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Gli Usa scendono in ‘guerra’ commerciale: offensiva protezionista contro la Cina – Rai News

31 marzo 2017″Siamo in una guerra commerciale”: lo afferma il segretario al commercio americano, Wilbur Ross, ammonendo come “gli Stati Uniti non si inchineranno più al resto del mondo sul fronte del commercio”. Le parole di Ross – intervistato dalla Cnbc – arrivano nel giorno in cui il presidente Donald Trump si accinge a varare due decreti per combattere il deficit commerciale Usa nei confronti dei propri partner. Ross ha parlato di una guerra commerciale che in realtà dura da decenni: “Ma adesso – afferma – la differenza è che le nostre truppe alzeranno i bastioni. Perché gli Usa non si ritrovano in deficit commerciale per caso”. “Il nostro deficit commerciale – ricorda il ministro – ammonta complessivamente a circa 500 miliardi di dollari l’anno”. Ross quindi sottolinea come “la Cina, senza il suo enorme surplus commerciale, non sarebbe mai potuta crescere ai tassi con cui è cresciuta la sua economia”.All’indomani dell’indiscrezione pubblicata dal Wall Street Journal, resta in primo piano la guerra commerciale che Donald Trump potrebbe scatenare contro l’Unione europea, rispolverando una contesa ventennale: il bando di Bruxelles alle carni bovine Usa trattate con gli ormoni. E secondo la Cnn, il presidente Usa è già pronto all’azione.Trump firma due decreti: ‘basta abusi commerciali’ Il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato ufficialmente il varo di due decreti che hanno l’obiettivo di “combattere gli abusi commerciali” nei confronti degli Stati Uniti. L’annuncio è stato fatto durante un incontro alla Casa Bianca con la National Association of Manufacturers, la Confindustria americana.Secondo indiscrezioni, il primo decreto avvierà un’ampia revisione del deficit commerciale Usa, per identificare eventuali forme di “abusi commerciali” che hanno contribuito a creare tale deficit. Il secondo ordine avrà lo scopo di rafforzare le regole antidumping e la loro applicazione, “per impedire che le aziende straniere facciano concorrenza sleale a quelle americane”.In ballo ci sono 100 milioni di dollari l’anno di esportazioni Usa, che Trump vendicherebbe con misure ritorsive su una cifra equivalente di prodotti Ue, tra cui ci sono la Vespa e l’acqua minerale San Pellegrino. Per il quotidiano Usa, l’amministrazione Trump sta valutando di imporre dazi puntitivi fino al 100% del loro valore su numerosi prodotti dell’Unione europea. E nel mirino del tycoon non c’è solo il made in Europe. Ieri, il presidente Usa ha già preannunciato sul suo profilo twitter che l’incontro con il presidente cinese Xi Jinping fissato per la prossima settimana sarà “molto difficile”. Quella cinese è la seconda economia del mondo. “Noi – ha continuato the Donald nel tweet – non possiamo più avere enormi deficit commerciali (…) e perdite di posti di lavoro. Le imprese americane devono essere pronte a cercare altre alternative”. Quello del 6-7 aprile al Mar-a-Lago, il resort privato del presidente americano, sarà il primo incontro tra i due leader. Trump nella campagna elettorale ha usato spesso l’argomento della Cina, sostenendo di voler aumentare fortemente i dazi doganali e accusando i cinesi di “rubare” milioni di posti di lavoro agli americani.A Bruxelles per ora nessuno vuol parlare di conflittoMentre la Commissione Ue “segue da vicino” la questione, a Bruxelles nessuno per ora vuole parlare di “conflitto” perché non ci sono stati ancora atti formali da parte dell’amministrazione Trump. Inoltre, sempre da Bruxelles si fa notare che eventuali tariffe sui prodotti Ue imposte dagli Usa come misura di rappresaglia “dovrebbero essere autorizzate dall’Organizzazione Mondiale del Commercio”. La polemica intanto rimbalza da una sponda all’altra dell’Atlantico. Dall’Italia replica il presidente del consiglio Paolo Gentiloni, secondo cui “dazi e protezionismi sono chiusure che non devono mettere un freno alla qualità, perché la qualità è crescita e la crescita deve essere per tutti”. Colaninno: “Ma perché se la prendono con la Vespa, che cosa c’entra con la carne bovina?”Con queste parole, il presidente della Piaggio, Roberto Colaninno, commenta in una intervista al Corriere della Sera la minaccia Usa di imporre forti dazi su diversi prodotti di punta europei, fra cui la Vespa. “Purtroppo ho visto la notizia. Una guerra commerciale? Non lo so. Di certo non è un bacetto. Questa crociata protezionistica ci procura più un danno di immagine che finanziario. Altri marchi europei patiranno molto di più: l`austriaca Ktm, ma anche la tedesca Bmw”, spiega il numero uno della Piaggio. “Che cosa dobbiamo fare? Non possiamo fare la guerra all`America. Speriamo che si sgonfi tutto. Comunque non sono sicuro che saremo toccati. Piaggio produce le Vespe anche in Vietnam. E non è ancora chiaro se questi nuovi dazi colpiranno il marchio e i codici che identificano i prodotti o il Paese che li produce. Perché se fosse una misura contro il Paese, noi potremmo aggirarla facilmente vendendo in America le Vespe prodotte in Vietnam”, chiosa Colaninno.Nel mi

Sorgente: Gli Usa scendono in ‘guerra’ commerciale: offensiva protezionista contro la Cina – Rai News

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