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Affitti a Boboli, indaga la Procura – CorriereFiorentino.it

Alessandra Marinocorrierefiorentino.corriere.it/ – Affitti a Boboli, indaga la Procura. Inchiesta penale dopo quella contabile: l’ex soprintendente accusata di abuso d’ufficio  –  di Valentina Marotta

C’è anche un’inchiesta penale sull’Affittopoli fiorentina. Dopo la contestazione del danno erariale da parte della Corte dei conti, adesso è finita nel mirino della Procura della Repubblica Alessandra Marino, soprintendente per i beni architettonici, paesaggistici e storici a Firenze dal 2009 al 2016, quando ha assunto un nuovo incarico a Roma.

Per lei l’accusa è abuso d’ufficio. Dal 1996 la ex soprintendente ha vissuto in appartamento di proprietà demaniale di 78 metri quadri in piazza Pitti. Secondo l’accusa, per poter continuare ad usufruire dell’appartamento con vista sul parco di Boboli anche dopo il trasferimento a Roma, avrebbe modificato il regolamento di gestione del canone di concessione, in palese conflitto di interessi.

Chiesto il rinvio a giudizio

La Procura ha chiuso le indagini e ha già chiesto il rinvio a giudizio per l’ex soprintendente. Per lei, difesa dall’avvocato Matteo Lucibello, l’udienza preliminare si aprirà il prossimo 19 aprile davanti al gup Matteo Zanobini. Non è il primo guaio giudiziario per l’architetto Marino.

Già nel gennaio scorso, l’ex soprintendente ha ricevuto insieme alla funzionaria Fulvia Zeuli, architetta coordinatrice della Commissione per la determinazione del canone, un invito a dedurre firmato dal procuratore regionale della Corte dei Conti Andrea Lupi che ha ipotizzato un danno erariale 2,8 milioni per gli immobili demaniali affittati a prezzi stracciati negli ultimi cinque anni. In realtà secondo la stima del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, effettuata sulle indicazioni dell’Agenzia delle entrate, la gestione degli affitti negli ultimi dieci anni avrebbe provocato un danno di ben oltre 8 milioni di euro alle casse dello Stato.

Poi, per effetto della prescrizione è stato ristretto il campo d’azione agli ultimi cinque anni. A dare il via all’inchiesta della magistratura contabile — che poi ha trasmesso gli atti alla Procura ordinaria — era stata la campagna di stampa che aveva messo in luce gli affitti low cost in appartamenti prestigiosi.

 Canoni di locazione cinque volte inferiori a quelli di mercato

I canoni di locazione, secondo quanto emerso dalle indagini, risultano in media cinque volte inferiori rispetto a quelli di mercato. Come l’appartamento di 103 metri quadri nelle ex Scuderie Reali affittato dal 2002 a 274 euro, cifra poi aggiornata a 412 euro, o l’appartamento di 322 metri quadri, sempre nelle ex Scuderie, a 857 euro.

Sono settanta le case della Soprintendenza finite nel mirino, si tratta di abitazioni concesse a prezzi stracciati in edifici storici come Palazzo Pitti, nelle ville medicee di Castello e Poggio a Caiano, nella villa la Petraia a Castello o a villa Pandolfini a Soffiano. Marino e Zeuli avrebbero dovuto riconsiderare i canoni degli immobili adeguandoli al libero mercato e avrebbero dovuto rivedere il regolamento sull’assegnazione degli alloggi a persone dell’amministrazione a riposo o ai loro eredi.

Questi i rilievi mossi dagli ispettori del ministero nel 2010. Il nuovo regolamento viene stilato da Alessandra Marino tra il 2015 e il 2016 (a luglio di quell’anno Marino assume il nuovo incarico a Roma alla direzione generale per l’archeologia belle arti e paesaggio). E proprio questo è adesso finito nel mirino della Procura guidata da Giuseppe Creazzo. Intanto il ministero sta lavorando a un unico regolamento valido per tutto il territorio nazionale.

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