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Camera, escamotage degli ex M5S per non morire: patto con lista pro bande musicali, in dote simbolo e fondi – Il Fatto Quotidiano

La componente nata dagli ex grillini subisce l’emorragia dei civatiani e rischia la decadenza e il conseguente scioglimento dell’ufficio legislativo e dell’ufficio comunicazione. Possono sopravvivere ma serve un simbolo che si sia presentato nel 2013. Contattano il titolare di “Tutti insieme per l’Italia” (una lista civica che prese 1.485 voti) e fanno una scrittura privata. Ottenuto il simbolo, salvati i fondidi Thomas Mackinson | 26 marzo 2017265 1,1 milaPiù informazioni su: Camera dei deputati, Fondi Pubblici, Gruppi Parlamentari, M5S“M’hanno chiamato e ho colto al volo l’opportunità, la sfrutterò al massimo”. E’ felice come una Pasqua il signor Antonio Corsi, dal 1997 sindaco di Sgurgola, in provincia di Frosinone, col pallino della tromba. Il suo progetto popolare a sostegno delle bande musicali d’Italia è stato bocciato dalle urne nel 2013 ma è appena risorto in Parlamento. Merito del matrimonio contratto di fresco con i deputati di “Alternativa Libera” eletti con il movimento di Grillo e poi organizzati in componente autonoma insieme agli ex Civatiani. Che però li hanno abbandonati su due piedi per “Possibile” lasciandoli in braghe di tela: sono rimasti solo in cinque, in numero inferiore ai 10 deputati necessari per essere componente riconosciuta dalla Presidenza e come tali ammessi all’utilizzo dei fondi per le spese di segreteria, ufficio legislativo, ufficio stampa e tutto il nécessaire di dotazioni della Camera.Non tutto è perduto per Massimo Artini, Marco Baldassarre, Eleonora Bechis, Samuele Segoni e Tancredi Turco che in quattro anni sono diventati tra i più lesti, reattivi e scaltri deputati di tutta la Camera. Lo hanno appena dimostrato depositando per primi la mozione che potrebbe riaprire il caso Minzolini in un Parlamento imbambolato dai contraccolpi del salvataggio. L’altra faccia della medaglia è che hanno imparato a usare la stessa disinvoltura a proprio favore, fino a ricorrere agli espedienti tipici della Casta contro cui si scagliano.Per evitare la decadenza, ad esempio, si sono avvalsi della classica eccezione al Regolamento, armamentario prediletto di correnti e partitini: l’art. 14 comma 9 ammette la possibilità di costituirsi come componente politica anche a un numero di deputati inferiore a dieci (fino a tre), purché “rappresentino un partito o movimento politico la cui esistenza, alla data di svolgimento delle elezioni per la Camera dei deputati, risulti in forza di elementi certi e inequivoci, e che abbia presentato, anche congiuntamente con altri, liste di candidati ovvero candidature nei collegi uninominali”. Perfetto, ma c’è un problema: nessuno dei deputati in questione ha tale requisito, essendo stati tutti eletti con il simbolo del M5S che appartiene a Grillo.

Sorgente: Camera, escamotage degli ex M5S per non morire: patto con lista pro bande musicali, in dote simbolo e fondi – Il Fatto Quotidiano

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