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Brexit, May: domani momento importantissimo per la storia britannica – Rai News

28 marzo 2017 Il Regno Unito affronta “uno dei momenti più importanti” nella sua storia recente, preparandosi ad affrontare l’uscita dall’Unione europea. Lo ha dichiarato la premier britannica, Theresa May, che domani lancerà formalmente l’iter per l’uscita del suo Paese dal blocco comunitario, attivando l’articolo 50 del Trattato di Lisbona. May, citata da Bbc, ha aggiunto che il suo obiettivo per il post-Brexit è “una profonda e speciale partnership” con Bruxelles. Un “Regno Unito globale”, ha sottolineato, può costruire nuove alleanze fuori dall’Ue. Brexit, che cos’è e co me funziona: dall’articolo 50 ai negoziati – CHE COSA È. Il termine Brexit risulta da un gioco di parole fra ‘Britain’, cioè Regno Unito, ed ‘Exit’, cioè uscita, e indica appunto l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Il divorzio dall’Ue è stato deciso con lo storico referendum del 23 giugno del 2016, convocato dall’allora premier David Cameron, conservatore, che si è dimesso proprio dopo quella consultazione dal momento che aveva appoggiato il no alla Brexit, schierandosi per la permanenza in un’Ue riformata. Alle urne il 51,9% dei cittadini ha votato a favore dell’uscita dall’Ue, mentre il 48% si è espresso a favore della permanenza nel blocco comunitario. – COSA PREVEDE L’ARTICOLO 50. L’articolo 50 del Trattato di Lisbona è composto da cinque punti e stabilisce il meccanismo per il ritiro di un Paese dall’Unione europea. Dice quanto segue: in primo luogo che “ogni Stato membro potrà decidere, conformemente alle sue norme costituzionali, di ritirarsi dall’Unione”; e in secondo luogo che “lo Stato membro che decida di ritirarsi notificherà la sua intenzione al Consiglio europeo”. – COSA SUCCEDE DOPO L’ATTIVAZIONE DELL’ARTICOLO 50. Una volta invocato l’articolo 50, comincia un periodo di negoziati formali di due anni tra l’Ue e il Regno Unito per stabilire i termini per la Brexit e fissare le linee guida delle nuove relazioni future tra Londra e Bruxelles. – QUANDO AVVERRA’ LA BREXIT. Se entrambe le parti riusciranno a ottenere un accordo nell’ambito del negoziato, il Regno Unito smetterà di appartenere all’Ue entro la primavera del 2019. Tuttavia questo calendario potrebbe cambiare nel caso in cui le parti si dovessero accordare in modo unanime per estendere il periodo di colloqui. Se questo accordo unanime non ci fosse, i trattati europei smetterebbero automaticamente di essere applicati allo scoccare dei due anni dalla notifica che viene depositata mercoledì 29 marzo. – I CITTADINI UE NEL REGNO UNITO. Attualmente nel Regno Unito risiedono 3,15 milioni di cittadini comunitari, contro i 900mila espatriati britannici che vivono in diverse parti dell’Ue secondo i dati ufficiali. In entrambi i casi la situazione è incerta. La premier britannica, Theresa May, ha insistito sul fatto che risolvere la loro situazione legale è prioritario, ma nel testo di legge sulla Brexit approvato in Parlamento non compare alla fine alcuna garanzia esplicita in proposito. – CHE SUCCEDE SE IL REGNO UNITO VUOLE TORNARE IN UE. Se il Regno Unito, o qualunque altro Stato membro che si è ritirato, chiede nuovamente l’adesione, la sua richiesta viene sottoposta allo stesso procedimento previsto per uno Stato che desideri aderire. Brexit, che cosa succede dopo l’attivazione dell’articolo 50 Il 29 aprile, proprio a seguito della notifica dell’attivazione dell’articolo 50, è in programma un vertice speciale a Bruxelles, in cui saranno formalmente adottate le linee guida per il negoziato che l’Unione europea intenderà seguire. Secondo il Guardian, già da giovedì Tusk comincerà a fare circolare queste linee guida fra i 27 Stati membri. Nel Regno Unito le norme Ue e i trattati resteranno in vigore fino all’uscita effettiva, ma lo Stato che intende divorziare non può partecipare all’attività decisionale né alle discussioni interne dell’Ue relative alla sua uscita. I trattati smetteranno di essere applicati allo Stato in questione dalla data di entrata in vigore dell’accordo sul ritiro o, in caso di mancato accordo e mancata estensione del periodo dei negoziati, due anni dopo la notifica dell’intenzione di uscire dall’Ue. In realtà nessuno sa come funzionerà il procedimento della Brexit, dal momento che il Trattato di Lisbona è entrato in vigore soltanto nel 2009 e finora l’articolo 50 non è mai stato usato. Secondo quanto riporta la Bbc, l’ex ministro degli Esteri britannico Philip Hammond, sostenitore della permanenza nell’Ue, ha suggerito che per terminare i negoziati sulla Brexit potrebbero volerci fino a sei anni; sulle condizioni sull’uscita del Regno Unito dovranno essere d’accordo 27 Parlamenti nazionali, un processo che potrebbe richiedere alcuni anni, ha argomentato. Dei negoziati e di tutti i nuovi accordi internazionali del Regno Unito si occuperanno, con ruoli diversi, in tre, soprannominati i ‘Three Brexiteers’. Si tratta di: il ministro per la Brexit David Davis, che è stato messo dalla premier britannica Theresa May a capo di un dipartimento apposito; l’ex segretario alla Difesa Liam Fox, che è adesso segretario per il Commercio internazionale; e Boris Johnson, attuale ministro degli Esteri. Ma la Bbc sottolinea che l’ultima parola, in ogni caso, spetterà alla prima ministra May. Brexit, tutte le tappe dal 2013 a oggi Di seguito si ripercorrono tutte le tappe della Brexit, dalla convocazione del referendum nel 2013 fino a oggi. 2013 – 23 gennaio: L’allora premier britannico David Cameron annuncia l’intenzione di convocare, prima del 2018, un referendum sulla permanenza o l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea in caso di vittoria del suo partito conservatore nelle elezioni di maggio 2015. 