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Community – Europa e giovani, un matrimonio di interessi | l’Unità TV

unita.tv – Europa e giovani, un matrimonio di interessi. Il pensiero di FutureDem per rilanciare il sogno europeo

Le celebrazioni dei Trattati di Roma sono per noi FutureDem anzitutto l’occasione per riconoscere i risultati che a partire da essi sono stati realizzati negli ultimi sessant’anni. La pace, la libertà, il mercato unico e anche un innalzamento dei livelli di protezione sociale e di tutela dell’ambiente sono alcuni dei più importanti traguardi già raggiunti nel percorso avviato con la cerimonia solenne che si tenne il 25 marzo 1957 nella sala degli Orazi e dei Curiazi in Campidoglio.

A firmare quei Trattati in rappresentanza dei sei Paesi fondatori furono alcuni tra coloro che ancora oggi riconosciamo come i padri fondatori dell’Europa unita, come Konrad Adenauer, Paul-Henri Spaak, Joseph Bech e Gaetano Martino.

Uomini politici che, insieme ad altre figure quali Jean Monnet, Robert Schuman, Johan Willem Beyen ed Altiero Spinelli, si dimostrarono “consapevoli dei rischi” – come ha sottolineato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione delle celebrazioni per l’anniversario della firma dei Trattati in Parlamento – ma nutriti del “coraggio di trasformare le ansie dei rispettivi popoli in punti di forza”, per voltare finalmente una delle pagine più buie della storia del nostro continente e avviare invece un lungo percorso di apertura, libertà, democrazia e pace.

È nel solco di questo percorso che siamo nati ed è percorrendolo che abbiamo costruito la nostra storia, la nostra identità e il nostro impegno politico.

Apparteniamo a una generazione per la quale è impossibile non percepire la centralità dell’Europa nell’agire quotidiano. Soffriamo dunque delle sue carenze e viviamo con angoscia ogni sua crisi politica ed economica.
Nel continente che più di ogni altro soffre di un rapido invecchiamento demografico, si contano 90 milioni di giovani che rappresentano circa il 17 per cento della popolazione.

Sono 14 milioni i cosiddetti “neet”, ossia i giovani che non sono impegnati nello studio, né nel lavoro, né nella formazione. Decisamente troppi. Ancora di più sono coloro che un lavoro lo cercano disperatamente, ma non riescono proprio a trovarlo: un quinto dei giovani europei tra i 15 e 24 anni, con punte intorno al 40% in alcuni Paesi, tra cui proprio l’Italia.

A fronte di dati così drammatici, che incrociano il rischio della povertà, dell’esclusione sociale e di una sempre più generalizzata frustrazione proprio delle fasce più giovani della popolazione, è fondamentale che la questione sia annoverata tra le grandi sfide che l’Europa è chiamata ad affrontare in modo unitario e in via assolutamente prioritaria.

È all’Europa, infatti, che guardiamo con speranza, affinché possa stimolare e aiutare gli Stati membri a riformare i sistemi scolastici e universitari, per garantire un’istruzione più efficiente, più mobilità e scambi nella formazione, con nuove partnership tra le università e il mondo del lavoro e della ricerca.

Occorre favorire l’inserimento professionale, anche perfezionando alcuni programmi avviati come Garanzia giovani e rafforzandone altri ormai consolidati come Erasmus ed Erasmus+.

È vero infatti che i dati indicano in modo ineluttabile l’efficacia di tali programmi per favorire l’occupazione di coloro che ne hanno giovato.

Tuttavia, è vero anche che essi hanno ancora un potenziale inespresso e che necessitano di essere adeguatamente ridefiniti ed estesi per diventare lo strumento attraverso il quale affermare un’identità europea davvero fondata sulla unitarietà della nostra civiltà, penetrando anche negli strati sociali che sembrano oggi più lontani e irraggiungibili.

La realizzazione di una piena cittadinanza europea, da aggiungere e non sostituire a quelle nazionali, è una delle missioni a cui FutureDem dedica tutto il suo impegno e il massimo degli sforzi. Non mancheremo mai, e non manchiamo di certo oggi, di esprimere fiducia e coraggio per segnare nuovi passi sulla via dell’integrazione europea, a partire dal completamento dell’Unione economica e monetaria e dalla proposta di una Difesa comune europea e di un’Unione della sicurezza.

Gli inediti scenari geopolitici e la prospettiva di nuove relazioni transatlantiche svelano infatti una realtà sempre più complessa, conflittuale e interconnessa nella quale sarà indispensabile contare su un’Unione capace di intervenire in difesa dell’ordine internazionale, del dialogo multilaterale, dei diritti umani e del libero commercio, come capisaldi del mondo libero, stabile, sicuro e sostenibile nel quale vogliamo poter vivere e affermarci.

Sappiamo che dall’Europa dipende il nostro futuro e per questo rivendichiamo con forza una voce sul futuro dell’Europa.

Come prima e più di prima, FutureDem si proporrà come un ascensore di contenuti, capace di veicolare la comprensione dei grandi mutamenti globali in atto, con l’ambizione, attraverso il confronto e l’approfondimento, di servire anche da incubatore di idee e proposte da trasmettere agli attori istituzionali in Italia e in Europa.

Lanceremo gruppi di lavoro e tavoli di approfondimento tematici, con l’obiettivo di veicolare le idee e le proposte degli iscritti e dei simpatizzanti, affinché FutureDem si affermi anche come un do-tank capace di tradurre il suo potenziale anche in azioni concrete.

Promuoveremo così la partecipazione e l’impegno non soltanto politico, ma anche sociale e civico dei giovani in favore dell’Europa.

Con la consapevolezza che proprio la partecipazione è il presupposto della democrazia e che solo così sarà possibile legittimare le istituzioni dell’Unione europea, nonché aiutarle, rafforzandole, a superare le attuali difficoltà.

E con la “consapevolezza dei rischi” a cui andremmo incontro se mancassimo di raccogliere e vincere queste sfide.

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Sorgente: Community – Europa e giovani, un matrimonio di interessi | l’Unità TV

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