto «ha scatenato un effetto domino tra gli iscritti al movimento in tanti si sono dimessi e il meet up di Sturla si è sciolto».E oggi sulla sua pagina Facebook, Cassimatis ha reiterato questo messaggio:«Ripeto questo post perché non ho ancora ricevuto notizie da Beppe Grillo. Lista non idonea?1) fedina penale linda e pulita2) militanza con altri partiti? Non pervenuta3) precedenti candidature in liste concorrenti al M5s? Non pervenute4) anni di attivismo sul territorio? Pervenuti5) lavoratori e lavoratrici economicamente indipendenti? Pervenuti….ma allora? Di che stiamo parlando? …».Il possibile ricorso al TarI pentastellati “eliminati” per aver sostenuto Marika Cassimatis si sono rivolti ad uno specialista della giurisprudenza a cinque stelle, ancora acerba: Lorenzo Borré. Già iscritto al Movimento Cinque Stelle dal 2012 al 2015, ha difeso lo scorso anno i 31 grillini di Roma, Napoli e Messina che sono stati espulsi dal Movimento e hanno fatto causa a Beppe Grillo e al direttorio. Dopo la vittoria di alcuni dei suoi ricorsi e le conseguenti riammissioni forzate, il Movimento era corso ai ripari cambiando il regolamento sulle espulsioni. Regolamento che a sua volta era stato impugnato, a Roma, proprio da Borrè, lo scorso gennaio. Qualche giorno fa, sul suo tavolo era arrivato anche il dossier Cassimatis e il legale non si era tirato affatto indietro: «Per ora siamo solo ad un primo esame, ma già sono evidenti vari vizi e punti critici. Sia rispetto alla legge che allo stesso “Non Statuto” del Movimento. Rispetto al caso di Napoli, ad esempio, qui la violazione è ancora più evidente: l’articolo quattro del “Non statuto” dice che l’indirizzo politico è dato dalla rete: se il capo politico interviene per sconfessare una decisione presa dalla rete c’è una violazione». E poi anche la decisione di fare ratificare la candidatura di Luca Pirondini agli iscritti di tutta Italia sarebbe un errore: «Si tratta di una questione evidentemente attinente ad un ambito territoriale, come si fa ad allargare il voto in questa maniera?», si domanda l’avvocato. Ma secondo Borré l’editto di Grillo ha violato anche il diritto di Marika Cassimatis e dei consiglieri a lei collegati al principio costituzionale di difesa: «Cassimatis e i 28 candidati a consigliere sono stati esclusi sulla base di argomenti non meglio circostanziati e che non sono stati messi a conoscenza dei soggetti accusati: c’è stata una sanzione, quella dell’esclusione della lista, senza che sia stata data la possibilità di una preventiva contestazione e di una difesa».Un altro possibile passaggio è il ricorso al Tar al momento della presentazione della lista e del candidato Pirondini.

Sorgente: Lei in silenzio stampa – Caos M5S a Genova, Cassimatis querela Grillo per diffamazione | Liguria | Genova | Il Secolo XIX

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