Il solo a essere cresciuto nell’ultimo anno è lo sfruttamento del lavoro. Un decreto legge, con le caratteristiche di necessità e urgenza che esso porta con sé, si poteva allora emanare su quel tema. Invece no. Sulla sicurezza. Perché, si sa, è su quella che si pensa di poter vincere le elezioni (sbagliando clamorosamente). Il decreto configura una vera e propria guerra ai poveri, piuttosto che quella guerra alla povertà che tutti vorremmo. Si dice che chi dorme per strada verrà cacciato, senza spiegare dove lo si inviterà ad andare. Dunque puniamo chi offre da mangiare ai poveri e chi dorme per strada. Altro che carità cristiana. Qua siamo tornati al Medioevo. Il decreto avrà un’evidente ricaduta penale su coloro che non saranno in grado di ottemperare alle ordinanze, pena la loro stessa sopravvivenza. Il caso dei ragazzi di Ventimiglia lo dimostra.

Seconda considerazione: qual è il messaggio educativo che vorrei che la mia classe politica lanciasse? A questa domanda rispondo: quello stesso che ogni giorno io cerco di dare ai miei figli. Ecco: io ai miei figli dirò sempre che la solidarietà è il sentimento più importante. Dirò sempre loro che se incontrano una persona che ha fame e ne hanno la possibilità devono darle da mangiare. Mi sarebbe piaciuto avere le istituzioni del mio Stato complici in questo messaggio. Invece purtroppo quello che sto dicendo ai miei figli è di contravvenire all’ordinanza del sindaco Pd di Ventimiglia. Non c’è nulla di democratico nel punire chi offre un panino ai poveri. E non c’è nulla di umano. Orlando, Emiliano, Renzi che pensano?