Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

L’idea del Commissario Ue: «Sussidio europeo per i disoccupati» – corriere.it

corriere.it – L’intervista L’idea del Commissario Ue: «Sussidio europeo per i disoccupati». Il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis parla di crescita, riforme e Italia.  – di Federico Fubini

Prima di diventare premier della Lettonia e poi vicepresidente della Commissione Ue, incaricato degli affari economici, Valdis Dombrovskis è stato un fisico di laboratorio.

Come Angela Merkel. Il mestiere gli è rimasto nell’acribia con la quale evita di usare una sola parola a sproposito.

Lei sta lavorando a un libro bianco di proposte sul futuro dell’euro da presentare in maggio. Quali sono le sue priorità?
«L’unione monetaria si è già rafforzata, lo abbiamo visto nella crisi greca del 2015. Quella fase è stata carica di tensioni, eppure l’impatto sugli altri Paesi dell’area è stato molto ridotto, al contrario di quello che era successo con l’effetto domino del 2010 e 2011. L’area euro è già più resistente di com’era cinque anni fa».

Ma i prossimi passi?
«Va rilanciata la convergenza economica fra Paesi nell’area euro».

Oggi non ce n’è abbastanza?
«In effetti. Dalla fase della crisi il processo di convergenza si è fermato, dobbiamo rilanciarlo. Un’area a cui lavoriamo è stabilire dei benchmark, dei paletti da rendere più vincolanti nel tempo per far sì che i governi seguano quei riferimenti».

Anche su fattori come la produttività dei singoli Paesi?
«Vediamo quali politiche e quali indicatori servono per garantire la resistenza di un’economia e la sua capacità di recuperare il ritardo, specie per i Paesi che ne hanno più bisogno. E poi guardiamo anche a quella che chiamo una funzione di stabilizzazione di bilancio a livello dell’area euro. Potremmo pensare a una protezione degli investimenti: servono strumenti finanziari per sostenerli nei Paesi dell’euro che subiscono choc economici specifici. È un’idea simile al piano Juncker, ma mirata a Paesi in crisi».

Con fondi dell’Unione Europea?
«No, no: valutiamo nuovi strumenti finanziari specifici per la sola area euro».

Avanzerete altre proposte a maggio?
«Esaminiamo anche l’idea di un programma europeo di assicurazione contro la disoccupazione. Tuttavia politicamente potrebbe essere più difficile, potrebbe richiedere anche una convergenza fra le strutture del mercato del lavoro dei vari Paesi. Per esempio, bisogna distinguere fra una disoccupazione che in una certa economia è strutturale, è uno zoccolo permanente, e una disoccupazione legata al ciclo economico».

Immaginiamo l’Italia con disoccupazione strutturale all’11% e la Germania al 5%. L’assicurazione scatterebbe per l’Italia al 12% o 13% e per la Germania al 6% o 7%?
«In effetti. Bisogna guardare alla disoccupazione ciclica, perché a quella strutturale si risponde con riforme del mercato del lavoro e la crescita della produttività. Ma né una funzione di bilancio per la stabilizzazione dei Paesi in crisi né queste opzioni devono portare a trasferimenti permanenti di risorse fra Stati dell’euro. Non si deve creare azzardo morale, l’idea che la si fa sempre franca a spese altrui, né disincentivare i governi da politiche responsabili».

Lei chiede all’Italia un piano per la crescita, dal Fisco alla produttività. Se lo aspetta, dopo averne parlato a lungo qui a Roma con il ministro Pier Carlo Padoan e con la Banca d’Italia?
«Ho chiesto un programma di riforma nazionale ambizioso. Qui in Italia la crescita continua, ma a passo modesto: noi ci aspettiamo 0,9% quest’anno e il prossimo. Questa ripresa va rafforzata e vediamo problemi di lunga data come la bassa crescita della produttività, il tema della competitività, la disoccupazione strutturale. Nel contesto della procedura europea sugli squilibri macroeconomici, l’Italia ne ha di eccessivi. Per questo chiediamo programmi ambiziosi. Dalle discussioni con Pier Carlo Padoan ho avuto assicurazioni che l’Italia resta sulla rotta delle riforme».

Lei ha assicurazioni da Padoan ma i segnali di tutti i partiti, Pd incluso, dicono che si farà poco.
«I programmi nazionali di riforma vanno presentati in aprile e vedremo a quel punto la risposta alla sua domanda» (ride).

Immagini che l’Italia rinunci a una programma ambizioso. Sarebbe a rischio la sostenibilità del Paese nell’euro?
«Be’, non dipingiamo scenari di catastrofe. Primo, l’economia italiana e tutte le altre sono tornate alla crescita. I livelli del debito si sono stabilizzati. Ora discutiamo di come far scendere questo debito che è ancora molto alto, il 133% del Pil. Non siamo in una fase di crisi acuta, ma di ripresa modesta da rafforzare».

La manovra correttiva da 3,4 miliardi che avete chiesto va approvata entro aprile, o basta presentarla?
«Ci aspettiamo che sia approvata entro aprile, in modo che se ne possa tenere conto per le nostre previsioni di primavera (su cui sarà valutata l’ipotesi di una procedura, ndr). Padoan è stato chiaro: l’Italia non farà passi indietro».

Se l’Italia varasse vere riforme per la crescita, le permetterete di evitare una nuova manovra da 20 miliardi in autunno?
«Continueremo a dialogare, ma prima di tutto dobbiamo vedere cosa propone il governo. Oggi ci sono clausole di salvaguardia nel bilancio (per 19,2 mld, ndr) ma sentiamo troppi segnali che non saranno mantenute. Se saltano, vogliamo vedere quali altre misure proporrà il governo. In ogni caso, riguardo all’uso della clausola sulle riforme strutturali per avere flessibilità di bilancio, l’Italia ha già usato tutto il suo margine di manovra».

L’aiuto di Stato per il Monte dei Paschi fu annunciato prima di Natale e non avete ancora dato il via libera. Che succede?
«Ne ho appena parlato con Padoan e con Fabio Panetta della Banca d’Italia. Il lavoro avanza, abbiamo reso chiare le condizioni per una ricapitalizzazione precauzionale. Ora tutto sembra sui binari. Manca giusto un piano di ristrutturazione di Mps».

In sostanza volete che la banca tagli i costi?
«In effetti. Dev’esserci un piano di ristrutturazione credibile».

I leader dell’Unione  e il protezionismo

Sorgente: Corriere della Sera

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.