2015 – 7 maggio: Si tengono le elezioni generali britanniche e i Tories di Cameron vincono con la maggioranza assoluta. – 8 settembre: La Camera dei Comuni dà il via libera alla legge che autorizza la convocazione del referendum sulla Brexit. 2016 – 20 febbraio: Cameron annuncia che il referendum si terrà il 23 giugno del 2016 e conferma che la posizione ufficiale del governo sarà di difendere la permanenza in “un’Europa riformata”. – 15 aprile: Comincia la campagna ufficiale per il referendum. – 23 giugno: Nel referendum vince il sì all’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Alle urne il 51,9% dei cittadini ha votato a favore dell’uscita dall’Ue, mentre il 48% si è espresso a favore della permanenza nel blocco comunitario. – 24 giugno: Poche ore dopo che si è venuto a sapere il risultato del referendum, Cameron ha annunciato la sua intenzione di dimettersi a ottobre. – 29 giugno: Il partito conservatore comincia la selezione interna del suo leader e futuro premier per sostituire Cameron, che sarà incaricato di negoziare le condizioni della Brexit. Presentano la propria candidatura: l’allora ministra dell’Interno Theresa May; la segretaria di Stato per l’Energia Andrea Leadsom; l’allora titolare di Lavoro e pensioni, Stephen Crabb; e l’ex responsabile della Difesa Liam Fox. – 30 giugno: Anche il ministro della Giustizia, Michael Gove, annuncia la sua candidatura e, qualche ora più tardi, il paladino del sì alla Brexit Boris Johnson, ex sindaco di Londra, decide di non presentare la sua. – 5 luglio: Il gruppo parlamentare del partito conservatore esclude l’ex ministro Fox per la successione a Cameron e il ministro del Lavoro Stephen Crabb ritira la sua candidatura. – 7 luglio: Dalla votazione dei deputati Tories resta fuori Michael Gove, dunque emerge che saranno Theresa May e Andrea Leadsom a contendersi la successione a David Cameron alla guida del partito conservatore e del governo britannico. – 8 luglio: May e Leadsom cominciano la campagna elettorale. – 11 luglio: Leadsom si ritira dalla corsa per guidare il partito conservatore e lascia la strada libera a May, che viene proclamata formalmente leader dei Tories a seguito del ritiro degli altri candidati. – 13 luglio: Cameron presenta le dimissioni alla regina Elisabetta II. Poco dopo la regina chiama May per chiederle, in quanto leader del partito di maggioranza alla Camera dei Comuni, di formare un esecutivo. Lo stesso giorno May annuncia che David Davis, ministro dell’Interno fra il 2003 e il 2008, diventerà il ministro per la Brexit, con la missione di negoziare l’uscita del Paese dall’Ue. – 3 novembre: L’Alta Corte di Londra obbliga il governo a consultare il Parlamento prima di avviare la Brexit. – 5 dicembre: La Corte suprema comincia a esaminare il ricorso presentato dal governo di Theresa May contro il pronunciamento che la obbligava a consultare il Parlamento. 2017 – 17 gennaio: La premier annuncia che il Regno Unito uscirà dal mercato unico e dall’unione doganale e che sottoporrà a votazione parlamentare l’accordo definitivo sulla Brexit al quale si giungerà con Bruxelles. – 24 gennaio: Il presidente della massima istanza giudiziaria britannica, David Neuberger, informa dopo avere studiato il ricordo del governo, che la decisione della Corte suprema è che May ha bisogno della preventiva autorizzazione del Parlamento per attivare l’articolo 50. – 26 gennaio: Il governo pubblica il progetto di legge per invocare l’articolo 50 e lo soprannomina ‘Progetto di legge dell’Unione europea (notifica per il ritiro)’. – 31 gennaio: Comincia il dibattito sul progetto di legge alla Camera dei Comuni. – 2 febbraio: Il governo britannico pubblica un ‘libro bianco’ in cui espone il suo piano per i negoziati sulla Brexit. – 8 febbraio: La Camera dei Comuni dà il via libera alla legge sulla Brexit, con 494 voti a favore e 122 contrari. – 1° marzo: La Camera dei Lord approva un emendamento alla legge sulla Brexit per garantire i diritti dei cittadini comunitari che vivono nel Regno Unito. È la prima volta che il governo va sotto nell’iter parlamentare della legge. – 7 marzo: Il governo subisce la seconda sconfitta nell’iter del progetto di legge, sempre alla Camera dei Lord, che inserisce un nuovo emendamento che dà al Parlamento il potere di porre il veto al futuro accordo con Bruxelles sull’uscita dall’Ue. – 13 marzo: Il Parlamento approva il progetto di legge, ma eliminando i due emendamenti introdotti dai Lord. – 16 marzo: La regina Elisabetta II firma la legge sulla Brexit. L’attivazione dell’articolo 50 da parte del governo britannico è prevista per il 29 marzo.

Sorgente: Brexit, May: domani momento importantissimo per la storia britannica – Rai News

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